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Gli italiani credono nella ripresa (ISTAT), ma la spesa cala (CIA)

E’ sicuramente vero che i dati sulla ripresa economica sono contrastanti, ma le famiglie italiane, secondo i recenti dati ISTAT pubblicati nel report trimestrale “Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società”, non nascondono un cauto ottimismo. Nel secondo trimestre dell’anno le famiglie hanno aumentato i loro consumi dello 0,6% rispetto al periodo gennaio-marzo e del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2009, anche grazie a un leggero aumento medio dei redditi dello 0,9% in tre mesi (+0,8 rispetto al 2009).
Il discorso cambia e di molto se si analizza il potere d’acquisto: depurando questi dati dall’inflazione ci accorgiamo che l’aumento del potere d’acquisto è solo dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ed addirittura negativo dello 0,7% rispetto al 2009. L’aumento dei consumi quindi, più che a un aumento dei redditi, è da imputare al minore risparmio sceso dell’1,2% rispetto al secondo trimestre 2009, anche se rispetto al primo trimestre 2010 registra un aumento dello 0,3%.
In questo quadro le abitudini dei consumatori continuano a cambiare, nel trend che vede il budget della spesa in calo (-3% nei primi sei mesi del 2010) e il menu delle famiglie adattarsi alle nuove necessità.
Secondo una ricerca della CIA (Confederazione italiana agricoltori) presentata in questi giorni, “il 41,4% degli italiani ha ridotto gli acquisti di frutta e verdura, il 37% quelli del pane e il 38,5% quelli di carne bovina”. Al nord il 32% delle famiglie ha ridotto gli acquisti alimentari, il 39% ha ridotto le voci pane e pesce. Al centro il 37% ha tagliato i consumi, in particolare il 38% ha ridotto la voce pane, il 46% il pesce, il 42% la carne bovina. Al sud si arriva al 51% delle famiglie che comprano meno, con il 38% che ha ridotto il pane e il 56% la carne bovina.
In definitiva la ricerca conferma il trend in atto da anni che non accenna a diminuire: la famiglia italiana acquista con maggiore consapevolezza e attenzione al prezzo, con l’obiettivo di spendere al meglio le risorse disponibili. Si cercano alternative più convenienti, si rincorrono le promozioni, si compra in punti vendita dove gli stessi prodotti si trovano a prezzo più basso come i discount, si guarda con interesse a sconti e offerte. Si punta, quindi, al prezzo più basso. E così l’indice degli acquisti domestici resta al palo.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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  1. franz

    non ci sta il grannnnnnooooooooooo

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