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Inchiesta Altroconsumo: le città dove conviene fare la spesa

Abbiamo già scritto del nostro interesse sull’annuale pubblicazione dell’indagine di Altroconsumo sul mondo della GDO. Quest’anno abbiamo già pubblicato il risultato relativo alla competitività tra insegne, oggi analizziamo la competitività delle città. La città più conveniente d’Italia risulta essere La Spezia grazie, si è detto, alla competizione tra Esselunga, che ha aperto due anni fa in terra ligure e Coop, leader storico della Regione. E’ molto interessante, quanto sorprendente, verificare che Genova, capoluogo di Regione, occupi invece il quart’ultimo posto seguita solo da Palermo, Trapani e Foggia. Questo la dice lunga sul ringraziamento che i cittadini di La Spezia devono al Cav. Caprotti ed ai principi della libera concorrenza. A seguire La Spezia ci sono le 2 città toscane da sempre in cima alla classifica: Pisa e Firenze. La Toscana, si sa, da molto tempo vive la competizione tra Esselunga e Coop, e tale competizione provoca una serie di effetti a catena: il primo è un allontanamento delle politiche nazionali da parte del Distretto Tirrenico Coop, anzi, per essere precisi di Unicoop Firenze.

Qui i dettami del nazionale vengono ascoltati, ma anche molto spesso disattesi, il loro problema quotidiano si chiama Esselunga e non bisogna scherzare. L’attenzione ai prezzi è un MUST, la competizione è violenta e non bisogna cedere a tenerezze, né compiacimenti. Un secondo effetto collaterale è la debolezza del format discount: il discount in Toscana è debole perché il differenziale tra canali è minimo, non ci sono grandi differenze tra comprare alla Coop ed alla DICO per esempio. Quindi la ragione dell’alternativa al supermercato determinata dal risparmio, alla base della preferenza del format Discount, in questa regione è molto più debole. Altro effetto collaterale una generale competitività verso il basso: la regione presenta, nel versante nord, altri due importanti attori: PAM e CONAD, generalmente considerati cari come prezzi. Ma in Toscana la forbice non può essere troppo ampia così anche loro devono fare più attenzione ai prezzi. Quarta in classifica Verona. La presenza di Verona è data dalla rilevazione che Altroconsumo ha fatto di Esselunga. Questo, assieme al dato della classifica della città di Padova ( intorno al 30° posto) ci ha destati: il gruppo C3, con i suoi Category Killer, non sono stati rilevati. E’ una mancanza consistente; esisotono studi della GDO proprio sui fenomeni Rossetto e Lando, due operatori della GDO vecchio stampo, tutto prezzo e nulla category management, che di fatto fanno ancora la differenza nei loro territori ( giusto Verona e Padova). La Mancanza della rilevazione di questi due operatori, di fatto, falsa le risultanze dell’indagine. Le città dove fare la spesa è più caro sono, anche qui da sempre, quelle del sud ( Sicilia) e quelle dell’estremo nord. Per due ragioni differenti: al Sud i costi di trasporto sono oggettivamente diversi, soprattutto nelle isole; nel nord al contrario( Trento e Bolzano, ma anche Aosta), il costo della vita è differente in tutti gli ambiti economici, pertanto il costo della spesa deve essere proporzionato. Il fenomeno La Spezia è sintomatico per dare un idea di come la libera concorrenza può far bene sia al consumatore sia alla catena che si vede costretta a migliorarsi per tenere il suo mercato.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

5 COMMENTI
  1. Elio Manfredini

    Altro consumo, come ogni associazione con argomento il rapporto di mercato, sanno che l’essere ossequieiosi con la schiena come quella di mio nonno di 81 anni nel 1951, che ricordo legato ad una seggiolona per stare seduto. La grande distribuzione, tutta, è sempre più meno nascosto il costo della convenienza anzi, il costo violento della mancata convivenza, nel sapere costruire avonque,il deserto soltanto. Il più grande vivaio di salmoni atlantici era il fiume Connecticut, fu distrutto prima del 1890, adesso il mare morto è di 300000 km quadrati, (l’Italia 304000km).Più grande distribuzione meno occupazione, più strade, più violenza, meno qualità di tutto, vita compresa. State bene.
    Elio Manfredini.

  2. mario

    il prezzo in sette province della toscana lo fa unicoop fi e gli altri competitor si devino adeguare senno vanno fuori prezzo fra esselunga di via canova di firenze ela coop dicamaiore in provincia di lucca ma dove i super presnti sono quelli di unicoop tirreno il differrenziale e del 15% a favore di firenze quindi chi in toscana fa il prezzo e invece lo subisce altra cicca ol stesso prodotto a marchio coop in unicoop fi viene venduto a 1,39 lo styesso prodotto in unicoop tirreno a 1,96 ora con l apertura prossima a livorno di un super esslunga anche i livornesi sapranno qualcosa della concorrenza

  3. mario

    ho sbagliato il differenziale fra firenze e camaiore era fra due esselunga e non coop tirreno

  4. PolPol

    …il gruppo C3, con i suoi Category Killer, non sono stati rilevati…

    Non sono stati rilevati perchè non consentono le rilevazioni!

    Basta andare davanti ad un Rossetto o ad un Tosano per vedere un simpatico cartello “Vietato rilevare i nostri prezzi” … troppo comodo fare così!

    Comunque, il Leader della Provincia di Verona è Brendolan e della Provincia di Padova è Aspiag.

  5. aldo

    Siccome i negozi sono aperti al pubblico, possono scrivere quello che vogliono, ma i prezzi possono essere rilevati anche per soli fini statistici, ed il modo più semplice per farlo è farci la spesa.

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