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Il benzinaio meno caro d’Italia? L’Iper di Castelfranco Veneto!

Ci siamo occupati diverse volte del fenomeno dei distributori di carburante gestiti direttamente dai gruppi GDO e di come, in molti casi, si siano rivelati dei fenomeni in grado di bloccare la circolazione nell’area dei centri commerciali. Vi ricorderete il caso del distributore Conad di Baggiovara (Modena) che nelle prime settimane aveva creato un tale traffico da bloccare la rotonda che a 200 metri da accesso al Policlinico di Modena, obbligando i gestori a dirottare il traffico in una lunga serpentina attorno a centro commerciale e chiudendo l’accesso diretto dalla strada provinciale. A due anni di distanza la coda persiste e i risultati hanno incoraggiato Nordiconad a pianificare nuove aperture, come quella di Taggia (Imperia) a febbraio.
I casi di questo tipo sono ormai molti. Ha fatto molto scalpore quello dell’Iper Station di Castelfranco Veneto. “Abbiamo aperto le nostre pompe low cost – racconta Roberto Simili, direttore dell’Iper – per fare un favore ai clienti che magari facevano trenta chilometri per fare la spesa da noi. Con lo sconto sulla benzina, in pratica rimborsavamo il viaggio. E invece è successo un “disastro”. Code dal mattino alla notte e noi che facevamo i vigili in strada per evitare il blocco della statale”. Di questi giorni è la notizia che per il weekend del Primo Maggio il distributore dell’Iper è stato riconosciuto come il meno caro d’Italia e in giorni come questi vende più di ottantamila litri. Dieci pompe self service e decine di macchine in fila dietro ogni pompa fino oltre la mezzanotte.
La guerra della benzina che Iper ha è scatenata a Castelfranco Veneto conta già le prime vittime. Il distributore Agip all’ingresso di Castelfranco è chiuso, come quello della Total a mezzo chilometro dall’Iper. Tutti gli altri distributori della zona lamentano fortissime perdite. “Il Veneto – dicono Moreno Parin e Stefano Finotto, benzinai e dirigenti del Gisc, Gestori impianti stradali carburanti – è un’anteprima di ciò che succederà presto in tutto il Paese. Le pompe “bianche”, quelle che non hanno un marchio, sono il 10% del totale ma vendono già il 30% dei carburanti. Noi benzinai, a causa della crisi economica e dei prezzi alti, guadagniamo il 70% in meno rispetto a dieci anni fa. E’ solo l’inizio di una crisi che porterà alla chiusura di migliaia di impianti. Gli automobilisti se ne accorgeranno quando, per fare il pieno, dovranno fare trenta chilometri, come già succede in Francia”. Queste affermazioni ovviamente sono di parte e probabilmente esagerate. Anche perché proprio nei giorni scorsi è stato siglato un protocollo di lavoro tra petrolieri e gestori sulla riforma del sistema di distribuzione dei carburanti al ministero dello Sviluppo Economico che prevede proprio l’aumento dei self-service per calmierare il prezzo dei carburanti. I petrolieri italiani infatti non perdono occasione per incolpare la eccessiva frammentazione della distribuzione come la principale causa del prezzo più elevato dei carburanti in Italia rispetto ai paesi dell’Unione. Ora che la selezione la fa il prezzo la frammentazione (magari definendola capillarità) diventa un valore aggiunto.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

6 COMMENTI
  1. Fabio

    Il fenomeno delle “pompe bianche” della GDO e non solo, per quanto sia in crescita, a mio parere non lo è ancora a sufficienza. In Liguria sono pressoché inesistenti e la benzina è molto cara, andando nel vicino Piemonte dove le pompe bianche sono più diffuse (es Novi Ligure) la benzina costa meno anche nelle pompe delle compagnie petrolifere…

  2. Informato

    Quando chiuderanno i piccoli distributori e sara’ tutto in mano a pochi poi vedrete che prezzi avra’ la benzina , succedera’ come nella GDO di cui tutti parlano scrivono ma nessuno ricorda !!!
    Vi rammento che trent’anni fa con le di migliaia di negozi/superette che c’erano , serviti direttamente dalle aziende i prodotti al consumatore costavano mediamente di meno perche’ i ricarichi erano decisamente inferiori e non esistevano le politiche dello sconto 50% sull’alimentare ( significa che oggi la GDO ricarica del 70% !!!!! e non mi si venga a parlare dei 100/150 prodotti civetta delle solite multinazionali estere ed italiane ) . Fatti chiudere i negozi , la GDO in mano a pochi spregiudicati affaristi finanziari e alla politica (vedi Coop)fa il bello ed il cattivo tempo ma …..finalmente il consumatore si sta ribellando e le cattedrali nel deserto desolatamente vuote e allora ben vengato i mercati rionali , i prodotti a kilometri zero , gli agricoltori che si raggruppano e vendono direttamente al consumatore i punti vendita C3 del Veneto ecc. ecc.

  3. aldo

    Ma informato sei sicuro di quello che dici, perchè in Francia dove la gdo è più forte che in Italia, il prezzo medio dei prodotti è più basso, la benzina di cui oltre la metà è venduta dalla gdo, il prezzo medio è più basso di quello italiano in alcuni casi anche di 20 cent al litro.
    Il problema è un antitrust che funzioni, poi a consumi stagnanti per crescere, i distributori si fanno la guerra per fidelizzare i consumatori.

  4. mario

    una curiosita ho sentito dire chew per attirare clienti si abbassa il prezzo dei carburanti ma si aumentano i prezzi all interno dei punti vendita gdo di riferimento del distribuitore se fosse cosi non vedo la convenienza per il consumatore se non sta nel raggio di 5 km dal distribuitore

  5. franz

    si ma in francia lo stato storicamente può controllare in modo indiretto e/o diretto i prezzi, a torto o aragione lo stato francese è forte e invasivo.
    in italia sono 20 anni che ognuno fa , nei campi dove si può, assolutamente ciò ke vuole….
    siamo il paese dei cartelli aldo …degli accordi e degli amici…….nella mia provincia puoi girare anche 2000 bar e ristoranti e troverai sempre gli stessi prezzi per alcuni prodotti…..(esempi sciocco ma rende l’idea)

  6. Raul

    Se non sbaglio, l’alto prezzo della benzina è stato sempre giustificato con il fatto che gli impianti in Italia, rispetto alla standard europa, sono vecchi e poco efficienti. Bisogna rinnovare la rete, si è sempre detto. In parte è anche vero. Esistono anche i cartelli che drenano la concorrenza. E questo è anche vero. Ma sapete quale margine lordo viene lasciato ad un esercente? 0,038 cent medi a litro. Il resto del prezzo della benzina sono tasse, accese e balzelli vari. Come si fa a fare concorrenza con questi margini?. Come si possono aprire i mercati in italia se lo stato è il primo vampiro? NB: sul prezzo della benzina, ancora oggi paghiamo una quota per la ricostruzione…. del Belice.

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