Ne abbiamo parlato diverse volte in queste pagine: gli operatori virtuali di telefonia mobile entrati nel mercato nel corso degli anni 2007 e 2008 ad opera dei grossi retailer e le loro prospettive di successo.
Costantemente abbiamo avanzato dubbi sulla reale redittività di un tale business per la gdo, visto e considerato che nemmeno gli operatori tradizionali hanno mai navigato nell’oro…
Forse spinte più dall’idea di perdere terreno rispetto alla concorrenza, Conad, Coop, Auchan e Carrefour sono stati i primi a buttarsi in questo settore, con offerte che non potevano essere molto concorrenziali data la natura di “rivenditori” di servizi altrui (Tim, Vodafone, H3G e Wind) che ovviamente non avevano interesse a crearsi concorrenza nuova, nemmeno in casa.
In questi giorni Conad ha comunicato che Insim chiuderà i battenti l’1 novembre, giudicando il business non remunerativo neanche in prospettiva. Ci si aspettava che Vodafone, il gestore sul quale l’operatore virtuale si appoggiava per la rete, avrebbe acquisito tutti i clienti Conad, ma non sarà così, e questo la dice lunga sull’interesse dei gestori tradizionali per questo business. Conad Insim sta consigliando ai suoi clienti di effettuare la portabilità verso altri gestori.
Cosa succederà ora agli altri operatori virtuali? L’unico che pare avere buone prospettive di sopravvivenza è PosteMobile, che dalla sua ha la possibilità di legare i servizi con i suoi core business e una rete vendite di migliaia di uffici postali.


Autore Autore:
Dott. Alessandro Foroni