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Santambrogio, Direttore Generale Marketing di Interdis, risponde a GDONews sulle prospettive del Gruppo

Nella scorsa pubblicazione GDONews aveva scritto di tensioni riguardanti una supercentrale importante nel panorama distributivo: SICON. In particolare ci eravamo soffermati sulle forti dichiarazioni rese dal direttore generale del Gruppo Conad Francesco Pugliese, che in poche parole metteva sul “chi va là” la prosecuzione del rapporto di collaborazione tra Interdis e Conad, recriminando soprattutto il fatto secondo cui l’alleanza tra le due centrali non andava oltre una mera opportunità sugli acquisti e non di condivisione di strategie ed obbiettivi come si voleva al principio. La risposta del dott. Santambrogio non si è fatta attendere. All’indomani della nostra pubblicazione ci è giunta in redazione una lettera scritta e firmata dal direttore generale e marketing del Gruppo milanese che qui sotto riportiamo nella interezza.

Egregio dr. Meneghini,

sono Giorgio Santambrogio e ho ragionevole certezza che eravate in attesa di un mio intervento relativo all’ipotesi improbabile riguardante una possibile correlazione tra le osservazioni rilasciate a mezzo stampa da Francesco Pugliese e “probabili” migrazioni di soci Interdis.

Entro subito nel cuore del problema, sottolineando che mi è difficile ipotizzare una qualsivoglia correlazione tra i due eventi, quando questi sono decisamente improbabili o imprecisi.

Per chiarezza: affaire Sicon. Interdis e Conad stanno valutando le modalità di prosecuzione dell’accordo sottoscritto nel 2007, che li vede partner in Sicon e che terminerà a fine 2011. Interdis sta infatti valutando le diverse possibili opzioni di collaborazione, purché finalizzate al conseguimento di un vantaggio reciproco e di un’effettiva crescita. Non solo, ma il Consiglio di Amministrazione di Interdis ha deciso di aprire un tavolo di confronto paritario per individuare la strategia di sviluppo più efficace, portando idee e discutendo delle proposte evolutive di Conad. Interdis è ovviamente d’accordo che il sodalizio con finalità negoziali è una condizione necessaria, ma di per sé non sufficiente e quindi il confronto verterà su temi strategici come format, assortimenti, logistica e centri decisionali. Tutto ciò nel rispetto delle specificità di ogni singola realtà territoriale ed imprenditoriale. La modalità per scrivere il futuro dipenderà dal grado di condivisione dei rispettivi orientamenti strategici. La volontà di Interdis è quella di valorizzare, anche attraverso una soluzione condivisa, i propri punti di forza e le specificità che, da sempre, la contraddistinguono: la presenza sulla pressoché totalità del territorio nazionale, la vocazione alla prossimità e la capacità di creare valore attraverso le carte fedeltà e il servizio al cliente finale.

Evento “migrazioni”. Catone diceva “Exigua his tribuenda fides, qui multa loquuntur”. In effetti bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto, magari andando in giro per centrali d’acquisto a raccontare sogni. Ma, ringraziandoVi per lo spazio concessomi, mi permetto di chiudere, citando anche l’Ecclesiaste che dice “Omnia tempus habent”. Avremo quindi tempo di verificare se le migrazioni (naturali nella D.O.) saranno centrifughe o, come ipotizzo, decisamente centripete!!

Grazie.

Giorgio Santambrogio

Direttore Generale Marketing Interdis

2 COMMENTI
  1. giulio

    Dott. Santambrogio,
    perché Interdis non unifica tutti i propri marchi come hanno fatto Carrefour e Billa?

  2. Aristide

    Santambrogio,

    non le dice niente che il problema Sicon sia stato trattato sulla stampa dal direttore generale di Conad e non con voi direttamente, che pure fate parte della stessa supercentrale? Mi sa che Sicon sia un gruppo veramente “sgarruppato”, perché già dall’atto di adesione di Interdis doveva mettersi attorno a un tavolo affinchché nella realtà non fosse, come negli immancabali annunci di una qualsiasi supercentrale o di adesioni ad essa, solo una struttura per l’acquisto, ma anche di marketing (inteso solo per avere sconti promozionali da fornitori?) e di logistica. A proposito di marketing: sono convinto che la diversità di una catena si realizza ormai, in gran parte, sul marketing. Mi spiega, allora, il senso delle sbandierate supercentrali di acquisto e marketing? Nel caso, non vale la pena che ci si fondi in un’unica società associazionista e amen? Oppure che si finisca, una buona volta, con le centrali che “vanno oltre l’acquisto” e si dica chiaro e papale papale: “Noi ci uniamo per condizionare meglio i produttori”. Come lo è sempre stato.
    Grazie della risposta, che lei, che la conosco come persona gentile, leale e schietta, mi/ci vorrà dare.

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