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	<title>Commenti a: MARK UP: Private Label in errore?</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 10:26:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Simone</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2009/07/mark-up-private-label-in-errore.html#comment-3073</link>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2009 14:20:45 +0000</pubDate>
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		<description>buongiorno a tutti, ( piccolo inutile preambolo) è la prima volta che scrivo e volevo ringraziare gli ideatori di questi forum dello spazio che lasciano e dedicano alla criticità ed al pensiero di tutti su tematiche rilevanti di settore, argomenti che, ogni tanto, non sono facili da analizzare &quot;liberamente&quot; ed apertamente nelle aziende.
Detto ciò, io concordo in ciò che è stato riportato dell&#039;argomento. Credo che Coop, Esselunga e Conad abbiano e una logica di posizionamento e concezione del prodotto insegna visibile, identificabile ed identificata dal consumatore, e COERENTE. Forse è proprio la coerenza orizzontale tra i mercati dettata da logiche piramidali commerciali molto ben strutturate, conosciute, relamente attuate l&#039;arma in più che hanno avuto queste insegne. Certo è che sono partite anche tempisticamente prima rispeto le atre.. ma perchè? le altre catene vivono un pò di riflesso di queste. Ciò accade per motivi economici, strutturali e culturali, esso porta ad una scarsa conoscenza di se, e quindi mancanza di una propria identità verso il pubblico. Purtroppo il cambio di mentalità non è facile, alcune aziende della GDO sono ferme a logiche commerciali ancora di tipo grossita, e non orientato al Pdv al cliente. Lentamente stanno e sono obbligati a cambiare, ma c&#039;è chi, appunto, lo ha già fatto da anni, ed il gap è sempre più ampio. Io credo che tra le altre insegne solo in Aspiag del gruppo Despar ci sia qualcosa di simile alle 3 menzionate, capostipite di un gruppo che porta logiche strutturate e realmente attuate, con marca insegna e di fantasia correttamente posizionate ed un disegno studiato. Personalmente, credo quindi che altri gruppi abbiano portato avanti alcune scelte di marca privata in quanto obbligate dal mercato, dalla domanda, vogliose di cogliere le opportunità di margine e volumi che ne conseguono, ma mancando di un approccio globale, posizionando il prodotto in modi diversi a seconda delle circostanze, perdendo quindi opportunità e comunicazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>buongiorno a tutti, ( piccolo inutile preambolo) è la prima volta che scrivo e volevo ringraziare gli ideatori di questi forum dello spazio che lasciano e dedicano alla criticità ed al pensiero di tutti su tematiche rilevanti di settore, argomenti che, ogni tanto, non sono facili da analizzare &#8220;liberamente&#8221; ed apertamente nelle aziende.<br />
Detto ciò, io concordo in ciò che è stato riportato dell&#8217;argomento. Credo che Coop, Esselunga e Conad abbiano e una logica di posizionamento e concezione del prodotto insegna visibile, identificabile ed identificata dal consumatore, e COERENTE. Forse è proprio la coerenza orizzontale tra i mercati dettata da logiche piramidali commerciali molto ben strutturate, conosciute, relamente attuate l&#8217;arma in più che hanno avuto queste insegne. Certo è che sono partite anche tempisticamente prima rispeto le atre.. ma perchè? le altre catene vivono un pò di riflesso di queste. Ciò accade per motivi economici, strutturali e culturali, esso porta ad una scarsa conoscenza di se, e quindi mancanza di una propria identità verso il pubblico. Purtroppo il cambio di mentalità non è facile, alcune aziende della GDO sono ferme a logiche commerciali ancora di tipo grossita, e non orientato al Pdv al cliente. Lentamente stanno e sono obbligati a cambiare, ma c&#8217;è chi, appunto, lo ha già fatto da anni, ed il gap è sempre più ampio. Io credo che tra le altre insegne solo in Aspiag del gruppo Despar ci sia qualcosa di simile alle 3 menzionate, capostipite di un gruppo che porta logiche strutturate e realmente attuate, con marca insegna e di fantasia correttamente posizionate ed un disegno studiato. Personalmente, credo quindi che altri gruppi abbiano portato avanti alcune scelte di marca privata in quanto obbligate dal mercato, dalla domanda, vogliose di cogliere le opportunità di margine e volumi che ne conseguono, ma mancando di un approccio globale, posizionando il prodotto in modi diversi a seconda delle circostanze, perdendo quindi opportunità e comunicazione.</p>
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