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Il 2011 sarà ancora un anno di sofferenza: la GDO corre ai ripari incrementando la Private Label

La Symphony IRI Group in una pubblicazione appena data alla luce prevede ancora un anno di stagnazione dei consumi con una crescita debole dei volumi di vendita nonostante lo stop della deflazione che ha caratterizzato l’ultimo anno. Secondo la suddetta il 2010 si chiuderà con un aumento dei volumi di vendita dello 0,7% ed i prezzi in calo dell0 0,6%, con la forte caratterizzazione di una debole domanda ed una notevole pressione promozionale. Probabilmente per questo fenomeno le marche industriali sono in sofferenza di fatturato verificando che il valore delle vendite nell’anno in corso è diminuito del 1,8%. Crescono le marche Premium che segnano un +6,2% , a conferma del fatto che le cose buone ovvero belle non soffriranno mai, tenendo anche conto di quote di mercato ridotte ma significative, ma soprattutto crescono le Private Label che nei primi nove mesi sono passate dal 14,7% del 2009 ad un 15,5% del 2010 a scapito delle grandi marche che sono passate dal 56,6 al 55,8, ma il fenomeno sarà inesorabilmente destinato a proseguire questo cammino. A conferma di ciò le recentissime dichiarazioni delle principali insegne: “ Pensiamo di chiudere l’anno con un fatturato in crescita del 5,1% rispetto al 2009 – ha dichiarato De Berardinis di Conad- con un incremento della produttività per metro quadro dovuto al grande lavoro sulla rete vendita che non ha riguardato solo la ristrutturazione ed il riposizionamento dei nostri 3 mila negozi, ma anche l’ampliamento dell’offerta resa anche più conveniente con la marca Conad”. Selex, invece, pensa di chiudere l’anno con una crescita del 3,8% compresi Cash and Carry e Discount. Secondo Maniele Tasca, recente direttore generale del Gruppo, la preoccupazione deve derivare dai prossimi aumenti dei listini dell’industria che limeranno ulteriormente i margini della Distribuzione a causa dell’elevata pressione promozionale che caratterizzerà il 2011. Anche sul fronte della marca privata il dott. Tasca assicura uno sviluppo dentro il mondo Selex, aggiungendo alle attuale linee, base e premium, anche prodotti specifici per il benessere, l’infanzia ed il bio elevando la propria quota da un 16,8% ad un 17,5% nel 2011. Anche per Brisigotti di Coop Italia, responsabile prodotto a marchio, la marca privata è la chiave per offrire al consumatore convenienza e qualità, e pertanto anche il leader di mercato prevede per il 2011 uno sviluppo importante che dovrebbe aumentare il fatturato della marca Coop di un 1%, passando dal 25% al 26%.

Attenzione amici della Distribuzione, l’arma della pressione promozionale rischia di essere uno strumento a doppio taglio, a partire da chi opera sul mercato con le formule in franchising, o in associazione cooperativa, è vero che è un esigenza per sopravvivere ma dalle dichiarazioni dei leader del mercato sembra che nel 2011 si arriverà al 24% di valore della pressione promozionale contro il 21,3% del 2008. Chi vuole percorrere questa strada in maniera profonda sappia che si trova e si troverà in un terreno minato.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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  1. mario

    dirigenti di unicoop fi hanno dichiarato che nel secondo semestre 2010 stavano guadagnando di piu delle previsioni e quindi hanno deciso di abbassare i prezzi dei prodotti a marchio coop hanno fatto promozioni su pasta a 30 cent mezzo chilo per esempio e 100 articoli del 20% per circa due mesi e mezzo non so se tali affermazioni siano veriterie ma gli sconti sono stati in piu del circuito coop barilla da tre mesi vende la sua pasta classica a 47 cent ogni due settimane al mese e mezzo invece il prezzo normale e di 74 cent la pasta coop ora costa 38 cent mezzo kg il socio consumatore ringrazia

  2. giulio

    Sicuro che si tratti della stessa pasta in vendita nelle altre cooperative Coop? Potresti indicarci stabilimento ed indice proteico?

  3. mario

    in coop la pasta prodotta a marchio e fatta da rummo e da corticella in unicoop fi soltanto gli spaghetti sono corticella tutti gli altri formati classici sono di rummo

  4. giulio

    Qual è l’indice proteico di quella a 38 centesimi?

  5. mario

    sulle confezioni ci sono queste indicazioni valori per100 gr di prodotto valore energetico kj 1511 kcal 356 proteine gr 12,5 carboidrati gr 73,1 grassi 1,5

  6. giulio

    Si tratta effettivamente della stessa e identica pasta in vendita nelle altre Coop.

  7. giulio

    Per fare un confronto, la Barilla sta passando da 12 a 12,5.
    De Cecco 13
    Garofalo 14
    Rummo 14,5
    Pertanto questa pasta Coop prodotta da Rummo con 12,5 si colloca sulla stessa fascia della futura Barilla.
    Restando in Centrale Italiana, quella prodotta per Despar sempre da Rummo è migliore: 12,8

  8. Lele

    penso che vedere scritto l’indice proteico su una etichetta per stabilire se una pasta è buona mi sembra ridicolo. I produttori di pasta scrivono quello che vogliono poi fanno la pasta con il grano che capita. Pensate alla pasta Coop fatta da Corticella si scuoce sempre rispetto a quella di Rummo e poi ha sempre delle macchie bianche grandi o piccole sugli spaghetti che una volta cotti si spaccano. Un amico professore di università di Firenze mi ha detto che i puntini bianchi posso essere l’uso del rimacinato(pasta secca rimacinata) al posto della semola e le macchie bianche grandi sono cattiva essiccazione detto cracking.

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