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	<title>Commenti a: Centrali d’Acquisto, Volantino e Supermercato: tre iceberg e pensieri in libertà</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 13:21:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: aldo</title>
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		<dc:creator>aldo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 11:57:54 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; passato quasi un anno da quando venne pubblicato questo articolo; mi sembra che poco o nulla sia cambiato, mio pessimismo o solida realtà?
Secondo voi questi problemi si sono aggravati? e perchè non si prova a risolverli?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; passato quasi un anno da quando venne pubblicato questo articolo; mi sembra che poco o nulla sia cambiato, mio pessimismo o solida realtà?<br />
Secondo voi questi problemi si sono aggravati? e perchè non si prova a risolverli?</p>
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		<title>Di: Samuele</title>
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		<dc:creator>Samuele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 11:25:17 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;analisi di Gay è chiara e rispecchia pianamente le tendenze in atto in un Paese che dagli anni 90 ( anni in cui è arrivato il discount) è nettamente cambiato. Provo anch&#039;io a dare una personalissima opinione:

primo iceberg: Le supercentrali nel giro di poco tempo saranno destinate a scomparire, ormai con i consumi stagnanti e la maggior parte dei mercati grocery maturi non si possono chiedere ulteriori aumenti all&#039;industria, il prezzo al consumo ha ormai raggiunto il limite. 
Quindi il vero vantaggio per entrambi i membri avverrà con una contrattazione più locale, ma soprattutto che crei valori attraverso la reale rotazione dei prodotti e non ( come avviene ancora) attraverso sconti incondizionati o contributi di marketing. In altre parole l&#039;assortimento fnanziario creato in centrale ( entra in assortimento chi paga di più) deve essere sostituito da un assortimento di marketing ( entrano i prodotti più amati e richiesti dai consumatori, quelli che ruotano). La contrattazione da muscolare deve diventare collaborativa. 
Non escludo però uno sviluppo invece di supercentrali internazionali dedite alla creazione di sinergie logistiche e commerciali.
secondo iceberg: il volantino, fino ad ieri paragonato alla tv come media di comunicazione, ormai ha raggiunto la sua maturità, tutti lo fanno e molto simili. Volantino e promozioni ormai sono inefficaci, il consumatore non ama più questa scarsa differenzazione tra le insegne. Allora perchè non sostituire queste promozioni inutili con prezzi bassi tutti i giorni per tutte le categorie? Ormai si sa che se da un lato c&#039;è la promo dall&#039;altro aumenta il prezzo di qualche altro prodotto. Questo non vuol dire che il consumatore ripudia le promozioni e il volantino, ma quest&#039;ultime devono essere fatte sui prodotti giusti, no su quelli dove si ricevono più contributi. 
terzo iceberg: per quanto riguarda la crisi del supermercato devo dire che più di crisi parlerei di piena maturità, quindi l&#039;unica arma rimane quella dell&#039;innovazione del punto di vendita, devono cambiare gli ambienti commerciali, devono cambiare gli assotimenti, si deve puntare maggiormente sulla fidelizzazione del cliente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;analisi di Gay è chiara e rispecchia pianamente le tendenze in atto in un Paese che dagli anni 90 ( anni in cui è arrivato il discount) è nettamente cambiato. Provo anch&#8217;io a dare una personalissima opinione:</p>
<p>primo iceberg: Le supercentrali nel giro di poco tempo saranno destinate a scomparire, ormai con i consumi stagnanti e la maggior parte dei mercati grocery maturi non si possono chiedere ulteriori aumenti all&#8217;industria, il prezzo al consumo ha ormai raggiunto il limite.<br />
Quindi il vero vantaggio per entrambi i membri avverrà con una contrattazione più locale, ma soprattutto che crei valori attraverso la reale rotazione dei prodotti e non ( come avviene ancora) attraverso sconti incondizionati o contributi di marketing. In altre parole l&#8217;assortimento fnanziario creato in centrale ( entra in assortimento chi paga di più) deve essere sostituito da un assortimento di marketing ( entrano i prodotti più amati e richiesti dai consumatori, quelli che ruotano). La contrattazione da muscolare deve diventare collaborativa.<br />
Non escludo però uno sviluppo invece di supercentrali internazionali dedite alla creazione di sinergie logistiche e commerciali.<br />
secondo iceberg: il volantino, fino ad ieri paragonato alla tv come media di comunicazione, ormai ha raggiunto la sua maturità, tutti lo fanno e molto simili. Volantino e promozioni ormai sono inefficaci, il consumatore non ama più questa scarsa differenzazione tra le insegne. Allora perchè non sostituire queste promozioni inutili con prezzi bassi tutti i giorni per tutte le categorie? Ormai si sa che se da un lato c&#8217;è la promo dall&#8217;altro aumenta il prezzo di qualche altro prodotto. Questo non vuol dire che il consumatore ripudia le promozioni e il volantino, ma quest&#8217;ultime devono essere fatte sui prodotti giusti, no su quelli dove si ricevono più contributi.<br />
terzo iceberg: per quanto riguarda la crisi del supermercato devo dire che più di crisi parlerei di piena maturità, quindi l&#8217;unica arma rimane quella dell&#8217;innovazione del punto di vendita, devono cambiare gli ambienti commerciali, devono cambiare gli assotimenti, si deve puntare maggiormente sulla fidelizzazione del cliente.</p>
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		<title>Di: Emmanuel</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/01/centrali-d%e2%80%99acquisto-volantino-e-supermercato-tre-iceberg-e-pensieri-in-liberta.html#comment-4197</link>
		<dc:creator>Emmanuel</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 18:48:04 +0000</pubDate>
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		<description>A parte Esselunga, nessuna insegna sarà contenta di leggere questa azzecchata analisi. La grande distribuzione chiede molti soldi all&#039;industria sostanzialmente per avere l&#039;accesso ai loro scaffali. La parola marketing è spesso ignota alla maggior parte di chi, dal buyer centrale a quello del singolo punto vendita, decide di chi entra e chi esce, sordo a qualsiasi discorso di investimento sulla marca. Soldi subito, solo soldi. Un mondo desolante, arretrato, che pensa solo all&#039;oggi e al domani. Anche perché il consumatore, alla fine, si accontenta. Di quello che ha. Potrebbe essere peggio, quindi godiamoci quello che abbiamo. Bravo Gay, come ben sa, l&#039;Italia è un paese conservatore, attaccato ai sui privilegi. E la grande distribuzione ne ha tant, da rivendere. Un cordiale saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A parte Esselunga, nessuna insegna sarà contenta di leggere questa azzecchata analisi. La grande distribuzione chiede molti soldi all&#8217;industria sostanzialmente per avere l&#8217;accesso ai loro scaffali. La parola marketing è spesso ignota alla maggior parte di chi, dal buyer centrale a quello del singolo punto vendita, decide di chi entra e chi esce, sordo a qualsiasi discorso di investimento sulla marca. Soldi subito, solo soldi. Un mondo desolante, arretrato, che pensa solo all&#8217;oggi e al domani. Anche perché il consumatore, alla fine, si accontenta. Di quello che ha. Potrebbe essere peggio, quindi godiamoci quello che abbiamo. Bravo Gay, come ben sa, l&#8217;Italia è un paese conservatore, attaccato ai sui privilegi. E la grande distribuzione ne ha tant, da rivendere. Un cordiale saluto.</p>
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