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Laurea Honoris Causa in architettura a Bernardo Caprotti, patron di Esselunga

Che bella soddisfazione deve essere stata per il Cav. Caprotti ricevere la Laurea in Architettura Honoris Causa dalla facoltà La Sapienza di Roma, ovvero la più vecchia facoltà di Architettura del Paese, su iniziativa della facoltà Valle Giulia.
Bernardo Caprotti, alla testa del gruppo Supermarkets Italiani – Esselunga, stimato come il più prestigioso della grande distribuzione italiana, ha conferito all’architettura un ruolo baricentrico nella sua storia imprenditoriale collaborando con i maggiori architetti del momento: da Gio’ Ponti, a Vico Magistretti, a Ignazio Gardella il quale ha disegnato 40 negozi e due uffici a Milano e Firenze. “Una collezione di edifici belli, pregni di significato – commenta l’Universita’ romana – cosa rara nello sciatto scenario della cosiddetta Grande Distribuzione”. In effetti le sue strutture sono sempre state costruite rispettando il concetto del “bello”, ogni apertura Esselunga costa circa il triplo di una apertura di un’altra insegna, tutto è studiato nei minimi particolari, a partire da uno specifico Marmo di Carrara che domina il suolo di quasi tutte le strutture, con attrezzature con specifiche caratteristiche imprescindibili. Insomma “il bello” deve essere presente in tutte le sue forme in ogni dettaglio. Questo atteggiamento, questo stile di vita ha portato Caprotti a questo prestigioso riconoscimento. Durante la sua permanenza a Roma ha avuto anche il tempo per esprimere il suo pensiero regalando una serie di battute di assoluto interesse. Ha dichiarato, infatti, che finalmente entro un anno si apriranno i cantieri per le aperture di due o tre Pdv Esselunga nella Capitale: “bisogna partire da zero – ha spiegato Caprotti – è una città speciale, una città monumentale, spettacolosa di verde e quindi anche trovare siti dove collocarsi non è semplice. Faremo qualcosa tra uno o due anni. Tra un anno ci saranno un paio di cantieri. L’idea è di costruire 2-3 Superstore tra Roma e dintorni”. Poi un paio di battute sulla crisi che negli ultimi anni coinvolge i Paesi più industrializzati: “Il crollo e la vera depressione sono stati evitati con i provvedimenti finanziari presi in Italia e in tutto il mondo però c’e’ una crisi negli investimenti, una crisi di costi, una crisi di domanda. Purtroppo non credo che ne siamo fuori”, ed ancora “Nelle valli del Bergamasco e in Val Padana -ha proseguito Caprotti- ogni giorno si chiude una fabbrica per mancanza di ordini. Penso che la crisi sarà ancora lunga: forse ci vorrà ancora un anno o un anno e mezzo”.

Infine sulle liberalizzazioni: ”L’unica cosa che si e’ riuscito a liberalizzare in 10 anni e’ stato il pane. [..] Bersani e’ riuscito a fare solo questo – ha aggiunto – perché è impossibile fare le liberalizzazioni in un Paese dove si mettono tutti di traverso”. Caprotti è sempre stato critico nei confronti della GDO italiana e di come è stata gestita dalla politica degli ultimi trent’anni, e lo ha affermato ancora una volta dichiarando “la gdo in Italia non la si è voluta fare: non la voleva la Democrazia cristiana per i commercianti e non la volevano i comunisti per le coop. In paesi come Francia, Gran Bretagna e Spagna, invece, i gruppi nazionali hanno avuto totale libertà di espansione”. L’Architetto Caprotti, Patron di Esselunga, ha poi concluso lasciando intendere che ci sarà un “sequel” al famoso libro ” Falce e Carrello”. Rimaniamo in attesa di leggere.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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