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Il dott. Giorgio Santambrogio, direttore Generale di Interdis risponde a GDONews.it

Con estremo piacere abbiamo ricevuto in redazione una lettera del dott. Giorgio Santambrogio, direttore Generale e Marketing del Gruppo Interdis che pubblichiamo integralmente.

Carissima Redazione,
Sono Giorgio Santambrogio, ben mi conoscete, Direttore Generale Mktg di Interdis. Leggo sempre con interesse le mail che inviate a tutta la Business Community e seguo con attenzione anche le varie disamine che effettuate tramite questo blog. Con plauso riconosco questa Vostra rivista, interamente on line, come un autorevole punto di incontro per moltissimi manager, sia dell’industria che della distribuzione.
Orbene, sono lieto di verificare, ancora una volta, come anche Voi riconosciate ad Interdis questa sorta di primato nel retail italiano in attività pionieristiche, ad alto valore aggiunto, effettuate nei primi anni 2000. Ricordo ancora l’ebbrezza di presentare a platee nazionali ed internazionali le attività implementate con successo dal nostro gruppo: attività di database marketing, web marketing, sms marketing, attività di c-Crm con innovativi criteri di segmentazione, profilazioni su stili di vita, progetti di category con dati comportamentali e sociodemografici, bacini d’utenza con software ad hoc di geomarketing, etc Interdis è stato quindi ammirata per anni come l’archetipo dell’innovazione in moltissimi ambiti del retail italiano e non solo.
Ora, parafrasando Shumpeter, e ricordandoci come sia importante distinguere l’invenzione (seppur geniale) dall’innovazione (che è l’applicazione dell’invenzione ai processi), Interdis in questi ultimi anni non ha fatto altro che, silente e lavorante, applicare su scala nazionale e censuaria, con modalità industriali e non più “artigianali”, cavalcando parossisticamente concetti di massima efficienza, tutte le “invenzioni” create e presentate nei primi anni di storia del gruppo.
Ciò significa adesso, ad esempio, essere riusciti a centralizzare in Sede la regia di ogni attività commerciale, armonizzandola intelligentemente con l’ampia autonomia dei singoli imprenditori. Quando un gruppo della DO (a proposito cito l’head line della nascita del gruppo… GD o DO: Interdis!!!) riesce a proporsi con centinaia di fornitori dell’Industria di Marca garantendo una fedeltà promozionale ai Piani Centralizzati Nazionali del 95,67%, tutto ciò significa raggiungere traguardi incredibili. Quando un gruppo della DO garantisce recipienti promozionali centralizzati (studiati considerando finanche gli stili di vita di milioni di nostri clienti fidelizzati) e arriva a proporre prezzi concordati, condivisi con l’Idm ed imposti al mercato, tutto ciò significa ragionare da retailer iper-evoluti. Quando un gruppo della DO riesce ad “editare” da oltre 11 anni una rivista inviata a milioni di clienti, oggetti mensilmente di analisi decilica, e raggiungere la stabile readership del 59%, allora la fedeltà cognitiva del Cliente non è proprio male…
Quando un gruppo della DO, solo quest’anno, creando l’Accademia Interdis, propone alla propria rete di vendita oltre 450 giornate di formazione: dal public speaking alle tecnicalità del banco gastronomia, dalla leadership e motivazione per direttori alla gestione casse…allora significa aver veramente capito che la missione del gruppo non è …vendere prodotto, ma creare relazioni con i propri Clienti!!!
Senza dimenticare la propensione, nel Dna del gruppo, di non farsi mancare attività di puro pionierismo di retail (da conseguentemente metabolizzare nei prossimi anni): come spiegare infatti il lancio di prodotti assicurativi a marchio (Sidis e Dimeglio) con un panel di decine di punti vendita in tutte le aree Nielsen, in ogni formato di vendita e con proposte assicurative diverse? Caso unico ed al momento inimitabile in Italia! Come spiegare la prima attività, anche questa mai effettuata in Italia, di Collection dedicata solo ai prodotti freschi e freschissimi e private label, casus belli di questa lettera?
Potrei continuare ancora veramente tanto…
Ciò che non capisco è quindi l’incipit del Vostro pezzo: Interdis non è mai caduta in letargo (su che base vive tale affermazione?), ed è oltremodo “improbabile” (oltre a concettualmente distonico) un legame tra il millantato letargo e l’adesione a Sicon (chi è Conad Leclerc ?)
Infine, ritengo decisamente azzardato oltre che offensivo, porre l’azienda Viale nel girone dei “worst performers”: peraltro l’operazione Puro Colore, poc’anzi citata, sta dando risultati eccezionali!!!
Che dire: come accade anche per la stampa “tradizionale”, a volte capita di non avere tutte le informazioni e quindi porsi in una situazione di defaillance. Ma la pubblicazione di questa lettera è il miglior rimedio per ovviare a tali inconvenienti.
In più, egregi Signori, il sottoscritto (e con me tutta la mia struttura), si rende disponibile ad ogni Vostra richiesta, per metterVi definitivamente nella condizione di continuare ad informare i Vostri lettori e tutti gli operatori di questo affascinante nostro settore, che se cercano innovazione, se cercano nuove idee, non hanno altro che leggere la vincente epopea di Interdis.

Con estremo piacere abbiamo pubblicato integralmente la lettera del dott. Santambrogio. GDONews la scorsa settimana aveva pubblicato un articolo comunicando una nuova iniziativa in atto nel mondo Interdis che meritava il megafono delle nostre colonne per due ragioni: la prima perché è un’iniziativa interessante, la seconda, ma non ultima, perché come tutte le iniziative del Gruppo ha il vanto di essere ben concepita, ben organizzata e ben approfondita. Sono però, evidentemente, necessari chiarimenti al nostro articolo. Innanzitutto se non scriviamo “Sicon” bensi ci limitiamo a Conad Leclerc è perché cerchiamo di non cadere nel tecnicismo con la conseguenza di non arrivare ai più, e dato che il nostro bacino di lettori è numeroso e vastissimo, uscendo dai confini della business community per arrivare a quasi tutte le Università del Paese, preferiamo essere semplici e facilmente leggibili.
Abbiamo parlato di letargo perché se è vero che Interdis è la prima catena di distribuzione alimentare ad aver introdotto, finalmente anche in Italia l’Utility dell’offerta assicurativa, notizia da noi pubblicata il 17 Maggio 2009, esattamente un anno fa, assieme ad altre iniziative serie, dall’altro lato ci siamo sentiti di esprimere questa frase più come soddisfazione che come critica, volendo sospirare un lieto “finalmente” dopo che nel tempo abbiamo visto diverse situazioni togliere gli illuminanti riflettori da un meritevole gruppo: la prima situazione che a nostro avviso ha determinato un cambiamento per Interdis è stato il passaggio a “Sicon” che ha tolto, di fatto, luce comunicativa al Gruppo milanese; è innegabile che sino a qualche anno prima il Gruppo Mecades, che deteneva una considerevole quota di mercato, aveva come “faro” delle strategie proprio il Gruppo protagonista di queste righe. La disgregazione di Mecades avvenuta nel corso del 2006 e da noi ben documentata (siamo stati i primi a pubblicare le anteprime dei fatti che avrebbero poi determinato i mutamenti che oggi vediamo) portò Interdis verso le braccia di Conad rimanendo così ad occupare una significativa quota di mercato. I “rumors” di quel tempo, ricordiamo, parlavano di fortissime limitazioni all’indipendenza operativa del Gruppo, e proprio tali limitazioni determinarono l’uscita, strategicamente importante, di Nuova Distribuzione dal Gruppo, che seguiva la chiusura di un altro gruppo importantissimo nell’area 1 che era Shop Dugan. Insomma Conad, che cercava di mettere le “bandierine” (passiamo dalla citazione del grande maestro economista Shumpeter a quella di un giornalista televisivo) nella Lombardia si era trovata con un pugno di mosche in mano. Altre situazioni meritevoli di essere citate come importanti per le sorti di Interdis si possono riconoscere  in altri fatti che hanno minato, si parla sempre e solo a livello giornalistico, cioè di notizie, il Gruppo: le difficoltà delle vecchie presenze laziali in seno al Gruppo, la debolezza ( ed in qualche caso l’uscita) dei gruppi del Sud Italia rispetto alle avanzate degli Stessi nella prima parte degli anni duemila, insomma tutti questi fattori ci hanno portato a fare questa considerazione dandole un effetto giornalistico con la parola “letargo”.
Infine il Gruppo Luigi Viale: considerarla “Worst Performer” è forse eccessivo, ci siamo limitati a scrivere che non consideravamo il Gruppo fiore all’occhiello di Interdis in questo preciso periodo, e ciò per un semplice fatto: ci stiamo occupando, a livello statistico e documentativo, del mondo dell’affiliazione, e sappiamo per certo che l’acquisizione dell’ex Gruppo Onda Market, organizzatissimo per la gestione Cedi ed affiliati, ha trovato nell’acquirente Viale, un partner che proprio in questi periodi sta cercando di interpretare meglio il suo nuovo ruolo, avendo come provenienza culturale la gestione di supermercati/superstores (se non Ipermercati) tutti di proprietà, ed in numero estremamente più ridotto. Per questi motivi oggi le operazioni sostenibili all’interno del mondo Viale, a nostro parere, rischiano di essere distorte da possibili sacche improduttive. Ma ripetiamo la nostra è solo una insignificante opinione di chi ascolta molto e talvolta interpreta (anche sbagliando..chissà).

Dati dell'autore:
Ha scritto 749 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

2 COMMENTI
  1. pulce

    mah, vista la presenza sempre più rarefatta dell’insegna SIDIS sul territorio nazionale, le mediocri performances di alcuni affiliati (CIPAC ne è un esempio), le imbarazzanti strategie di Mktg. (testimonial Willy il coyote ??) non portano certo a pensare che quella di Interdis sia un’epopea vincente!!

  2. pulce

    …riguardo a CIPAC volevo dire ex-affiliati poiché siamo tutti a conoscenza della fine che ha fatto.

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