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	<title>Commenti a: Premi fuori fattura e pagamenti, un sistema che alimenta il mercato</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Di: Massimo</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2009/06/premi-fuori-fattura-e-pagamenti-un-sistema-che-alimenta-il-mercato.html#comment-2889</link>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 10:07:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=960#comment-2889</guid>
		<description>mi chiamo Massimo e sono contitolare di un azienda di vini.
La ns. Famiglia produce vini da tempo immemore che poi vengono distribuiti sul mercato nazionale e internazionale con crescente apprezzamento.
Ho letto con molto interesse il suo intervento sui premi di fine anno fuori fattura, un problema che io stesso ho discusso apertamente con alcuni dei gruppi di GDO ns. partners.
Il suo pensiero ricalca esattamente il mio e, pur dandomi alcune parziali risposte in merito, rafforza molti miei interrogativi circa  i possibili scenari futuri GDO  e le vie di uscita dalla crisi attuale.
La ns. azienda si batte da anni per offrire la massima qualita&#039; al prezzo piu&#039; onesto ( quello che in USA si chiama value for money ), garantendo alta marginalita&#039; al distributore e un prodotto che il consumatore puo&#039; portare su qualsiasi tavolo, senza temere confronto di qualita&#039; o immagine con brand toscani molto piu&#039; altisonanti del ns.
Quanto sopra e&#039; ovviamente dimostrabile dalle strutture che hanno i ns. 
prodotti.
Detto questo, mi meraviglia molto che ci sono anche molte insegne che in un momento cosi&#039; delicato rifiutano un approccio di questo genere, insistendo su una politica diversa dove nemmeno si vuole analizzare questo aspetto, cercando invece di seguire altre logiche lontane secondo me dalla realta&#039; e sottovalutando l&#039;intelligenza del consumatore , che trova sempre piu&#039; prodotti esposti secondo criteri di listing e premi piuttosto che di coerenza qualita&#039; prezzo.

Gradirei approfondire questo aspetto direttamente con Lei se possibile telefonicamente pertanto La chiedo di contattarmi al ns. numero.

Grazie e complimenti per le Sue analisi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi chiamo Massimo e sono contitolare di un azienda di vini.<br />
La ns. Famiglia produce vini da tempo immemore che poi vengono distribuiti sul mercato nazionale e internazionale con crescente apprezzamento.<br />
Ho letto con molto interesse il suo intervento sui premi di fine anno fuori fattura, un problema che io stesso ho discusso apertamente con alcuni dei gruppi di GDO ns. partners.<br />
Il suo pensiero ricalca esattamente il mio e, pur dandomi alcune parziali risposte in merito, rafforza molti miei interrogativi circa  i possibili scenari futuri GDO  e le vie di uscita dalla crisi attuale.<br />
La ns. azienda si batte da anni per offrire la massima qualita&#8217; al prezzo piu&#8217; onesto ( quello che in USA si chiama value for money ), garantendo alta marginalita&#8217; al distributore e un prodotto che il consumatore puo&#8217; portare su qualsiasi tavolo, senza temere confronto di qualita&#8217; o immagine con brand toscani molto piu&#8217; altisonanti del ns.<br />
Quanto sopra e&#8217; ovviamente dimostrabile dalle strutture che hanno i ns.<br />
prodotti.<br />
Detto questo, mi meraviglia molto che ci sono anche molte insegne che in un momento cosi&#8217; delicato rifiutano un approccio di questo genere, insistendo su una politica diversa dove nemmeno si vuole analizzare questo aspetto, cercando invece di seguire altre logiche lontane secondo me dalla realta&#8217; e sottovalutando l&#8217;intelligenza del consumatore , che trova sempre piu&#8217; prodotti esposti secondo criteri di listing e premi piuttosto che di coerenza qualita&#8217; prezzo.</p>
<p>Gradirei approfondire questo aspetto direttamente con Lei se possibile telefonicamente pertanto La chiedo di contattarmi al ns. numero.</p>
<p>Grazie e complimenti per le Sue analisi.</p>
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	<item>
		<title>Di: aldo</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2009/06/premi-fuori-fattura-e-pagamenti-un-sistema-che-alimenta-il-mercato.html#comment-2873</link>
		<dc:creator>aldo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 09:48:00 +0000</pubDate>
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		<description>il problema è che è un sistema nel lungo periodo se non si aggiorna è destinato a creare più svantaggi che vantaggi, ed il mezzo diventa il fine e non viceversa.

come scritto in un altro post la negoziazione tra industria e distribuzione ora mai è focalizzata sui punti del rinnovo, quando invece si potrebbe collaborare sui miglioramenti della gestione degli scaffali, della logistica etc, inoltre queste trattative sono totalmente avulse dal terzo apice del triangolo il consumatore, che viene chiamato in causa solo quando fa comodo parlando di prezzo al pubblico.

Questo quando oramai tutti gli studi sui consumatori mettono il prezzo in una posizione non primaria delle meccaniche d&#039;acquisto, che sono il servizio, anche il parcheggio, la qualità, la rapidità, gli orari, ne sono una prova il successo di quei negozi nel centro di tante città che proprio perchè hanno questi plus possono vendere a prezzi remunerativi, proprio perchè il loro cliente è guidato da tali esigenze.

Infine un problema che Gdonews ha affrontato nell&#039;intervento su selex sono le inefficenze del trade, su cui la creazione di poste fuori fattura permette di mettere i conti in pari, ma questo nasconde le mancanze interne, questo vale anche nel canale iper come ben spiegato dall&#039;articolo del dr. Meneghini.

In conclusione vi racconto che qualche settimana fa arrivato negli usa il  mio bagaglio non era arrivato e con esso rasoio e schiuma da barba che per evitare noie allo screening di sicurezza imbarco sempre, per cui mi sono recato in un negozio target per prendere un rasoio, ebbene l&#039;ultimo rasoio della Gilette costa 9,99 usd, che ad un cambio 1 a 1 sarebbe già un 30% in meno che in Italia, una parte del prezzo sarà pure dovuta alla differente tassazione, ma il resto è a mio vedere figlio anche di una riduzione dei costi nascosti che il trade con l&#039;industria hanno fatto e che hanno potuto in parte girare al consumatore finale.
Per finire al cambio attuale, lo stesso prodotto costa un 60% meno che in Italia impressionante davvero. in poche parole il potere d&#039;acquisto a parità di reddito è enormente svantaggioso per gli italiani, che pagano tutte le inefficienze del rapporto industria - distribuzione e quelle del sistema paese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il problema è che è un sistema nel lungo periodo se non si aggiorna è destinato a creare più svantaggi che vantaggi, ed il mezzo diventa il fine e non viceversa.</p>
<p>come scritto in un altro post la negoziazione tra industria e distribuzione ora mai è focalizzata sui punti del rinnovo, quando invece si potrebbe collaborare sui miglioramenti della gestione degli scaffali, della logistica etc, inoltre queste trattative sono totalmente avulse dal terzo apice del triangolo il consumatore, che viene chiamato in causa solo quando fa comodo parlando di prezzo al pubblico.</p>
<p>Questo quando oramai tutti gli studi sui consumatori mettono il prezzo in una posizione non primaria delle meccaniche d&#8217;acquisto, che sono il servizio, anche il parcheggio, la qualità, la rapidità, gli orari, ne sono una prova il successo di quei negozi nel centro di tante città che proprio perchè hanno questi plus possono vendere a prezzi remunerativi, proprio perchè il loro cliente è guidato da tali esigenze.</p>
<p>Infine un problema che Gdonews ha affrontato nell&#8217;intervento su selex sono le inefficenze del trade, su cui la creazione di poste fuori fattura permette di mettere i conti in pari, ma questo nasconde le mancanze interne, questo vale anche nel canale iper come ben spiegato dall&#8217;articolo del dr. Meneghini.</p>
<p>In conclusione vi racconto che qualche settimana fa arrivato negli usa il  mio bagaglio non era arrivato e con esso rasoio e schiuma da barba che per evitare noie allo screening di sicurezza imbarco sempre, per cui mi sono recato in un negozio target per prendere un rasoio, ebbene l&#8217;ultimo rasoio della Gilette costa 9,99 usd, che ad un cambio 1 a 1 sarebbe già un 30% in meno che in Italia, una parte del prezzo sarà pure dovuta alla differente tassazione, ma il resto è a mio vedere figlio anche di una riduzione dei costi nascosti che il trade con l&#8217;industria hanno fatto e che hanno potuto in parte girare al consumatore finale.<br />
Per finire al cambio attuale, lo stesso prodotto costa un 60% meno che in Italia impressionante davvero. in poche parole il potere d&#8217;acquisto a parità di reddito è enormente svantaggioso per gli italiani, che pagano tutte le inefficienze del rapporto industria &#8211; distribuzione e quelle del sistema paese.</p>
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