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Coop contro Esselunga: il caso di Modena diventa nazionale

La contesa tra Coop ed Esselunga ha assunto nelle ultime settimane toni molto forti, culminando domenica scorsa nella pubblicazione sui maggiori quotidiani nazionali (in puro stile Caprotti) di un comunicato a doppia pagina dove Esselunga denuncia un commistione tra Coop Estense e gli amministratori comunali di Modena al fine di impedire al gruppo di Caprotti la costruzione di un supermercato in un popoloso quartiere della città.
Ma vediamo i fatti dall’inizio.
Nel marzo del 2000 Esselunga acquista un grosso lotto di 44.820 mq dal Consorzio Agrario Provinciale per la ragguardevole cifra di 24 miliardi di lire, sito in un quartiere modenese, la Sacca, uno dei più popolosi.
L’anno successivo vede lo svolgersi di un’asta fallimentare dove veniva ceduto un terreno adiacente a quello acquistato da Esselunga, molto più piccolo, di 8.834 mq, ma facente parte dello stesso comparto. Nonostante la base d’aste fosse 5 miliardi e 100 milioni Coop Estense, rappresentata all’asta dal Presidente Mario Zucchelli in persona, finì col pagarlo ben 23 miliardi, dimostrando l’intenzione di averlo a qualsiasi costo.
A questo punto il comparto era diviso in tre lotti di proprietà rispettivamente di Esselunga, Coop Estense e Comune di Modena, ma non si è mai arrivati alla realizzazione del supermercato poiché il piano regolatore prevede la presentazione di un unico piano di intervento sul quale ci deve essere l’accordo dei tre proprietari, che nei 9 anni successivi, ovviamente, non si è mai trovato.
Caprotti sostiene che il Comune di Modena abbia di fatto favorito Coop proponendo ad Esselunga varie volte, ultima delle quali nel 2008 attraverso l’assessore all’urbanistica Daniele Sitta, di costruire il proprio supermercato altrove e cedere il terreno della contesa a Coop Estense.
E si arriva a luglio di quest’anno quando lo stesso Sitta dichiara a Il Resto del Carlino di voler sbloccare la situazione cambiando la destinazione d’uso del comparto da commerciale a residenziale.
A questo punto scoppia la polemica per la pubblicazione dell’annuncio di Esselunga: “L’esborso di 23 miliardi di lire da parte di Coop Estense nel febbraio del 2001, per assicurarsi un pezzo di terra affacciato sulla ferrovia ove l’insediamento di un supermercato non era neppure immaginabile, evidenzia chiarissimamente il suo intento originario (quello di bloccare Esselunga ndr). Nei fatti: l’eliminazione del commerciale da via Canaletto da parte del Comune significa l’eliminazione dell’unico supermercato possibile, quello di Esselunga. L’altro non c’è, non ci sta”.
La replica del Presidente Zucchelli non si è fatta attendere: “Queste affermazioni sono si struttura diffamatoria. […] E’ comunque fermo intendimento di Coop Estense tutelare la propria immagine rivolgendosi all’Autorità giudiziaria”.
E nemmeno il Comune di Modena è rimasto con le mani in mano: “Le espressioni ed i contenuti delle dichiarazioni hanno reso doverosa una segnalazione alla Procura della Repubblica – ha dichiarato il sindaco Giorgio Pighi – affinchè compia i doverosi accertamenti sulle ragioni che hanno portato il sigior Caprotti a muovere accuse così gravi e infondate. Il contenuto diffamatorio che fa riferimento a un patto occulto e a un accordo nascosto (tra Coop Estense e Comune di Modena ndr) impone al Comune di tutelarsi.”
Anche il presidente della Legacoop Paolo Cattabiani è sceso in campo per difendere Coop, affermando che “le cooperative emiliane non sono cresciute sulla base di forzature, favori e cortesie, ma perché in questo mercato e con le regole di tutti, le cooperatrici e i cooperatori hanno costruito nel tempo imprese sane, solide, socialmente responsabili e radicate nel territorio. Non esistono patti né occulti né palesi che ci hanno favorito e non dobbiamo chiedere scusa a nessuno.”
Arriva giovedì dal presidente Zucchelli una proposta, quella di destinare il terreno conteso alla costruzione di case popolari, proposta subito sposata dall’assessore Sitta e dal Sindaco Pini.
Arriviamo così a Domenica 25. Esselunga pubblica un nuovo annuncio sui principali quotidiani nazionali dove evidenzia le quote di mercato delle cooperative nei comuni di Modena e Livorno (dove è in corso un’altra battaglia commerciale), evidenziando come le cooperative non abbiano di fatto concorrenza.
Insomma una guerra che non accenna ad arrestarsi ed anzi si guadagna un rilievo nazionale.
Nei giorni scorsi GDONews ha interpellato vari rappresentanti politici locali, con l’intento di dare ai nostri lettori diversi spunti di riflessione.
Nicola Rossi, consigliere comunale della Lega Nord, fa notare come “sia singolare che Coop, cooperativa che persegue l’interesse del consumatore come bussola della propria azione, abbia pagato con i denari dei propri soci l’equivalente di 2.600 euro al metro un terreno dove non si può nemmeno costruire un supermercato. Mi chiedo dove sia l’interesse per i propri soci-consumatori. Inoltre trovo quantomeno curioso che il Comune di Modena abbia designato come arbitro di una situazione cosi delicata un assessore, Daniele Sitta, che è un “uomo delle cooperative” avendo tra l’altro ricoperto il ruolo di Presidente della Cooperativa Bilanciai di Campogalliano, quindi una figura certamente non super partes.”
Riguardo alla ultima proposta di Coop di destinare l’area all’edilizia popolare per Nicola Rossi “siamo di fronte alla parola magica che a Modena serve a risolvere tutti i problemi. Ma la cosa incredibile è che sia Coop a fare le proposte ed il Comune a condividerle: chi decide lo sviluppo urbanistico della città? Il Comune o Coop?”. Per il consigliere della Lega “la soluzione era facile: se ora si parla di scorpori e cambi di destinazioni d’uso perché non lo si è fatto prima? Scorporare i lotti era impossibile quando serviva a bloccare tutto, ora non è un problema se si parla di case popolari”.
Anche per Davide Torrini, commissario regionale e consigliere UDC, conferma a GDONews la sua convinzione che “il comune di Modena usi il temine Case Popolari per coprire una grande ingiustizia, è un modo facile di nascondere il vero tema: coprire uno scandalo, un palese accordo tra Coop Estense ed amministrazione”. Per Torrini “li c’è bisogno di un supermercato importante, è un quartiere molto popoloso, e deve esse di Esselunga per alzare il tasso di concorrenza (l’unico supermercato in zona è Coop ndr). Inoltre Esselunga ha oggettivamente la precedenza sull’area ed è evidente l’intento ostruzionistico di Coop Estense. Il comune – prosegue Torrini – non cerchi un accordo impossibile ma dimostri che è in grado di decidere indipendentemente dagli interessi di Coop a vantaggio dei cittadini”.

Insomma, cari lettore, come vedete c’è di cui dibattere. Vi propongo alcune riflessioni, ma lascio a voi i commenti.
Coop non ha spiegato le ragioni di un investimento tanto oneroso (23 miliardi di lire immobilizzati per 10 anni) e del quale mai e poi mai rientrerà (specialmente se si opterà per l’edilizia popolare), ha semplicemente negato si trattasse di una mossa strategica per bloccare un concorrente. Siamo sicuri che avere un po’ di concorrenza in più (esiste già un supermercato Esselunga a Modena) sarebbe costato cosi tanto a Coop?
Caprotti si ostina (per lui ormai è una missione) a fare sviluppo in terra “rossa”, ma non gli converrebbe a questo punto investire risorse altrove?
La politica, come spesso succede, dimostra di non avere la forza di essere autonoma dai poteri economici e di non saper comprendere e perseguire le necessità dei cittadini. Quanto costerà in termini di consenso e di immagine l’atteggiamento di “chiusura a riccio” delle amministrazioni modenesi?
Buone vacanze a tutti!

Dati dell'autore:
Ha scritto 516 articoli
Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

24 COMMENTI
  1. Tim

    Appoggio totale ed incondizionato per Esselunga.
    Tutto quello che riguarda Coop rappresenta
    aspetti negativi del sistema Italia,
    e cioe’ collusione con la politica e ingiustificati vantaggi
    fiscali.
    E per quest’ultimo punto il Governo deve intervenire per fare cassa.

  2. mario

    come mai i prezzi di firenze sono di esselunga del 10 15% riospetto a milano forze perche a milano ha anche lei il monopolio infatti milano e stata amministrarta negli ultimi decenni dal partitondi riferimento di capriotti che ha fatto pubblicita sui principali quotidiani meno che quelli del gruppo la repubblica come silvio insegna un po di obbiettivita nella vita ci vuole la liberta di stampa ha un valore se nei metodi democratici ci si crede cosa sarebbe successo in germania oin inghilterra sarebbe successa una cosa come quelladella pubblicita di esselunga sui suo comunicati

  3. Andrea

    quoto in pieno tim.
    è scandaloso quanto stia avvenendo.
    Immaginatevi se al posto della coop questi fatti fossero avvenuti tra una giunta di centro-destra è una società di berlusconi…in tutto il paese si sarebbe gridato allo scandalo e Berlusconi sarebbe stato indagato per decine di reati…ma invece siccome la cosa è avvenuta tra la sinistra e i loro amichetti, in italia tutto tace…siamo d fornte al vero bavaglio della stampa…senza necessità di leggi o decreti…perchè in fondo i loro uomini sono ovunque a proteggere i loro interessi…

  4. Andrea

    X mario

    apparte la lingua incomprensibile con la quale hai scritto il post, non capisco cosa c’entra la libertà di stampa con esselunga! Forse non hai notato che è un supermercato e vende cibo e non giornali, la scelta di non fare pubblicità su Repubblica per motivi politici è una considerazione di Repubblica stessa e non è un’affermazione di Caprotti. Sarà che voi comunisti la buttate sempre in caciara per non far capire veramente di cosa si sta parlando? la libertà di stampa non c’entra veramente nulla in questo caso ne l’ Inghilterra ne la Germania e anzi se proprio lo vuoi sapere l’Europa ha minacciato il governo Italiano nel 2008 di rivedere le agevolazioni fiscali alla Coop e i suoi rapporti con la politica delle amministrazioni comunali in quanto violano palesemente le normative europee sugli aiuti di stato e sulla concorrenza. prima di parlare a vanvera e di sparare giudizi e sentenze solo per alzar polvere e deviare i discorsi dalla loro reale natura (un po’ come Travaglio e Santoro) faresti bene a chiederti se quello che stai per dire possa far si che la prossima volta che ti guardi allo specchio non ti venga voglia di sputarti in faccia per la demagogia e la falsità delle tue affermazioni.

  5. Andrea

    X Mario

    E giusto per smontare anche il mito della supremazia di Esselunga a Milano ti snocciolo dei dati facilmente reperibili su internet sui supermercati e ipermercati a Milano e dintorni (che però non tiene conto dei mq in quanto non indicati sui siti delle aziende, ma solo del n. dei punti vendita)

    Gruppo Carrefour GS
    95 Carrefor Express
    45 Carrefour market
    16 Gs
    6 Iperstore Carrefour

    Gruppo SMA Auchan
    1 Sma
    16 SimplySma
    71 Punto Sma
    1 iper Sma
    6 iper Auchan

    Gruppo PAM Panorama
    14 Pam

    Gruppo Bennet
    3 Ipermercati Bennet

    Gruppo Il gigante
    9 ipermercati il Gigante

    Gruppo Lega Coop (Coop – Conad)
    7 Conad
    16 Coop
    7 IperCoop

    Gruppo Esselunga
    26 Esselunga

    i dati non tengono conto di tutti gli altri punti vendita o ipermercati che hanno solo 1 punto vendita o tanti piccoli alimentari come Crai, Sisa, Sigma, e catene locali.

    La fantomatica predominanza di esselunga a milano dove sarebbe?
    la situazione mi sembra alquanto equilibrata soprattuto tra Esselunga e Coop; e cmq il rapporto di forza di esselunga con altri competitor non è pari ai valori della toscana della Coop che raggiunge il 60% (80% con la Conad).
    Altre menzogne comuniste per nascondere i propri crimini.
    Vergognatevi.

    Rileggendo il tuo articolo un’altra cosa? parli di libertà di stampa e poi attacchi una azienda che ha tutto il diritto di pubblicizzare cio che vuole su uno spazio a pagamento? la libertà di stampa non vale solo per la sinistra caro mario, ma questa cosa a voi comunistelli non è mai andata giu per voi la democrazia è far quello che dite voi e basta senza poter mai dire o pensare una cosa che non vi piacia o che smascheri i vostri crimini.
    Continueremo a supportare Caprotti nella sua battaglia contro il cnacro dell’Italia.

  6. Diego

    Senza scendere sullo scontro politico piuttosto sterile c’è un preoccupante freno alla libertà d’impresa nelle regioni del centro Italia. Destra-sinistra-centro sono uguali. Quando una giunta non cambia mai colore la probabilità che si rubi, si facciano leggine ad hoc o semplicemente modifiche al PRG favorendo i soliti “furbetti del quartierino” è molto elevata anzi quasi una certezza!!!
    Il caso di Modena è significativo e sinceramente spero che la giunta permetta l’apertura di un Slunga, la proposta di fare case popolari è assurda non servono e sarebbero poi costruite e gestite da qualche amichetto delle cooperative.
    Ho già scritto e letto in merito ai privilegi anacronistici concessi alle Coop, si deve avere il coraggio di modificare la tassazione con un principio semplice:
    “Tutto le iniziative fatte nell’interesse dei soci della cooperativa deve avere una tassazione agevolata, tutte le iniziative il cui scopo è unicamente il lucro vanno tassate in via ordinaria”.
    Coop Italia è una realtà commerciale che non ha niente a che vedere con il mondo della cooperazione mutualistica, deve competere senza vantaggi. Mi chiedo come mai l’Unione Europea tanto solerte sul digitale terrestre non sisia ancora interessata di questo indebito aiuto di stato.
    Mi permetto di dire al Sig. Mario che in Lombardia Coop esiste ed ha superfici di vendita anche a Milano e addirittura ad Arcore!!!!!!!

  7. mario

    ma come mai a milano l esselunga fa i prezzi dei prodotti piu cari del 15% che a firenze come mai a questo non rispondete,la comunita europea ha riconosciuto il valore sociale delle cooperative ed infatti ha ritenuto che devono avere una diversa tassazzione in tutta europa ci sono olte 10 milioni di soci delle coop di consumo poi ce lo vedete capriotti a rimettere a posto il sacchetto di pasta lergermente rotto per poi donarlo alla caritas come invece fanno i soci coop questa e forse la differenza maggiore tra coop ed esselunga in germania ed inghilterra ritengono chi ci governa un incopetente (thimes)

  8. aldo

    Mario, Provo a seguire la tua domanda e ti posto qualche dato certificato, su Milano provincia e Firenze provincia, per pigrizia non ho tirato fuori le superfici di vendita.

    Premesso che Milano e Firenze non sono comparabili per popolazione superficie ed anche perchè a Milano molti pv in provincie limitrofe catturano consumatori nella provincia di Milano e viceversa, proviamo a discutere sui dati e non sulle opinioni?

    Firenze: (potenziale IS) = molto vicino alla quota di mercato.
    Coop = 46,32%
    Ipercoop = 10,04%
    Esselunga= 25,85%
    Conad = 4,14%
    Pam + panorama= 5,02%.
    il resto altri

    Milano:

    Esselunga= 37,85%
    Carrefour = 14.84%
    Sma – auchan = 7.92%
    Pam= 1,86%
    Il Gigante 4,14%
    coop = 4.82%
    Ipercoop 4,33%
    Unes 3.13%
    finiper 5,58%

    Mi sembrano due situazioni molto diverse, per quanto riguarda i prezzi di vendita, la risposta è implicita nella situazione di piazza, Esselunga per guadagnare clienti usa la leva prezzo, poi sarebbe bello Mario, non perchè non ti credo, ma per ragionare sui dati se ci pubblicassi i dati sui prezzi, perchè tra il 10 ed il 15% c’è una certa differenza e se poi il dieci fosse il 20 od il 5 sarebbe una ulteriore differenza.
    Sarebbe poi interessante per capire vedere le varie differenze % su che prodotti sono.
    Sarebbe interessante capire come mai invece Coop fuori da certe province non è così virtuosa? l’eccezione è Firenze o il resto d’Italia, ed adesso scusami lo so che colpirò l’orgoglio di voi Fiorentini, ma per bella, ricca e grande che può essere Firenze è sempre una città che ha un peso specifico minore rispetto ad altre aree metropolitane italiane.

  9. aldo

    proviamo ad allargare lo spettro d’analisi, il Sole di Sabato riportava la notizia, che le tre cooperative del nord ovest decideranno in autunno se fondersi o meno, la fase d’analisi è in fase avanzata, bisogna solo prendere la decisione, a seguito di questa decisione nascerà la più grande cooperativa d’Italia, e la stessa diventeà il primo socio di Holmo la Holding che controlla tra le altre banche ed assicurazioni Unipol.
    Insomma come promesso il 2010 è fonte di molte novità

  10. Tim

    In un paese di oltre 100.000 abitanti dove la sinistra comanda da quasi trent’anni (nonostante i vari scandali che
    l’ha colpita ultimamente) la Coop ha i prezzi piu’ alti della piazza e nonostante cio’ la gente ci va perche’ crede
    che li veramente c’e’ convenienza..

  11. Tony

    Che la “Coop abbia i prezzi più alti della piazza” mi sembra una solenne cazzata…
    E’ vero che in taluni casi Esselunga ha prezzi inferiori a Coop (sugli articoli confrontabili che, non dimentichiamolo valgono mediamente non più del 30% dell’assortimento) vero è che quasi sistematicamente Coop ha prezzi inferiori a tutte le altre insegne e, a differenza di Esselunga, Coop non è presente solo in un numero limitato di aree urbane ad altissimo potenziale di consumo…
    Indubbiamente Esselunga è l’insegna più efficiente d’Italia e questo le permette di fare ottimi prezzi… Non le permette però di fornire un servizio ai propri clienti (a differenza di coop, conad ed altre realtà tipo Despar o Sma) dal trentino alla Sicilia, spesso in piccoli paesi dell’appenino (fatevi un giro in Toscana..) che garantiscono redditi al mq 4-5 volte inferiori al centro di Milano o di Firenze…

    Ricordiamoci di mettere sul piatto della bilancia tutti i fattori prima di tirare conclusioni avventate…

  12. ganz

    quoto in pieno mario a milano caprotti comanda e fa il bello e il cattivo tempo…..poi i dati snocciolati senza analisi strutturate sembrano solo un conferenza stampa del Presidente del Consiglio……..che bacino di utenza hanno i complessi esselunga a milano? come è messa la viabilità? sono in zone popolose o disperse nella bassa padana?
    Le realtà è sempre mooooolto semplice solo che qualcuno per buttarla in politica (cosa davvero sterile) tira fuori sempre i dati che fanno comodo.
    E’ verissimo in emilia-romagna comanda la coop, come in liguria e allora?
    Pensate sia l’unico caso di monopolio su territorio nazionale?
    L’unica proposta sensata del governo nell’ultima finanziaria era sulla libertà di impresa che fine ha fatto?
    LE CENTINAIA DI PERMESSI RICHIESTI PER APRIRE UNA STRUTTURA COMMERCIALE NON SONO DI FATTO UN MONOPOLIO A FAVORE DEI GRANDI GRUPPI? LI SI SCANDALIZZA QUALCUNO?
    QUANDO PER AGGIUSTARE UNA MANSARDA DEVO RACCOGLIERE LA PAZIENZA A QUATTRO MANI PER AVVENTURARMI TRA PIANI REGOLATORI OSCENI, CONSIGLIERI ASSENTEISTI, FUNZIONARI EBETI E LEGGI ASSURDE, QUANDO PER APRIRE UN CHIOSCO SU STRADA DEVO DI FATTO CORROMPERE DA UN ASSESSORE PROVINCIALE IN SU E POI SI PERMETTONO LE APERTURE A RAFFICA DI DECINE DI ECOMOSTRI SU TERRITORIO CON DELIBERE COMUNALI AD HOC VOI COME LO CHIAMATE?
    non vorrei passare per no global ma la legalità che invocate o è un valore universale e ci si scandalizza per tutto , non solo per la coop, di cui a me frega davvero poco,oppure è un valore relativo e allora chi tardi arriva (in qst caso a modena)mal alloggia.
    Possono andare bene entrambe le cose…..io sono per la semplificazione totale di tutto , tanto ste leggi ipertrofiche non proteggono da un bel nulla se non alla concorrenza , ma credo che li non piacerebbe nemmeno a caprotti e ai suoi amichetti di un certo colore politico.
    amen.

  13. aldo

    Ganz ma di che analisi strutturale hai bisogno? io te la faccio però poi parliamo di numeri e non di opinioni.
    qui si parla di quote di mercato di cosa altro vogliamo parlare? MQ? n° pv?, vogliamo confrontare la situazione in Toscana, Umbria ed Emilia Romagna con quella di Piemonte, Lombardia e Liguria?
    Sei in grado di confutare i miei dati? sennò sono solo canzonette

  14. Tony

    I numeri da soli non dimostrano tutto. Visto che hai a disposizione questi dati, Aldo, prova a verificare le quote di Esselunga e Coop a livello di bacini gravitazionali delle aree urbane di grandi e medie città. Secondo me troverai delle sorprese… Mentre Coop avrà quote molto forti livello di provincia o di regione, a livello comunale nelle grandi città Esselunga avrà quote decisamente importanti anche nelle regioni considerate “feudi storici” di coop… vedi firenze, lucca, la spezia, piacenza o viareggio. Non parliamo poi di Milano, Varese o della Brianza.
    La realtà è che Esselunga per scelta, anche condivisibile, concentra il proprio sviluppo solo in determinate aree.
    Quanto al “povero” Caprotti che grida ai 4 venti in quei pochi casi in cui non riesce coi suoi soldi a comprarsi il giocattolo desiderato perchè non fa anche lui la scelta di aprire in comuni di 5.000 abitanti o in Sicilia, Puglia, Basilicata ?
    Sulle accuse di concorrenza sleale credo poi che comprarsi pagine sulla stampa o scrivere libri sia un modo di scrivere la propria personalissima verità… Per dimostrare presunti illeciti o limitazioni della concorrenza ci sono altre sedi come i tribunali o l’AGCM… Ma mi pare il che il padre-padrone di Esselunga non ami troppo confrontarsi con le leggi e le regole.

  15. aldo

    Tony, scusami la domanda ma li hai letti i dati che ho postato? perchè riguardano Milano e Firenze e le relative provincie, non della città.
    Dalla tua risposta mi sembra che non hai letto quello che ho scritto hai altri dati che confutano i miei su Firenze e Milano.
    Nel merito poi fare l’analisi sulle medie e grandi città solo sul comune è fuorviante, a Milano ad esempio Rozzano, Assago, Sesto, cinisello, sono fuori città, ma la mobilità è molto alta anzi i trend democrafici dimostrano che le grandi citàà perdono abitanti a vantaggio dei paesi satelliti, ed i Milanesi nel caso di specie vanno a comprare li.

  16. aldo

    Tony, allora ho preso la tua provocazione ed ho verificato la situazione sulle seguenti città, Pisa, Livorno, Lucca, La spezia, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, oltre a Firenze e Milano.
    Premesso che su Città come Milano, Bologna e Firenze considero una tale analisi sbagliata e priva di senso ti posso dire che la tua idea nel 70% dei casi è sbagliata, la fonte è IRI per cui li puoi verificare.

    Tanto per fare qualche esemepio su Milano e Firenze città Esselunga ha una posizione di leadership su Bologna no, schiacciata nella morsa di coop e conad, ma non c’è Casalecchio, e paesi limitrofi, così come a Firenze mancano Sesto, Campi etc, e su Milano mi sono già espresso

    Nelle altre realtà andiamo da situazioni aperte come Lucca ad altre come Pisa Modena reggio e Piacenza in cui Esselunga è presente ma con quote da 3 o 4 player.

    Adesso mi permetto di lanciarti una sfida io, qualche numero me lo tiri fuori anche tu?

    ps: qualcuno si domanderà perchè non tiro fuori i numeri dettagliati, per due ragioni, questi dati non appartengono a me, nel contratto d’acquisto è vietata la divulgazione, li posso leggere e raccontarveli, ma una pubblicazione puntuale costituirebbe un danno nei confronti del fornitore degli stessi, ed un mio comportamento scorretto nei confronti di chi questi dati li ha comprati.

  17. mario

    una buona stampa riporta i pareri di tutti e due i contendenti per fare conoscere al lettore i due pareri e poi trarne le sue considerazioni e invece qui vie stato riportato le istanze di una sola parte La risposta di Coop
    Dopo le risposte locali, risponde duramente Ancc, che in un comunicato parla di “Storie vecchie, alcune concluse e altre nelle quali sono state ampiamente riconosciute dalla Magistratura le ragioni delle Coop”.

    Viene avanzato il dubbio che questa campagna pubblicitaria possa essere “una manovra diversiva, tesa a offuscare l’impatto di un altro comunicato che Esselunga sarà costretta a far pubblicare: la condanna di Esselunga e del suo proprietario per avere agito, nella sua attività commerciale, in danno di una Coop. Il Tribunale di Milano ha riconosciuto che proprio il “paladino della libera concorrenza” ha agito con mezzi sleali per fare concorrenza a Coop (Sent. n. 4833 del 16.04.2010). Per i prossimi mesi si attendono altri pronunciamenti giudiziari su Esselunga e il suo proprietario come seguito alle sentenze già intervenute di condanna di dirigenti di Esselunga per trafugamento di informazioni commerciali della Coop (Sent. Pen. Trib. Mi n. 7130 del 21.06.2007). È la seconda volta che Esselunga viene riconosciuta responsabile di concorrenza sleale in danno di Coop. E recentemente l’Antitrust ha condannato Esselunga per non aver informato il mercato della sua espansione commerciale a seguito dell’acquisto di 59 nuovi punti di vendita sviluppando così un’operazione di concentrazione in grado di alterare gli equilibri tra i distributori (Provv. n. 20992 del 8.04.2010)”.

    Anche in questo caso, vengono snocciolate quote di mercato di Esselunga, che “a Milano occupa il 51% del mercato, a Lucca il 62%, in Monza/Brianza il 60%, a Lecco il 51%”, sottolineando come l’insegna di Bernardo Caprotti “limiti la sua presenza in aree del paese ben sviluppate, a reddito medio-alto, astenendosi dal portare sviluppo in aree del Paese meno fortunate, dove il rischio imprenditoriale è maggiore e nelle quali Coop è invece impegnata a portare la sua esperienza di impresa sociale”.

    In quest’ottica, “Coop tutelerà i propri diritti e i propri interessi anche verificando con l’Autorità garante della Concorrenza la correttezza della campagna pubblicitaria in atto”.

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  18. Tony

    E’ vero che la quota di mercato si guadagna sul campo, è anche vero che i metri quadri non sono sempre uguali…. 1 mq di un Superstore di 3.000 mq in un capoluogo di provincia, in una zona ben servita e ad alto potenziale (tipico caso di Esselunga) “vale” almento il triplo di 1mq di una superette in un paese di provincia (che abbondano nel portafoglio di Conad e Coop).
    Con questo non voglio sminuire l’indubbia “bravura” di Esselunga di gestire nel modo più efficace il proprio punto vendita, ma difendo l’opportunità di misurare la concorrenza (come del resto fa l’AGCM, peraltro definendo dei mercati rilevanti di riferimenti per Super e Iper) sul potenziale e non sui metri quadri…

  19. aldo

    Mario, a parte la parte finale del post che è un refuso, il paragrafo che inizia con anche in questo caso vengono snocciolate cifre è un letterale del provvedimento dell’antitrust, che attenzione è opponibile, o è all’interno del comunicato di ANCC?
    Grazie
    Aldo

  20. aldo

    Premessa sono un rompiscatole, ma se mi citato qualcosa lo vado a leggere.

    In sostanza AGCM condanna esselunga per aver omesso di comunicare delle operazioni d’acuisizione, non perchè costituisce una posizione dominante.

    I dati citati da altri e dall’ACGM sono relative non alle quote assolute ma sui formati, che sono cosa diversa, se ho il 90% del 10% del mercato ho il 9% del mercato totale.

    L’AGCM non considera queste operazioni lesive e/o distorsive della concorrenza, perchè con le nuove aperture le quote potenziali acquisite non sarebbero distorsive del mercato e nell’unico caso Lucca, l’autorità così statuisce ”
    La quota di mercato più elevata si registra, in particolare, nella provincia di Lucca, ove
    l’apertura del nuovo punto vendita ha portato la quota di ESSELUNGA al 62% circa. Al riguardo
    si osserva, tuttavia, quanto segue:
    i) Lucca è una provincia di dimensioni piuttosto ristrette, ove anche l’apertura di un solo
    ipermercato può comportare un incremento significativo della quota;
    ii) il nuovo punto vendita di [omissis] mq è stato realizzato grazie all’accorpamento di 5 licenze
    per negozi di vicinato e di un supermercato di [omissis] mq già di proprietà di ESSELUNGA;
    l’impatto della crescita esterna, pertanto, non supera in nessun caso i due punti percentuali;
    iii) come già osservato, inoltre, tale aumento è solo in parte riconducibile all’aumento di metratura
    ottenuto da ESSELUNGA grazie alle acquisizioni, essendo anche riconducibile alla capacità di
    ESSELUNGA di far “rendere” sul mercato tale superficie;
    iv) in ogni caso, sul mercato rilevante della provincia di Lucca sono presenti altri importanti e
    qualificati concorrenti, quali i gruppi CONAD e COOP, con quota di mercato pari, rispettivamente,
    al 15,8% e al 13,7%;
    v) in tutte le province confinanti con Lucca, ESSELUNGA ha una presenza assai meno rilevante,
    essendo invece nettamente predominante la presenza di COOP (65,5% a Modena, 45% a Pisa,
    62,6% a Firenze, 66,8% a Pistoia, 57,6% a Reggio Emilia);”.

    A questo riguarda sembra che il mio modo di ragionare sulle Province e non sulle città sia anche quello della ACGM.

    Proviamo a parlare di numeri serenamente, e non lo dico a Mario, ma in generale.
    Ve lo chiede uno che ha lavorato per 4 anni in una cooperativa.

  21. aldo

    acquisizione :ops

  22. aldo

    il provvedimento dell’autorità è pubblicato sul bolletino n° 14 del 26/4/2010 a pag 17.
    http://www.agcm.it
    leggetelo è molto interessante

  23. aldo

    Nel libro del Dr. Frau, vi è raccontata la vicenda del Panorama di Alessandria, che per molti aspetti ricorda quella di Modena, ma con un finale diverso perchè? leggete il libro e lo scoprirete.
    :)

  24. topolina

    Io devo ringraziare solo esselunga di essere entrata a lavorare, premettendo che stavo a livorno.
    Ho fatto una marea di colloqui ma la all’ipercoop di livorno ci sono entrati solo figli di sindacalisti dell’ex cantiere navale luigi orlando e in piccola parte persone segnate alla cgl cisl uil spiegatemelo!!?

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