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Indagine: pericolo stress per le cassiere dei supermercati

Fare dei figli? “Col nostro lavoro non è neppure pensabile”. Lui è sposato da poco, ma al momento è costretto a rimandare l’idea: “Tra me e mia moglie non ne avremmo il tempo”. Commessi, cassieri e banconisti devono farci i conti, perché con i turni e le aperture domenicali diventa assai arduo conciliare i tempi casa-lavoro e lo stress che si accumula è tanto, soprattutto sui precari e sulle donne. È il mondo GDO della dove più che in altri impieghi spicca questa difficoltà. La conferma arriva da una ricerca pensata dalla Filcams Cgil di Bergamo per puntare i fari sull’orario di lavoro in un comparto composto perlopiù di grandi gruppi dove continue variazioni di tempi, luoghi, contenuti e modalità di lavoro, assieme a ritmi sempre in crescita, rischiano di creare patologie sociali che non vanno sottovalutate.
Lo studio è stato commissionato per conto della Filcams e condotto dall’Università di Bergamo, i risultati si riferiscono al periodo dicembre 2009-febbraio 2010. “È questo un settore – si legge nelle conclusioni – che richiede la massima disponibilità per quanto riguarda l’orario. Flessibilità e irregolarità sono diventate costanti che causano disagi continui che a loro volta si riflettono nella vita privata, specie per le lavoratrici che debbono farsi carico anche delle mansioni domestiche”. Questo il quadro che emerge dalle interviste personali e da un focus group, strumenti usati dai ricercatori per gettare uno sguardo sociale sulla questione. “Analizzando la situazione di vita quotidiana – si legge – possiamo rilevare le maggiori difficoltà e pensare così a nuove strategie”.
L’invito che arriva dalla Filcams di Bergamo è proprio a non sottovalutare la questione dello stress. “Anche se ufficialmente è riconosciuto come patologia professionale – prosegue la ricerca -, pare che né a livello politico né a livello aziendale lo stress sia affrontato seriamente come problema da arginare. Il lavoro nella Gdo, soprattutto in alcune mansioni, espone a una costante fatica relazionale che induce forme di stanchezza, ansia e irritabilità. Si richiedono ai lavoratori sempre maggiori investimenti, sia in merito a risorse professionali e tecniche sia per motivazione e risorse psichiche”.
Sul fronte dei contratti, poi, si evidenzia una pessima e diffusa condizione dei precari che hanno scarsa tutela sindacale (iscritti o simpatizzati non sono proprio assunti) e vivono con il costante ricatto del rinnovo. “Tra le tante situazioni, ci è stato raccontato di un ragazzo molto disponibile e volenteroso che dopo alcuni mesi di lavoro non ha accettato di fare gli straordinari a ferragosto e proprio per questo non è stato riconfermato”.
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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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  1. simona

    non ce se la fa proprio piu’! sono sfinita e non riesco ad affrontare la clientela nevrotica in cerca di discussioni e polemiche!

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