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Vinitaly: la fiera del vino conferma i buoni esiti delle vendite

A Verona si è appena concluso l’evento dell’anno relativamente al vino e le conclusioni sono già prontamente elaborate e divulgate dagli esperti del settore che hanno consolidato il gran valore nella categoria della grande distribuzione e dell’export.
Il primo canale di vendita risulta essere ancora la GDO, infatti nell’anno 2008 le marche a denominazione protetta sui mercati italiani sono state 477, i vini più venduti sono stati quelli a fascia di prezzo pari ai due euro, 575 milioni, contro i 204 milioni dei vini venduti a cinque euro e i 6,5 milioni dei vini sopra i sette euro. Anche nelle esportazioni è il lusso in bottiglia. Secondo il Vinitaly il mercato internazionale del vino registra una flessione notevole delle vendite nelle esportazioni in USA, resistono però le esportazioni le marche dei vini italiani di grande prestigio, mentre le cui nicchie resistono sia in Italia che all’estero. Il vino di buona qualità di fascia bassa di prezzo registra una flessione nel consumo determinata dal cambiamento del costume alimentare delle famiglie italiane. Ad una diminuita frequentazione del ristorante si affianca un aumento del volume del valore d’acquisto nella grande distribuzione, a significare che le famiglie organizzano cene in casa e con buoni vini.
Per la prima volta, dunque, dal 2005 le vendite di vino confezionato registrano un calo del 2,4% a volume rispetto al 2007. A suffragare la tenuta nel consumo del vino di qualità sui mercati italiani è il dato di decrescita – 3,5% del vino da tavola, mentre le bottiglie a denominazione d’origine di fascia alta ( da % Euro in su ) aumentano significativamente le vendite( +19,2% a volume). Secondo Vinitaly i consumatori di vino pur bevendo meno si orientano sui vini di qualità e chiedono maggiori informazioni sulle caratteristiche delle bottiglie, fino a richiedere il sommelier fra gli scaffali, è quanto emerso dalla tavola rotonda.
I produttori, tuttavia, vogliono a tutti i costi difendere anche il primato nell’esportazione. A questo riguardo vi è da rilevare una maggiore penetrazione proprio del vino italiano nei mercati internazionali, superiore a quello dei francesi e degli inglesi. Lo champagne francese è in difficoltà, in compenso le bollicine italiane , migliorato notevolmente il gusto e la qualità, hanno, attualmente, sorpassato il classico francese:il rapporto qualità/prezzo fa la differenza e le “aziende che vogliono rimanere sul mercato devono adeguarsi “, così ha commentato Andrea Sartori, un vero esperto di settore , Gli ultimissimi dati Nielsen dicono che le vendite risultano buone. La vera necessità è rappresentata dagli orizzonti mobili, nel senso che le preferenze in fatto di esportazione, devono rivolgersi ai mercati asiatici, se gli States dovessero deludere!

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Di formazione giornalistica, esperta in comunicazioni di massa.

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