Riceviamo dal dott. Tito Marrari, direttore marketing e comunicazione del (fu) Cedi Sisa Calabria, e pubblichiamo un interessante lettera relativa ad un recente evento accaduto recentemente e che è relativo alle note tristi vicende del suddetto Cedi in interrelazione con i vertici di Sisa Nazionale. Naturalmente GDONews sarà ben lieta di ricevere eventuali riflessioni delle persone chiamate in causa nel pensiero del dott. Marrari per rendere l’opinione dei lettori più’ completa e più’ oggettiva possibile. Buona lettura.

L’OCCASIONE PERDUTA.

Quello di cui vorrei parlarvi oggi non ha nulla a che vedere con argomenti tecnici inerenti alla Distribuzione Organizzata. Quindi non vi parlerò del calo dei consumi nella Grande Distribuzione, o di quale sarà il futuro per i consumi di massa, o di come le fidelity card possano incrementare i consumi. Quello che voglio raccontarvi oggi è una storia. Una semplice storia che racconta di comportamenti e di rapporti umani.
Tutti voi certo saprete delle vicende ultime di Cedi Sisa Calabria. Cassa Integrazione per 95 unità, concordato preventivo presentato dall’azienda (ed accettato dal tribunale) e successiva messa in liquidazione dell’azienda. Saprete anche delle dichiarazioni, rilasciate dal presidente di Sisa Italia dott. Sergio Cassingena alle tante riviste specializzate, sul fatto che la centrale Sisa abbia a cuore la situazione del cedi Calabria, che la Calabria è un territorio che rientra nelle sfere d’interesse per Sisa e che pertanto non sarebbe stata abbandonata etc.etc.
Ora dopo tali dichiarazioni alcuni di noi, approfittando del fatto che i soci del Cedi Centro Nord svolgessero la propria annuale Convention nazionale in Calabria, presso il Villaggio Valtur di Simeri Cricchi, hanno pensato che potesse essere interessante sentire, direttamente dalla voce del presidente Cassingena, come queste forme d’interessamento potessero mettersi in pratica. E se eventualmente anche noi dipendenti, avremmo in qualche modo potuto dare il nostro contributo, affinché tali propositi si potessero concretizzare.
Fu così che alcuni di noi partirono alla volta di Simeri Cricchi. Le speranze ed i timori affollavano le nostre menti. Speranze che da quell’incontro sarebbe potuto scaturire qualche ipotesi di ripresa aziendale, seppure in modo parziale. Dall’altra il timore che quell’incontro non sarebbe stato altro che una serie di buoni propositi e belle parole e nulla di più.
Beh devo essere sincero. Un epilogo come quello che mi appresto a raccontarvi, non l’avrei mai immaginato.
Arrivati all’entrata del Villaggio Valtur, ed esserci fatti annunciare alla guardia armata all’entrata, abbiamo pazientemente atteso, sotto il caldissimo sole del pomeriggio di luglio, che rintracciassero il presidente e ci invitassero ad entrare. Dopo circa una diecina di minuti di attesa, vista l’irreperibilità di Cassingena, arriva all’ingresso il direttore generale dott. Lafelli, da noi fatto chiamare, il quale ci ha gentilmente concesso circa mezz’ora del suo tempo, e intrattenendoci sempre nei pressi dell’entrata, ma quantomeno all’ombra di una siepe, ci ha spiegato che praticamente Sisa si sarebbe interessata alla sorte del Cedi Calabrese, ma solo dopo averne apprese le sorti del concordato, che sarebbero scaturite dall’adunanza dei creditori presso il tribunale. Si scusava a nome del presidente il quale non se la sentiva di riceverci in quanto, a suo dire, era notevolmente in difficoltà a sostenere un incontro con noi ( forse la presenza di una delegazione di cassaintegrati del Cedi Sisa Calabria lo avrebbe particolarmente commosso ?). Morale della favola all’entrata del villaggio turistico siamo arrivati , e li ci hanno tenuti per più di 40 minuti. Avrei potuto accettare che si additasse a qualsiasi scusa da parte del presidente per non incontrarci: mi spiace ma è partito proprio stamani, si scusa ma ieri sera ha avuto una nottataccia e sta riposando, è in riunione, e via sulle ali dell’immaginazione. Ma quello che proprio non riesco a mandar giù, sono le persone che disattendono le più elementari regole che sovrintendono alla buona educazione e alla ospitalità.
Concludo con una frase di Jim Rohn, grande comunicatore americano, che calza particolarmente bene in questa occasione: “ Ci sono due cose che non tornano mai indietro: una freccia scagliata e un’occasione perduta”. Ebbene si mio caro presidente, penso proprio che Lei abbia perso la sua occasione!
Cordiali saluti.

Tito Marrari


Autore Autore:
Redazione