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DICO Discount: rivoluzione ai vertici, la Coop fa sul serio?

Il format discount non sta vivendo momenti felici, non esiste infatti un attore che si possa considerare soddisfatto delle risultanze dei numeri che porta il mercato. In questo contesto Coop, che attraverso il Brand Dico occupa una importante quota di mercato, e che per anni non ha mai sviluppato in maniera seria l’insegna, ha deciso di rinnovarne i vertici. Questa, di per sé, sarebbe già una notizia. Ma la vera novità risiede nei nomi delle persone che sono state chiamate a guidare il nuovo corso dell’azienda di Prato. Il nuovo Presidente è infatti Mario Zucchelli, personaggio di spicco del mondo Cooperativo, emiliano, già Presidente della fortissima Coop Estense, e grande antagonista di Bernardo Caprotti, Patron di Esselunga. Insomma alla poltrona della Presidenza è arrivato uno dei nomi che più contano nel mondo Cooperativo, e questo non può non essere percepito come un forte segnale. Ma il processo di cambiamento è ancora più profondo, infatti come Amministratore Delegato è stato nominato un giovane e capace manager, il dott. Antonio Lanari che non appartiene al mondo Coop, bensì proviene dal grande competitor Eurospin.

Per chi conosce il mondo di Coop Italia questa è una rivoluzione.

In un solo momento la Sviluppo Discount Spa, la società i cui soci sono alcune tra le Grandi Cooperative appartenenti a Coop italia, ha cambiato sia il Presidente che l’Amministratore Delegato ed ha insediato nel ruolo due protagonisti del mercato che hanno un chiaro compito: quello di portare DICO alla leadership.

Nel mese di Novembre, il dott. Vincenzo Tassinari, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Coop Italia, aveva tuonato contro tutto e tutti nel corso di diverse apparizioni con la stampa e con importanti fornitori: aveva spiegato che gli stranieri potrebbero andarsene dal nostro Paese conseguentemente agli insuccessi raccolti, e per evitare di veder occupare quote di mercato da nuovi competitor stranieri ancora più agguerriti, Coop avrebbe deciso di investire, sebbene il momento non sia dei migliori ed il Governo non faccia nulla per aiutare il nostro mercato. Dunque una Coop di attacco, anche nel Discount, ovvero nel format in cui, onestamente, era rimasta, pur detenendo quote di rilievo, piuttosto latitante. Mario Zucchelli è un uomo che le sfide le vuole vincere e per farlo questa volta si avvale di collaboratori che devono dare determinate garanzie, anche se non sono estratti del mondo Coop, e così viene chiamato come tecnico il dott. Antonio Lanari, che dopo aver contribuito negli ultimi anni all’affermazione definitiva di Eurospin come leader di mercato, ha deciso di affrontare una nuova ed avvincente sfida. Sarà da vedere quale tipo di congiuntura economica incontreranno nel loro cammino questi manager, e soprattutto quali saranno gli effetti collaterali provocati dalla fortissima competitività che stanno vivendo gli altri format (Supermercati ed Ipermercati) e che stanno portando, con l’ enorme pressione promozionale sulle Grandi Marche, ad un affaticamento dei numeri del Discount.

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Ha scritto 769 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

11 COMMENTI
  1. Bruno Fontaine

    O tempora,o mores!
    In effetti, questa é una vera rivoluzione!

  2. lore

    A me sembra invece che il format discount stia andando benissimo solo con l’insegna Eurospin…

  3. giulio

    Nessun acceno alla situazione calabrese?

  4. giuseppe

    cambiano continuamente manager al vertice pero’ devono anche cambiare la politica coop .La Dico è un discount non un supermercato ,perche ha prezzi da supermercato e poi se hanno problemi di costi di personale, devono partire dai vertici a ridurre il personale e non dagli adetti dei punti vendita, che vengono trattati come carne da macello

  5. Truman

    Peggio…
    a 7 mesi da questo articolo, si sta consumando lo scempio di Sviluppo Discount!!!
    Amici su amici collocati in ruoli di responsabilità (alla faccia della riduzione dei costi) con stipendi da dirigenti, auto aziendali e chi più ne ha più ne metta….
    Ed ora news dell’ultima ora… metà della sede di Prato trasferita con coercizione in una nuova sede a Bologna, senza nessuna possibilità di rifiuto, senza nessuna agevolazione per i 200km di viaggio al giorno da sobbarcarsi.

    Se questo è il new deal… beh… a voi il giudizio

    più un’inifità di piccole e piccolissime cose che dall’interno si vedono e si vivono…
    presto Sviluppo Discount è destinata a fare pfffffffffffff

  6. mimmo

    sono anni che viviamo e paghiamo gestioni sbagliate, progetti perlopiù campati in aria e basati molto spesso solo su amicizie al posto di politiche aziendali, adesso che perlomeno c’è uno che ha le idee chiare, magari non tutte condivisibili, ma perlomeno sono chiare come le nuove assunzioni, persone qualificate, professionali e non come fino ad ora improvvisate.
    Tutti i cambiamenti portano oltre ai benefici anche dei danni, occorre capire quale di questi sarà il maggiore, comunque in qualsiasi caso è meglio muoversi, perché un azienda come DICO, gestita come fino allo scorso anno, aveva solo un futuro, CHIUDERE

  7. Claudio LEONFORTE BRUNO

    non posso che condividere pienamente i post 4 e 6 appena letti…..io sono stato un addetto ai lavori dietro le quinte nell’ ambito della distribuzione del materiale pubblicitario Dico Discount per conto terzi , allora affidato a dei personaggi assai speculativi , forti per i numeri che offrivano alla filieera italiana comunque dimezzati alla fonte del 30 % sia per la quantità dei volantini che venivano portati in cartiera che per il suo prezzo cad che diventava una miseria . Se poi si calcoli che questi numeri venivano ancora dimezzati del 50/60 % dalla stessa filiera perchè purtroppo i costi di gestione del servizio , e stiamo parlando di risorse umane e non di bestie , non copriva il budget concordato , il danno fisiologico che l’insegna subiva era del 70\75 % e praticamente solo il 25 % del materiale pubblicitario arrivava a destinazione . Oggi non so come funzionano le procedure ma personalmente credo che non siano cambiate , e lo dimostra il fatto che io personalmente non ho più visto volantini nelle cassette postali con insegna Dico a vantaggio della concorrenza che nel settore è spietatissma .Tutto questo porta soltanto ad una disfatta univoca a 360 gradi , da una parte la catena discount che perde comunicazione e immagine e dall’ altra le agenzie del settore che perdono credibilità accettando i prezzi da fame proposti da intrepidi responsabili marketing , e qui voglio fermarmi da cattivi pensieri, che instaurano una vera e propria associazione a delinquere nello spaccio di carta e un circolo vizioso di prese per il c…..Signori Zucchelli e Lanari , il controllo qualità e il rispetto verso le risorse umane sono alla base di tutti i buoni e duratori rapporti commerciali , ma dovete avere al vostro fianco persone motivate professionalmente e non speculatori di fatto e di mestiere ……..CONTROLLATE GENTE , CONTROLLATE …la mia sarà una guerra contro i mulini a vento , forse non utilizzerò le parole giuste e me ne scuso anticipatamente , ma stò veramente male a vedere tutto questo spreco…..CONTROLLATE E NO VE NE PENTIRETE distinti saluti

  8. cristina

    Sono 14 anni che lavoro in dico,un anno fa siamo passati sotto un altro territorio,quindi capoarea e ispettori nuovi:siamo passati dal paradiso all’inferno!venivamo da una squadra di lavoro eccellente,collaborativa e motivante!ora siamo con una squadra inesistente,un campo di concentramento dove noi addetti ai pdv siamo numeri e le nostre idee non contano nulla!un modo di lavorare del tutto controproducente per un’azienda!!speriamo che ai vertici se ne accorgano presto….Sono convinta che la Dico abbia grosse potenzialità ma non sta riuscendo a tirarle fuori…forse è una realtà molto grande e i vertici essendo nuovi devono ancora trovare la linea giusta.Dovrebbero comunque investire di più sulla formazione del personale e motivarlo di più!

  9. Pasquale

    Visto il periodo di crisi non aprite nuovi punti vendita vicino a noi piccoli alimentari.

  10. Marco

    Buongiorno,
    mi scuso anzitutto per l’intrusione in questo forum.
    Da 3 mesi sono diventato fornitore Dico e allo scadere delle prime fatture le cose non si stanno mettendo bene per quanto riguarda i pagamenti.

    Sembra che dai vertici stiano gia tirando i remi in barca lasciando insolute le prime fatture.

    Spero di sbagliarmi, ma qualcuno di voi sa se l’Azienda é solida e con i fornitori
    é regolare nei pagamenti?

    Grazie

  11. erni

    Devono pagare a 30-60 giorni per legge….

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