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L’anno 2010 inizia con un blocco preoccupante dei consumi e dei fatturati… ma non troppo

Diciamo subito che non esistono, come sempre, pubblicazioni di numeri di fatturato ufficiali da parte dei protagonisti del mercato della GDO, ma le voci di evidenti cali di fatturati si rincorrono in tutti gli uffici delle Centrali di Acquisto del Paese. Nessuno, ma proprio nessuno, gioisce per i numeri che si stanno rivelando dai sell out. Tutto ciò si riflette nella mancata serenità nello svolgimento delle quotidiane mansioni perché la pressione che viene trasmessa per rimettere a posto i conti che non tornano oggi è palese in tutte le scrivanie. In momenti come questi, nel silenzio degli attori del mercato, che potrebbero dichiarare “ Si è vero perdiamo il 5,6,10,15 %, ma è un problema congiunturale, non siamo preoccupati, le cose miglioreranno….”, invece preferiscono il silenzio, dando luogo al rincorrersi delle voci più disparate. Proviamo a dirne qualcuna? Sembra che i protagonisti del mondo discount siano tutti in perdita, nessuno escluso, diversi attori che hanno numeri che si avvicinano alle due cifre sull’anno precedente a mercato omogeneo. Sembra che anche chi è andato bene storicamente, quest’anno veda per la prima volta il segno meno davanti al numero. Chi sta peggio sembrano essere gli Ipermercati che oltrepassano quasi tutti i numeri negativi a due cifre, e che , sembra, stiano vivendo una fortissima crisi di identità. Persino l’industria sta iniziando a rivedere i piani di investimento su queste strutture che sono sempre state serbatoi straordinari di introiti di denaro derivante dal referenziamento di prodotti. Infine il canale Supermercati: questo Format in questi ultimi anni, pur vivendo sempre con incredibili sofferenze ed investimenti rilevanti in termini di marginalità, si era comunque sempre riusciti a portare, almeno per le insegne più rappresentative, un debole numero positivo alla fine dell’anno. Ma quest’anno, anche sul format più sicuro in termini di fatturato, sembra che si sia scagliata con forza la falce del rallentamento dei consumi. Insomma un Annus Horribilis che doveva , invece, rappresentare la rinascita, nelle affermazioni di alcuni analisti alla fine dell’anno scorso. Sarebbe interessante confrontarci, con Voi lettori, attraverso lo strumento del commento, per verificare ed incrociare le voci e le impressioni ( i rumors) sui sell out delle insegne, e delle loro presunte negatività. Ma tutto sommato noi di GDONews crediamo che gli allarmismi ,in verità, non servano a nulla, perché sembra che la distribuzione della capacità di acquisto del consumatore si stia semplicemente modificando (magari limitatamente ad alcuni periodi). Il Natale non ha subito una forte crisi rispetto agli anni passati, tutt’altro ha mantenuto e superato i livelli degli scorsi anni. Si sono appena conclusi i periodi dei Saldi e gli allarmismi degli operatori, che erano sempre alla ribalta negli scorsi anni, non ci sono stati. Abbiamo voluto verificare i dati del turismo di questi ultimi mesi, soprattutto in riferimento a quello che dagli esperti viene definito l’ “outcoming”, ovvero l’investimento del nostro consumatore sul turismo, ed abbiamo verificato che i numeri sono in tenuta, non sono negativi. Esiste, altresì, un vero e proprio immobilismo finanziario e bancario nei conti correnti dei consumatori, che dopo le feste ed i saldi, visti i periodi che corrono, bloccano tutti i tipi di spesa superflui, o ritenuti tali. Insomma, la crisi della GDO, sembra essere una crisi determinata dalla capacità di sapersi o non sapersi vendere meglio di un altro settore agli occhi del consumatore. Esistono settori con fatturati storicamente straordinari, come i giochi per i bambini e per i giovani in generale, che hanno una bacino di utenza davvero impensabile, che nell’ultimo anno ha subito un incremento del 83% ( dati forniti da un convegno all’interno della Fiera di Modena in corso proprio in questi giorni) a suffragio della possibilità di movimentare i flussi del denaro messo a disposizione del consumatore in un settore invece che in un altro. La GDO deve comprendere che da un lato ha subito in questi ultimi mesi una ulteriore limitazione dei sell out determinata da altre spese poste in essere dal consumatore, dall’altro che proprio questo fenomeno deve fare riflettere e deve essere gestito in forma di opportunità, magari attraverso opportune sinergie sulle utilities per esempio. Ma il panico è ingiustificato, sicuramente stiamo vivendo un periodo difficile che non è destinato a finire , ma nemmeno a diminuire rispetto agli scorsi anni, come invero proclamato da taluni alla fine dello scorso anno, però i numeri catastrofici degli ultimi due o tre mesi non corrispondono a verità, dovrebbe essere solo una congiuntura particolarmente negativa.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

3 COMMENTI
  1. mario

    unicoop finel consuntivo 2009 aveva aumentato il fatturato del 2,8% arete costante e il fatturato con le nuove aperture del 3,5% ha fatto per 8 mesi uno sconto del 20% su 700 prodotti a marchio coop la concorrenza soltanto il 10 febbraio 2010 ha risposto con altre iniuziative di sconti l utile commerciale di unicoop fi e stato di 8 milioni di euro su un fatturato di 2,16 miliardi di euro di giro d affari chi negli anni aveva cercato di ammodernare la rete di vendita e limato i costi di gestione ora in un periodo di crisi raccoglie allori chi invece aveva cavalcato gli affari del 2007 2008 pensando che lagdo avesse il vento a favore ancora per anni opra annaspa il 2010 sara forse ancora piu duro del 2009 la cassa integrazioni finiranno e l occupazione soltanto in alcune aziende mapoche

  2. ripio

    E’ girata una voce su Eurospin: sembra che vadano maluccio quest’anno e che stanno rivedendo i budget perchè ritenuti ambiziosi. La perdita che si mormora è intorno all’8% a rete omogenea. Non sono sicuro perchè non ho davanti i numeri , ma , ripeto, è una voce che ho sentito da più di una parte. Voi sapete nulla? L’azienda per cui lavoro ci collabora ed è un poco preoccupata.

  3. franz

    Tempo fa su tutt’altro argomento in qst sito avevo commentato le genialate della gdo che danno i loro frutti,facendo un parallelo con le “statistiche condivisibili” degli analisti delle aziende di settore, mentre noi che viviamo giornalmente il settore sembriamo sempre delle piche che gridano a sproposito…
    il fatto è che al di la della finanza creativa 2+2 deve sempre, alla fine, fare quattro e gli a nalisti dovrebbero essere meno superficiali nel leggere dati e bilanci e un po più legati al campo ….quello vero non quello delle borse o dettato dali ad di azienda…..
    la crisidei consumi è in atto da almeno 5 anni solo che attraverso artifici contabili,anagrafici e gestionali è sempre stata
    mascherata.
    Ora tanto palese da non essere mascherabile……….continuiamo a mandare gente a casa o a chiudere stabilimenti per far ontenti e ricchi ad che tra due anni saranno alla concorrenza o sulla luna epoi ci lamentiamo chela gdo non tira più come una volta……DATECI IL POTERE D’ACQUISTO DI UN TEMPO E POI FORSE…
    Volete , visto che siam dei fessi,una previsione facile, facile e gratis: consumiin picchiata tra gennaio e marzo buona ripresa pasquale con crescita tendenziale fino a giugnoe luglio stagnazione a settembre crollo verticale, qst volta davvero pesante,fino a natal.
    ps: se qualcuno dice che i saldi sono andati bene è FOLLE……… cerchiamo di non nascondeci dietro un dito o non ne usciamo più

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