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La GDO asiatica apre al Made in Italy alimentare in Cina

I prodotti del Made in Italy avranno più spazio sulle tavole cinesi, grazie all’accordo di distribuzione firmato il 15 marzo dall’italiana Agenzia per la Cina, agenzia pubblico-privata senza fini di lucro, e Tianjin Foodstuff, colosso della distribuzione cinese quotato in Borsa con un fatturato di 800 milioni di euro. Per Agenzia per la Cina «è stato fatto un ulteriore decisivo passo sulla via del rafforzamento dei canali di distribuzione attraverso i quali i prodotti dell’agroalimentare italiano potranno arrivare sulle tavole cinesi. Ora infatti il Made in Italy agroalimentare può contare su una capillare piattaforma distributiva multicanale dai supermercati ai ristoranti su tutto il territorio cinese. Nella prima fase birra, vino, spumante e prosciutto faranno da apripista alle altre eccellenze della cucina italiana».
In realtà per il Prosciutto di Parma – spiega il Consorzio – a poco più di un anno dall’apertura del mercato cinese «il bilancio delle vendite è ancora esiguo, perciò ben vengano iniziative volte a favorire la distribuzione del prodotto». «Il fatto è che manca la cultura del prodotto – aggiunge il Consorzio -, in Cina non si consuma il pane né si usa mangiare carne cruda. Va fatta promozione, abbiamo già partecipato alle maggiori fiere alimentari cinesi ma bisogna ancora lavorare molto. Con questo accordo ci sentiamo un pò più supportati». «Sono soddisfatto – commenta il ministro Zaia – che il lavoro di dialogo e collaborazione che abbiamo avviato con le autorità cinesi nel campo della qualità agroalimentare stia portando ai primi risultati concreti».

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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