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Distributori di benzina e GDO: lo stop allo sviluppo è un danno per tutti

In Francia sono quasi 5.000, in Italia non raggiungono la ventina. Circa 300 euro è, invece, quanto risparmiano i transalpini ogni anno, rispetto agli italiani, per riempire il serbatoio dell’auto. Due numeri da tenere a memoria e che danno l’idea della distanza tra i due paesi sulla diffusione delle stazioni di rifornimento collegate alla GDO.
Una differenza che pesa anche sulle tasche dei consumatori: secondo una recente indagine (novembre 2009) condotta dall’associazione dei consumatori Which? (Regno Unito), gli italiani in media pagano 1.766 euro l’anno per il carburante contro i 1.538 euro dei cittadini britannici, dove la parte del leone la fa il gruppo Tesco, che ha aperto anche 75 stazioni di servizio in Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria.
Il pieno più economico? Con 1.448 euro annui, si trova appunto in Francia, patria dei distributori di benzina nei supermercati, che rappresentano circa il 35% delle stazioni di servizio (stando a una recente indagine di researchandmarkets.com), dei quali il 33% in mano alla catena Intermarché e il 26% a Carrefour.
Da noi, invece, sono ancora poche le catene che si lanciano nell’impresa. Conad, alleato con il colosso Leclerc, nel 2005 aveva in progetto l’apertura di 40 distributori accanto ai propri punti vendita. Ne ha aperti solo cinque. Le performance, tuttavia, sono notevoli (13,6 milioni di litri di benzina distribuiti contro una media di 1,6 milioni in Italia), come sottolinea Carlo Stagnaro su Chicagoblog (di Oscar Giannino).
Ma si tratta pur sempre di un numero di stazioni che si contano sulle dita di una mano. “Le resistenze dei gestori degli impianti tradizionali sono fortissime, e si traducono in interpretazioni restrittive delle norme, soprattutto a livello regionale, visto che, a livello nazionale, il settore è sostanzialmente liberalizzato”, spiega il direttore Energia e ambiente dell’Istituto Bruno Leoni.
Una goccia nell’Oceano, insomma, se consideriamo il numero di distributori presenti nel nostro paese.
Secondo il sito retail-index.com (dati aggiornati al 2009), infatti, l’Italia è in testa tra i paesi europei con circa 22.000 stazioni di rifornimento, circa il doppio della Gran Bretagna, un paese con un numero pari di abitanti, ma che si piazza al terzo posto con 11.500 distributori.
Al secondo posto troviamo la Germania con 16.000 distributori, seguita dalla Francia con 14.000. Al quarto posto c’è la Spagna con 8.500 stazioni di rifornimento. E nella classifica delle compagnie, la nostra Eni si piazza al quinto posto, con 6.400 distributori in Europa, dopo Shell (14.000), Total (11.500), BP (8.900) ed Esso (7.100).
Eppure c’è chi è scettico. La benzina al supermercato? “Potrebbe essere una bufala”, come scrive il sito specializzato Euromoto.eu: “Senza dubbio la possibilità di fare rifornimento al supermercato porta vantaggi al consumatore (…) ma il risparmio alla pompa, ove mai ci fosse, sarà fagocitato dalla maggiore distanza da compiere per fare rifornimento. Che è quello che è già accaduto in Francia, con impianti nel 60% dei casi situati presso la grande distribuzione e molto distanti tra loro”.
In diversi casi però il risparmio arriva a  5/6 euro per un pieno, risparmio che giustifica qualche chilometro in più per fare rifornimento.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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  1. aldo

    mi permetto di segnalare il sito chicago-blog.it sito di economia dove scrive anche Oscar Giannino, dove alcune settimane fa era dato risalto allo sfo di Cammillo De Bernardis su questo tema.

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