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Cavamarket: si prospetta una soluzione alla crisi del Gruppo

Proprio così: si avvia alla suluzione la crisi del gruppo Despar Campania grazie all’intervento dei tre imprenditori Rosario Caputo, Castrese e Carlo Catone. Il primo è presidente della Ibg spa (che imbottiglia e commercializza per il Sud Italia Pepsi Coca e altri marchi), presidente di Gafisud (la società di garanzia fidi di emanazione confindustriale) e patron della Juve Caserta Basket (squadra che milita in serie A ed è in corsa per lo scudetto). Il secondo e terzo, padre e figlio, sono titolari dell’omonima ditta di logistica e congiunti diretti del presidente del Consiglio regionale della Campania Paolo Romano.
È stata formalizzata la proposta di acquisizione dei rami di azienda delle due società salernitane (oltre a Cavamarket spa anche Gds srl) che controllano la catena dei 41 supermercati Despar in Campania. La società cui fanno parte gli imprenditori è la 2C— con sede a Pastorano — che ha formalizzato l’intenzione di acquisto dei 41 punti vendita Despar (o di quelli che saranno ancora operanti al momento della cessione) oltre che del riassorbimento immediato di 600 dipendenti ed un successivo e graduale piano di rientro dei rimanenti.
Ricordiamo che la catena dal marchio Despar è il terzo gruppo in Campania nel settore specifico per numero di punti vendita e volume d’affari: 41 strutture commerciali e circa 150 milioni di euro di fatturato al 31 dicembre scorso. Prima della richiesta di liquidazione, le due società proprietarie dei supermercati davano lavoro, senza tener conto dell’indotto, a circa 1.100 dipendenti, che attualmente sono in cassa integrazione.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

2 COMMENTI
  1. Raul

    Una buona notizia che possa anche essere di auspicio ad altre situazioni simili. Speriamo che gli investitori/imprenditori riescano ad operare bene anche nel settore della distribuzione. Il tempo darà la risposta. Per ora un grande, sincero in bocca al lupo.

  2. roberto

    mi allineo a quanto scritto da Raul anche se le conseguenze di tale dissesto sono sempre in parte a carico dello stato e quindi ai cittadini. Vi sono altre importanti strutture nazionali in forte sofferenza e non solo per causa del mercato in recessione ma perchè affette da somarite congenita.

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