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	<title>Commenti a: Evviva la mozzarella blu. Lettera di Roberto Masu</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Di: gianni</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/07/evviva-la-mozzarella-blu-lettera-di-roberto-masu.html#comment-12889</link>
		<dc:creator>gianni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 06:42:38 +0000</pubDate>
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		<description>Compro del buon vino di origine nota e lo pago € 1,70-2.00 a litro. Il venditore mi spiega che lo stesso vino&quot;certificato&quot; a qualche titolo(=Doc, Igt, eceterai lo potrebbe vendere a prezzo più che raddopiato. MI chiedo e vorrei una risposta, se la certificazione cartacea(non aumenta la qualità del prodotto) debba incidere in modo così vergognoso sul prezzo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Compro del buon vino di origine nota e lo pago € 1,70-2.00 a litro. Il venditore mi spiega che lo stesso vino&#8221;certificato&#8221; a qualche titolo(=Doc, Igt, eceterai lo potrebbe vendere a prezzo più che raddopiato. MI chiedo e vorrei una risposta, se la certificazione cartacea(non aumenta la qualità del prodotto) debba incidere in modo così vergognoso sul prezzo?</p>
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		<title>Di: Made in italy</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/07/evviva-la-mozzarella-blu-lettera-di-roberto-masu.html#comment-6887</link>
		<dc:creator>Made in italy</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:19:35 +0000</pubDate>
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		<description>Granarolo: le analisi sono regolari 
ma per noi danni da due milioni e mezzo .....

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2010/28-luglio-2010/granarolo-analisi-sono-regolari-ma-noi-danni-due-milioni-mezzo-1703479672943.shtml</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Granarolo: le analisi sono regolari<br />
ma per noi danni da due milioni e mezzo &#8230;..</p>
<p><a href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2010/28-luglio-2010/granarolo-analisi-sono-regolari-ma-noi-danni-due-milioni-mezzo-1703479672943.shtml" rel="nofollow">http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2010/28-luglio-2010/granarolo-analisi-sono-regolari-ma-noi-danni-due-milioni-mezzo-1703479672943.shtml</a></p>
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		<title>Di: aldo</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/07/evviva-la-mozzarella-blu-lettera-di-roberto-masu.html#comment-6795</link>
		<dc:creator>aldo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 10:33:44 +0000</pubDate>
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		<description>Mi permetto di segnalare, che l&#039;articolo su La Stampa non era un trafiletto, che nel titolo era indicato che anche le mozzarelle di Granarolo avevano lo stesso problema.
Che il problema è dovuto ad un batterio presente nelle acque nere, e che probabilmente il problema di Granarolo era dovuto al fatto che la stessa acquista semi - lavorati o materie prime dalla Germania.
Abbiamo dibattuto a lungo sui nuovi tipi di contratti, sembra che la GDO continui sulla sua strada, temo che di Mozarelle blu, vino al metanolo etc, ne vedremo molti nei prossimi anni, e con miopia la GDO non si rende conto che i primi ad esserne colpiti saranno loro, il consumatore dirà che nell&#039;insegna XXX si vende il prosciutto alla diossina.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto di segnalare, che l&#8217;articolo su La Stampa non era un trafiletto, che nel titolo era indicato che anche le mozzarelle di Granarolo avevano lo stesso problema.<br />
Che il problema è dovuto ad un batterio presente nelle acque nere, e che probabilmente il problema di Granarolo era dovuto al fatto che la stessa acquista semi &#8211; lavorati o materie prime dalla Germania.<br />
Abbiamo dibattuto a lungo sui nuovi tipi di contratti, sembra che la GDO continui sulla sua strada, temo che di Mozarelle blu, vino al metanolo etc, ne vedremo molti nei prossimi anni, e con miopia la GDO non si rende conto che i primi ad esserne colpiti saranno loro, il consumatore dirà che nell&#8217;insegna XXX si vende il prosciutto alla diossina.</p>
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		<title>Di: gigi</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/07/evviva-la-mozzarella-blu-lettera-di-roberto-masu.html#comment-6789</link>
		<dc:creator>gigi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 12:15:04 +0000</pubDate>
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		<description>Notizia relegata in un trafiletto sulla Stampa di oggi 23/07/2010. Mozzarella Blu i primi casi in Italia...caro Masi proprio Granarolo è incappata nel problema a dimostrazione di quanto sia inesatta la sua analisi e che il prezzo non è sinonimo di qualità!!!
Sono convinto che vada tutelato il vero made in Italy, i prodotti locali e genuini che invece l&#039;Unione europea con le sue assurde regole sta distruggendo non i prodotti di marca fatti con materia prima estera spacciata per italiana e venduti al quadruplo degli altri!!!
Il vero problema morale è nella GDO che chiede fee all&#039;industria sempre più elevate e non tutela il consumatore finale!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Notizia relegata in un trafiletto sulla Stampa di oggi 23/07/2010. Mozzarella Blu i primi casi in Italia&#8230;caro Masi proprio Granarolo è incappata nel problema a dimostrazione di quanto sia inesatta la sua analisi e che il prezzo non è sinonimo di qualità!!!<br />
Sono convinto che vada tutelato il vero made in Italy, i prodotti locali e genuini che invece l&#8217;Unione europea con le sue assurde regole sta distruggendo non i prodotti di marca fatti con materia prima estera spacciata per italiana e venduti al quadruplo degli altri!!!<br />
Il vero problema morale è nella GDO che chiede fee all&#8217;industria sempre più elevate e non tutela il consumatore finale!</p>
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	<item>
		<title>Di: nerucciu</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/07/evviva-la-mozzarella-blu-lettera-di-roberto-masu.html#comment-6787</link>
		<dc:creator>nerucciu</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 09:30:42 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Masu sono il direttore di una azienda casearia condivido ad eccezione del fatto che  non sempre la marca è il rifugio : le mozzarelle blu di Granarolo oggi ne sono l&#039;esempio.....tenendo conto che sulla confezione c&#039;è scritto &quot;fatto con il latte Alta qualità&quot;.Secondo me è una truffa ..E poi smettiamola con la demonizzazione Coldiretti sul latte estero :per scelte politiche (ed economiche) importiamo il 50% del latte ,che spesso è meglio di quello italiano. Il problema è nei controlli non nella provenienza.
Ultimo punto :ieri , ad un rinnovo contrattuale mi è stato fatto vedere un contratto di Granarolo e mi è stato chiesto l&#039;allineamento : io produco veramente con il 100% del latte italiano e quindi non lo potrò mai fare: conclusione : riduzione degli assortimenti.Sigh!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Masu sono il direttore di una azienda casearia condivido ad eccezione del fatto che  non sempre la marca è il rifugio : le mozzarelle blu di Granarolo oggi ne sono l&#8217;esempio&#8230;..tenendo conto che sulla confezione c&#8217;è scritto &#8220;fatto con il latte Alta qualità&#8221;.Secondo me è una truffa ..E poi smettiamola con la demonizzazione Coldiretti sul latte estero :per scelte politiche (ed economiche) importiamo il 50% del latte ,che spesso è meglio di quello italiano. Il problema è nei controlli non nella provenienza.<br />
Ultimo punto :ieri , ad un rinnovo contrattuale mi è stato fatto vedere un contratto di Granarolo e mi è stato chiesto l&#8217;allineamento : io produco veramente con il 100% del latte italiano e quindi non lo potrò mai fare: conclusione : riduzione degli assortimenti.Sigh!!!!!</p>
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		<title>Di: il moralizzatore</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/07/evviva-la-mozzarella-blu-lettera-di-roberto-masu.html#comment-6713</link>
		<dc:creator>il moralizzatore</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 12:04:15 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido pienamente.
Aggiungerei: Importante e significativo ANALIZZARE NEL DETTAGLIO i costi di acquisto del prodotto. L&#039;equazione è nelle mani di qualsiasi comprat(t)ore della GDO/DO. Il prezzo delle materie prime che compongono anche il materiale di confezionamenteo, così come capacità e tempi produttivi, nonchè costi generali, di ammortamento ecc.ecc. sono facilmente quantificabili. Facciamo i conti in tasca ai nostri fornitori, così da rendere il rapporto una vera PARTNERSHIP e non solamente una, passatemi la considerazione, corsa al &quot;ricatto commerciale&quot;. Aumenta il latte? Aumenta il costo. Diminuisce il costo della plastica? Diminuisce il costo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido pienamente.<br />
Aggiungerei: Importante e significativo ANALIZZARE NEL DETTAGLIO i costi di acquisto del prodotto. L&#8217;equazione è nelle mani di qualsiasi comprat(t)ore della GDO/DO. Il prezzo delle materie prime che compongono anche il materiale di confezionamenteo, così come capacità e tempi produttivi, nonchè costi generali, di ammortamento ecc.ecc. sono facilmente quantificabili. Facciamo i conti in tasca ai nostri fornitori, così da rendere il rapporto una vera PARTNERSHIP e non solamente una, passatemi la considerazione, corsa al &#8220;ricatto commerciale&#8221;. Aumenta il latte? Aumenta il costo. Diminuisce il costo della plastica? Diminuisce il costo.</p>
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		<title>Di: aldo</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/07/evviva-la-mozzarella-blu-lettera-di-roberto-masu.html#comment-6708</link>
		<dc:creator>aldo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 12:04:38 +0000</pubDate>
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		<description>Provo ad aggiungere anche il mio contributo, in particolare dopo l&#039;intervento del Dr. Meneghini, mi sembra chiaro che se una cosa del genere fosse successa nelle nostre aziende, dopo esserci focalizzati nell&#039;immediato a risolvere il problema, finita l&#039;emergenza ci saremmo messi a ripensare al processo per capire dove e perchè è nato il problema.

Provo a fare alcune riflessioni: 
1) oggi la distribuzione conosce bene i costi di produzione, la corsa alla continua riduzione degli stessi oltre ad essere impossibile, prima o poi vede per reazione il calo della qualità o dei controlli per garantirla.
A) Se negli appalti pubblici le offerte al ribasso oltre una certa soglia sono scartate, perchè lo stesso non deve avvenire per la marca privata o il prodotto da primo prezzo, che non sono sinonimi, anche se al riguardo la distribuzione spesso in sede di negoziazione ama sovrappore i concetti / prodotti.
B) a parità di prezzo valutare altri fattori magari qualitativi sia in termini di controllo qualità ma anche più generali; ne faccio un elenco non esaustivo: N° controlli certificati, tipologia dell&#039;impianto, distanza tra luogo di produzione e luogo di consegna, etc.
2) oggi il processo di acquisto è un processo che vede coinvolte le altre funzioni aziendali; vendite, controllo qualità, approvigionamento e logistica, amministrazione. 
se il processo è gestito da una sola persona o funzione, senza pensare ad altri aspetti, la visione e la modalità di scelta sarà dettata da una visione parziale di quello che è meglio, una decisione in cui le altre funzioni partecipano probabilmente allungherebbe i tempi di decisione ma ridurrebbe costi nascosti e problemi successivi.
In sostanza, attraverso una matrice i vari responsabili di funzione valuterebbero le varie aziende, un voto ponderato dall&#039;importanza della funzione, alla fine sarebbe l&#039;azienda e non una funzione ad approvare o scartare un fornitore.
Questa soluzione spingerebbe anche le aziende fornitrici a mgliorare continuamente l&#039;insieme della loro offerta e non solo e semplicemente quella corsa folle al produrre al ribasso che poi sfocia in questi problemi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Provo ad aggiungere anche il mio contributo, in particolare dopo l&#8217;intervento del Dr. Meneghini, mi sembra chiaro che se una cosa del genere fosse successa nelle nostre aziende, dopo esserci focalizzati nell&#8217;immediato a risolvere il problema, finita l&#8217;emergenza ci saremmo messi a ripensare al processo per capire dove e perchè è nato il problema.</p>
<p>Provo a fare alcune riflessioni:<br />
1) oggi la distribuzione conosce bene i costi di produzione, la corsa alla continua riduzione degli stessi oltre ad essere impossibile, prima o poi vede per reazione il calo della qualità o dei controlli per garantirla.<br />
A) Se negli appalti pubblici le offerte al ribasso oltre una certa soglia sono scartate, perchè lo stesso non deve avvenire per la marca privata o il prodotto da primo prezzo, che non sono sinonimi, anche se al riguardo la distribuzione spesso in sede di negoziazione ama sovrappore i concetti / prodotti.<br />
B) a parità di prezzo valutare altri fattori magari qualitativi sia in termini di controllo qualità ma anche più generali; ne faccio un elenco non esaustivo: N° controlli certificati, tipologia dell&#8217;impianto, distanza tra luogo di produzione e luogo di consegna, etc.<br />
2) oggi il processo di acquisto è un processo che vede coinvolte le altre funzioni aziendali; vendite, controllo qualità, approvigionamento e logistica, amministrazione.<br />
se il processo è gestito da una sola persona o funzione, senza pensare ad altri aspetti, la visione e la modalità di scelta sarà dettata da una visione parziale di quello che è meglio, una decisione in cui le altre funzioni partecipano probabilmente allungherebbe i tempi di decisione ma ridurrebbe costi nascosti e problemi successivi.<br />
In sostanza, attraverso una matrice i vari responsabili di funzione valuterebbero le varie aziende, un voto ponderato dall&#8217;importanza della funzione, alla fine sarebbe l&#8217;azienda e non una funzione ad approvare o scartare un fornitore.<br />
Questa soluzione spingerebbe anche le aziende fornitrici a mgliorare continuamente l&#8217;insieme della loro offerta e non solo e semplicemente quella corsa folle al produrre al ribasso che poi sfocia in questi problemi.</p>
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	<item>
		<title>Di: Andrea Meneghini</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/07/evviva-la-mozzarella-blu-lettera-di-roberto-masu.html#comment-6707</link>
		<dc:creator>Andrea Meneghini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 11:02:17 +0000</pubDate>
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		<description>Ringrazio ancora il Prof. Masu per il suo intervento pieno di riflessioni che, oltre essere condivisibili ed illuminanti, mettono l&#039;accento sul vero problema di fondo:la cultura, la preparazione all&#039;acquisto ma anche alla vendita del cibo. Lo stesso Direttore Rubinelli, in un suo commento, ha posto l&#039;accento su questo tema, che è il VERO problema di fondo. Dico ciò anche perché mi risulta che, nonostante gli accadimenti sconcertanti di questo evento ( la mozzarella Blu) oggetto della riflessione, una parte della distribuzione coinvolta, che oggi, temporaneamente, non ha più  negli scaffali la mozzarella &quot;dei puffi&quot;, sta aspettando con ansia ( e chissà forse fastidio?) l&#039;ok della Comunità Europea per il prosieguo della somministrazione. Allora mi domando: chi decide tali assortimenti? Ho letto i commenti di chi dice che anche nei Discount ci sono prodotti di qualità; si, confermo anche io tale dato di fatto, il controllo della Filiera spesso è efficace, ma il problema di fondo rimane: prima di tutto il controllo qualità viene effettuato su campioni che talvolta non corrispondono, in alcune partite, a quello sottoposto ad analisi ( può succedere, è successo diverse volte!); quindi è necessario dirigere l&#039;attività di verifica anche sulla qualità del produttore/importatore. E qui entra in gioco chi compra ( il buyer). Perché è possibile ( se è vero ciò che si ascolta nei corridoi) che proprio qui si rompe l&#039;ingranaggio che dovrebbe salvaguardare la qualità dei prodotti. La cultura di cui parla Masu, e di cui sottolinea l&#039;importanza il Direttore Rubinelli, è quella barriera ( nella fattispecie deontologica) che deve appartenere intrinsecamente a tutti, sin dalla formazione dell&#039;individuo, e che si deve tradurre in atteggiamenti di verifica automatici e fondanti della cultura sia di chi compra che di chi vende prodotti alimentari.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio ancora il Prof. Masu per il suo intervento pieno di riflessioni che, oltre essere condivisibili ed illuminanti, mettono l&#8217;accento sul vero problema di fondo:la cultura, la preparazione all&#8217;acquisto ma anche alla vendita del cibo. Lo stesso Direttore Rubinelli, in un suo commento, ha posto l&#8217;accento su questo tema, che è il VERO problema di fondo. Dico ciò anche perché mi risulta che, nonostante gli accadimenti sconcertanti di questo evento ( la mozzarella Blu) oggetto della riflessione, una parte della distribuzione coinvolta, che oggi, temporaneamente, non ha più  negli scaffali la mozzarella &#8220;dei puffi&#8221;, sta aspettando con ansia ( e chissà forse fastidio?) l&#8217;ok della Comunità Europea per il prosieguo della somministrazione. Allora mi domando: chi decide tali assortimenti? Ho letto i commenti di chi dice che anche nei Discount ci sono prodotti di qualità; si, confermo anche io tale dato di fatto, il controllo della Filiera spesso è efficace, ma il problema di fondo rimane: prima di tutto il controllo qualità viene effettuato su campioni che talvolta non corrispondono, in alcune partite, a quello sottoposto ad analisi ( può succedere, è successo diverse volte!); quindi è necessario dirigere l&#8217;attività di verifica anche sulla qualità del produttore/importatore. E qui entra in gioco chi compra ( il buyer). Perché è possibile ( se è vero ciò che si ascolta nei corridoi) che proprio qui si rompe l&#8217;ingranaggio che dovrebbe salvaguardare la qualità dei prodotti. La cultura di cui parla Masu, e di cui sottolinea l&#8217;importanza il Direttore Rubinelli, è quella barriera ( nella fattispecie deontologica) che deve appartenere intrinsecamente a tutti, sin dalla formazione dell&#8217;individuo, e che si deve tradurre in atteggiamenti di verifica automatici e fondanti della cultura sia di chi compra che di chi vende prodotti alimentari.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Filippo</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/07/evviva-la-mozzarella-blu-lettera-di-roberto-masu.html#comment-6697</link>
		<dc:creator>Filippo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 17:44:04 +0000</pubDate>
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		<description>Sono un operatore del settore abbastanza d&#039;accordo con Masu tranne che per una cosa: comprare il prodotto di &quot;marca&quot; non sempre è garanzia di trovare un buon prodotto. Sicuramente, però, si paga ad un prezzo più alto. Vi siete accorti che ci dicono sempre cosa non ha il prodotto: pensate ad un cotto. Senza polifosfati, senza glutine, senza lattosio. Ma la legge non impone di dire cosa c&#039;è dentro, quali sono gli ingredienti. Se chiedeste, anche su alcuni prodotti che vogliono dire fiducia, ci trovereste addensanti come la carragenina o esaltatori di sapore, come il glutammato. Non ci vuole certo un chimico per sapere cosa sono. Basta mettere queste parole su google e avrete risposte immediate. Notate: sono cose che neanche molti responsabili acquisti conoscono. A loro interessa solo il prezzo, lo sconto, la promozione, il premio di inserimento, il canvass..........</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un operatore del settore abbastanza d&#8217;accordo con Masu tranne che per una cosa: comprare il prodotto di &#8220;marca&#8221; non sempre è garanzia di trovare un buon prodotto. Sicuramente, però, si paga ad un prezzo più alto. Vi siete accorti che ci dicono sempre cosa non ha il prodotto: pensate ad un cotto. Senza polifosfati, senza glutine, senza lattosio. Ma la legge non impone di dire cosa c&#8217;è dentro, quali sono gli ingredienti. Se chiedeste, anche su alcuni prodotti che vogliono dire fiducia, ci trovereste addensanti come la carragenina o esaltatori di sapore, come il glutammato. Non ci vuole certo un chimico per sapere cosa sono. Basta mettere queste parole su google e avrete risposte immediate. Notate: sono cose che neanche molti responsabili acquisti conoscono. A loro interessa solo il prezzo, lo sconto, la promozione, il premio di inserimento, il canvass&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gigi</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/07/evviva-la-mozzarella-blu-lettera-di-roberto-masu.html#comment-6693</link>
		<dc:creator>Gigi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 13:23:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=2147#comment-6693</guid>
		<description>Lavoro nel campo alimentare da anni e sono in totale disaccordo coi commenti qui sopra espressi. Non è il prezzo che determina la qualità di un prodotto, il dott. Masi sembra ignorare che gran parte dei prodotti dei discount sono prodotti da produttori di grande marche che usano il canale discount per fare volumi aggiuntivi e coprire i costi fissi dei prodotti qualitativamente migliori.
Si può parlare di etica anche nel voler dare al consumatore un prodotto con una qualità inferiore al prezzo che riesce a pagare, mi spiego meglio perchè dovrei comprare un famoso prosciutto italiano se poi la coscia con cui è prodotto arriva nè più nè meno che dallo stesso paese da cui arriva il prodotto più a basso costo? 
Il famoso caso del vino al metanolo non è stato certo determinato dalla richiesta di un prezzo più basso ma dalla voglia di arricchirsi del produttore.
Non conosco Lidl ma Penny Market, Eurospin, LD, hanno rigorosi controlli sulla qualità del prodotto chiedendo di rispondere a criteri qualitativi elevati. Il grande risparmio è sui costi dei contratti di fornitura che viaggiano su cifre notevolmente inferiori a quelli dei grandi gruppi distributivi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lavoro nel campo alimentare da anni e sono in totale disaccordo coi commenti qui sopra espressi. Non è il prezzo che determina la qualità di un prodotto, il dott. Masi sembra ignorare che gran parte dei prodotti dei discount sono prodotti da produttori di grande marche che usano il canale discount per fare volumi aggiuntivi e coprire i costi fissi dei prodotti qualitativamente migliori.<br />
Si può parlare di etica anche nel voler dare al consumatore un prodotto con una qualità inferiore al prezzo che riesce a pagare, mi spiego meglio perchè dovrei comprare un famoso prosciutto italiano se poi la coscia con cui è prodotto arriva nè più nè meno che dallo stesso paese da cui arriva il prodotto più a basso costo?<br />
Il famoso caso del vino al metanolo non è stato certo determinato dalla richiesta di un prezzo più basso ma dalla voglia di arricchirsi del produttore.<br />
Non conosco Lidl ma Penny Market, Eurospin, LD, hanno rigorosi controlli sulla qualità del prodotto chiedendo di rispondere a criteri qualitativi elevati. Il grande risparmio è sui costi dei contratti di fornitura che viaggiano su cifre notevolmente inferiori a quelli dei grandi gruppi distributivi.</p>
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