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“Il cliente non ha sempre ragione”: nuovo divertente libro sulla GDO ed i suoi terribili vizi

E’ uscito un interessante libro intitolato “Il cliente non ha sempre ragione. Consigli di una cassiera alla clientela” di Anna Sam (Edizioni Corbaccio). E’ interessante perché mette a nudo i problemi che determinano la crisi dei format di grandi dimensioni, spiega alla perfezione il perché la prossimità continua ad essere il riferimento dei consumatori ed è una disamina scarna di tutti i difetti del mondo degli acquisti “self service”. Insomma i supermercati, gli ipermercati e i centri commerciali, croce e delizia della nostra epoca! Il lettore domanda chi non ha mai provato l’ebbrezza di aggirarsi tra gli scaffali stracolmi di ogni genere di merci, inebriandosi di offerte speciali, 3 x 2 e promozioni varie? Anna Sam, che aveva già scritto un libro sulla sua esperienza come cassiera, passa ora dall’altra parte della barricata, vestendo i panni, altrettanto «scomodi», del cliente disorientato… I problemi cominciano con la drammatica ricerca della moneta per ottenere un carrello e da lì in avanti la strada è tutta in salita. Come riuscire ad attirare l’attenzione del responsabile del reparto che sfreccia a velocità supersonica senza dar retta a nessuno? E perché gli articoli di prima necessità sono sempre quelli più difficili da raggiungere? Come riuscire a scegliere entro l’ora di chiusura tra 101 qualità diverse di yogurth quando ne vorresti semplicemente uno al naturale? Ma il supermercato è anche il luogo di interessanti riflessioni sociologiche: vi siete mai divertiti a «spiare» nei carrelli altrui, che raccontano molto sui loro proprietari? Peccato che anche il vostro riveli altrettanto di voi. L’autrice ad un certo punto scrive “Vi dirigete verso il reparto carni bovine. Volete comprare delle bistecche per stasera. Però le volete tenerissime. Non v’importa d’altro, e utilizzerete la vostra infallibile tecnica del dito del sapere. Prendete una vaschetta di carne e premete la plastica con il dito, ma è decisamente meno facile che con il Camembert. Capire da una semplice pressione se la carne è tenera o dura richiede infatti una certa esperienza, e voi siete ancora agli inizi. Ciò nonostante, affondate allegramente la punta delle dita nella carne e schiacciate un po’ le bistecche. Confrontate più vaschette e alla fine vi avviate verso la carne trita, semplicemente perché il tocco «bovinale» non vi ha convinto. E chi se ne frega dei pezzi di carne maltrattati”. Soft e divertente.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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