Un tempo la Supercandida era una catena con i fiocchi nell’Area 4. Negli anni ‘90 era una delle prime catene ad essere multi format, l’offerta attraversava gli Ipermercati sino ai discount per un totale di quasi 200 PdV tra quelli di proprietà e quelli affiliati nelle Regioni della Campania, la Basilicata, la Puglia e la Calabria. Poi cambiò il suo nome in Alvi. La proprietà del gruppo è di una famiglia importante a Salerno, la famiglia Villani. Angelo Villani , oltre ad essere proprietario di questa catena, è stato per diversi anni un importante politico della Sinistra , sino ad essere Presidente della Provincia di Salerno appunto. La sede del gruppo è a Fisciano , provincia di Avellino, ma vicino a Salerno. Da qualche tempo giravano voci di ” stare alla larga” dal gruppo perché non pagava regolarmente. Addirittura alcuni piccoli imprenditori affiliati, negli ultimi tempi raccontavano che se ordinavano 100 prodotti al Cedi, ne arrivavano 30. Non solo: Alvi, che normalmente aveva contratti di affiliazione che obbligava a pagare le forniture a 30 giorni, non esigeva più i crediti e gli stessi affiliati raccontavano di pagare a 200 giorni. Quando lo scrivente venne a conoscenza di tutto ciò pensò che era l’inizio della fine. Oggi arriva la notizia che il sig. Villani sta cedendo il 40% dei propri supermercati. Questa notizia ha creato spavento e preoccupazione per i lavoratori del Cedi di Fisciano che hanno chiesto garanzie temendo la chiusura. Il pericolo è però smentito dall’amministratore, Giuseppe Villani e dal direttore commerciale, Gian franco Di Mauro, i quali rispondono che “si tratta di un ridimensionamento dovuto alla crisi contingente”. Un ridimensionamento che – dicono – consiste nella cessione di circa il 40% dei negozi Alvi, (che passerebbero da 100 a poco più di 60) come strategia per arginare la situazione di crisi e acquisire liquidità. Tale cessione si concentrerà sulle aree più esterne alla regione Campania. GDONews.it ha notizie un poco contrastanti: secondo voci di corridoio la vendita del Gruppo è una necessità, e non solo del 40%, e ci sono catene distributive interessate all’acquisto del Gruppo. Come sempre in questi casi il problema è il prezzo, che dipenderà dallo stato dei debiti. In pista interessato all’acquisto un noto discounter e una catena distributiva legata al mondo Despar.


Autore Autore:
Dott. Andrea Meneghini