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Dati delle vendite del II bimestre 2009 di Unioncamere: i consumi sono in leggera crescita

Come vanno le vendite? Unioncamere nel suo solito rapporto ci fa notare le seguenti situazioni: in generale anche nel II bimestre 2009 si nota una lieve ripresa delle vendite (+2,5%) anche se meno accentuata rispetto al I bimestre (+2,8%), ma il dato interessante è determinato dall’incremento delle quantità acquistate, ovvero dalla performance dei volumi. Nel dettaglio l’andamento delle vendite del Largo Consumo Confezionato (che comprende i reparti drogheria alimentare, bevande, freddo, fresco, cura degli animali, cura della casa e cura della persona) è determinato essenzialmente da una più contenuta dinamica dei prezzi, che nel bimestre crescono dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2008, oltre due punti in meno in confronto al dato medio del 2008 (+4,0%) e decisamente inferiore anche rispetto al I bimestre di quest’anno (+3.5%). A guadagnarci sono le famiglie consumatrici, che aumentano infatti le quantità acquistate dello 0,5%, in controtendenza rispetto al I bimestre (-0,7% la riduzione dei volumi del periodo). Malgrado l’incremento dei prezzi non evidenzi significative differenze nelle diverse aree geografiche, decisamente meno omogenea è la situazione sul versante dei volumi. Le famiglie meridionali, infatti, limitano le spese, tanto che l’indicatore dei volumi segna un -1,4% nel II bimestre del 2009. Le regioni meridionali che presentano le maggiori riduzioni delle vendite dei prodotti del Largo consumo confezionato sono la Basilicata e Calabria (-5,9%) e la Campania (-2,6%). Un segno meno accompagna anche i volumi della Sardegna (-0,8%) e della Puglia (-0,5%). Diversa la situazione in Abruzzo e Molise (+2,6%) e in Sicilia (+1,9%) che superano la media nazionale, anche se bisogna dire che l’isola sicula ha una numerica di PdV superiore in modo evidente rispetto all’anno passato. Forte la variabilità dei contesti regionali anche se si analizzano le vendite complessive della GDO. Emerge nuovamente la dualità sia tra Centro-Nord e Mezzogiorno sia all’interno della stessa area meridionale, nella quale convivono regioni che fanno registrare le più ampie perdite di fatturato (Basilicata e Calabria, con una flessione del -4.3%) e altre che mettono a segno guadagni superiori al 4% (Abruzzo e Molise). Nel Nord-est le performance spaziano dal +0.5% del Veneto al +4.5% del Trentino Alto Adige. Nord-ovest e Centro sono invece caratterizzati da una maggior vicinanza fra le dinamiche di fatturato delle regioni che le compongono. Unica eccezione è rappresentata, al Nord-ovest, dalla Lombardia, che non riesce a superare nel bimestre il +0.3% anche a causa della predominanza del format Iper che continua a sopravvivere in stato comatoso, mentre Liguria e il Piemonte e Valle d’Aosta mostrano un incremento del giro d’affari pari rispettivamente al 2.5% e 2.1%. Al Centro, infine, la dinamica delle vendite oscilla tra il +1.5% registrato in Toscana, dove l’incremento dei prezzi è meno significativo che altrove e il +3.8% del Lazio. La lieve ripresa dei consumi “alimenta le speranze che la fine del tunnel della crisi economica sia vicina – commenta il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – Va dato atto alla Grande distribuzione organizzata del ruolo di contenimento dell’inflazione svolto in questi mesi. Di sicuro, però – prosegue Dardanello – la cautela della famiglie meridionali suona come un campanello di allarme, perché rende evidente il dualismo della ‘ripartenza’, con un Nord e un Centro che danno primi segnali positivi ed un Mezzogiorno che fatica a tenere il passo”. Per questo il presidente di Unioncamere, è “quanto mai necessarie politiche di sostegno dei redditi e delle famiglie, soprattutto meridionali, per evitare che il divario tra le diverse aree del Paese si accentui ulteriormente”.

Inserito da | 29 giugno 2009.
Categorie: Notizie sulla GDO, Unioncamere.
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