La contesa tra Coop ed Esselunga ha assunto nelle ultime settimane toni molto forti, culminando domenica scorsa nella pubblicazione sui maggiori quotidiani nazionali (in puro stile Caprotti) di un comunicato a doppia pagina dove Esselunga denuncia un commistione tra Coop Estense e gli amministratori comunali di Modena al fine di impedire al gruppo di Caprotti la costruzione di un supermercato in un popoloso quartiere della città.
Ma vediamo i fatti dall’inizio.
Nel marzo del 2000 Esselunga acquista un grosso lotto di 44.820 mq dal Consorzio Agrario Provinciale per la ragguardevole cifra di 24 miliardi di lire, sito in un quartiere modenese, la Sacca, uno dei più popolosi.
L’anno successivo vede lo svolgersi di un’asta fallimentare dove veniva ceduto un terreno adiacente a quello acquistato da Esselunga, molto più piccolo, di 8.834 mq, ma facente parte dello stesso comparto. Nonostante la base d’aste fosse 5 miliardi e 100 milioni Coop Estense, rappresentata all’asta dal Presidente Mario Zucchelli in persona, finì col pagarlo ben 23 miliardi, dimostrando l’intenzione di averlo a qualsiasi costo.
A questo punto il comparto era diviso in tre lotti di proprietà rispettivamente di Esselunga, Coop Estense e Comune di Modena, ma non si è mai arrivati alla realizzazione del supermercato poiché il piano regolatore prevede la presentazione di un unico piano di intervento sul quale ci deve essere l’accordo dei tre proprietari, che nei 9 anni successivi, ovviamente, non si è mai trovato.
Caprotti sostiene che il Comune di Modena abbia di fatto favorito Coop proponendo ad Esselunga varie volte, ultima delle quali nel 2008 attraverso l’assessore all’urbanistica Daniele Sitta, di costruire il proprio supermercato altrove e cedere il terreno della contesa a Coop Estense.
E si arriva a luglio di quest’anno quando lo stesso Sitta dichiara a Il Resto del Carlino di voler sbloccare la situazione cambiando la destinazione d’uso del comparto da commerciale a residenziale.
A questo punto scoppia la polemica per la pubblicazione dell’annuncio di Esselunga: “L’esborso di 23 miliardi di lire da parte di Coop Estense nel febbraio del 2001, per assicurarsi un pezzo di terra affacciato sulla ferrovia ove l’insediamento di un supermercato non era neppure immaginabile, evidenzia chiarissimamente il suo intento originario (quello di bloccare Esselunga ndr). Nei fatti: l’eliminazione del commerciale da via Canaletto da parte del Comune significa l’eliminazione dell’unico supermercato possibile, quello di Esselunga. L’altro non c’è, non ci sta”.
La replica del Presidente Zucchelli non si è fatta attendere: “Queste affermazioni sono si struttura diffamatoria. […] E’ comunque fermo intendimento di Coop Estense tutelare la propria immagine rivolgendosi all’Autorità giudiziaria”.
E nemmeno il Comune di Modena è rimasto con le mani in mano: “Le espressioni ed i contenuti delle dichiarazioni hanno reso doverosa una segnalazione alla Procura della Repubblica – ha dichiarato il sindaco Giorgio Pighi – affinchè compia i doverosi accertamenti sulle ragioni che hanno portato il sigior Caprotti a muovere accuse così gravi e infondate. Il contenuto diffamatorio che fa riferimento a un patto occulto e a un accordo nascosto (tra Coop Estense e Comune di Modena ndr) impone al Comune di tutelarsi.”
Anche il presidente della Legacoop Paolo Cattabiani è sceso in campo per difendere Coop, affermando che “le cooperative emiliane non sono cresciute sulla base di forzature, favori e cortesie, ma perché in questo mercato e con le regole di tutti, le cooperatrici e i cooperatori hanno costruito nel tempo imprese sane, solide, socialmente responsabili e radicate nel territorio. Non esistono patti né occulti né palesi che ci hanno favorito e non dobbiamo chiedere scusa a nessuno.”
Arriva giovedì dal presidente Zucchelli una proposta, quella di destinare il terreno conteso alla costruzione di case popolari, proposta subito sposata dall’assessore Sitta e dal Sindaco Pini.
Arriviamo così a Domenica 25. Esselunga pubblica un nuovo annuncio sui principali quotidiani nazionali dove evidenzia le quote di mercato delle cooperative nei comuni di Modena e Livorno (dove è in corso un’altra battaglia commerciale), evidenziando come le cooperative non abbiano di fatto concorrenza.
Insomma una guerra che non accenna ad arrestarsi ed anzi si guadagna un rilievo nazionale.
Nei giorni scorsi GDONews ha interpellato vari rappresentanti politici locali, con l’intento di dare ai nostri lettori diversi spunti di riflessione.
Nicola Rossi, consigliere comunale della Lega Nord, fa notare come “sia singolare che Coop, cooperativa che persegue l’interesse del consumatore come bussola della propria azione, abbia pagato con i denari dei propri soci l’equivalente di 2.600 euro al metro un terreno dove non si può nemmeno costruire un supermercato. Mi chiedo dove sia l’interesse per i propri soci-consumatori. Inoltre trovo quantomeno curioso che il Comune di Modena abbia designato come arbitro di una situazione cosi delicata un assessore, Daniele Sitta, che è un “uomo delle cooperative” avendo tra l’altro ricoperto il ruolo di Presidente della Cooperativa Bilanciai di Campogalliano, quindi una figura certamente non super partes.”
Riguardo alla ultima proposta di Coop di destinare l’area all’edilizia popolare per Nicola Rossi “siamo di fronte alla parola magica che a Modena serve a risolvere tutti i problemi. Ma la cosa incredibile è che sia Coop a fare le proposte ed il Comune a condividerle: chi decide lo sviluppo urbanistico della città? Il Comune o Coop?”. Per il consigliere della Lega “la soluzione era facile: se ora si parla di scorpori e cambi di destinazioni d’uso perché non lo si è fatto prima? Scorporare i lotti era impossibile quando serviva a bloccare tutto, ora non è un problema se si parla di case popolari”.
Anche per Davide Torrini, commissario regionale e consigliere UDC, conferma a GDONews la sua convinzione che “il comune di Modena usi il temine Case Popolari per coprire una grande ingiustizia, è un modo facile di nascondere il vero tema: coprire uno scandalo, un palese accordo tra Coop Estense ed amministrazione”. Per Torrini “li c’è bisogno di un supermercato importante, è un quartiere molto popoloso, e deve esse di Esselunga per alzare il tasso di concorrenza (l’unico supermercato in zona è Coop ndr). Inoltre Esselunga ha oggettivamente la precedenza sull’area ed è evidente l’intento ostruzionistico di Coop Estense. Il comune – prosegue Torrini – non cerchi un accordo impossibile ma dimostri che è in grado di decidere indipendentemente dagli interessi di Coop a vantaggio dei cittadini”.

Insomma, cari lettore, come vedete c’è di cui dibattere. Vi propongo alcune riflessioni, ma lascio a voi i commenti.
Coop non ha spiegato le ragioni di un investimento tanto oneroso (23 miliardi di lire immobilizzati per 10 anni) e del quale mai e poi mai rientrerà (specialmente se si opterà per l’edilizia popolare), ha semplicemente negato si trattasse di una mossa strategica per bloccare un concorrente. Siamo sicuri che avere un po’ di concorrenza in più (esiste già un supermercato Esselunga a Modena) sarebbe costato cosi tanto a Coop?
Caprotti si ostina (per lui ormai è una missione) a fare sviluppo in terra “rossa”, ma non gli converrebbe a questo punto investire risorse altrove?
La politica, come spesso succede, dimostra di non avere la forza di essere autonoma dai poteri economici e di non saper comprendere e perseguire le necessità dei cittadini. Quanto costerà in termini di consenso e di immagine l’atteggiamento di “chiusura a riccio” delle amministrazioni modenesi?
Buone vacanze a tutti!


Autore Autore:
Dott. Alessandro Foroni