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Scandalo nel mondo della cosmesi: l’Antitrust indaga su un possibile “cartello”

l’Antitrust sta per concludere una istruttoria su Centromarca e i principali big della cosmetica :
L’ipotesi su cui sta lavorando è la sussistenza di un presunto cartello delle più note marche
mondiali facenti capo alle succursali italiane delle Stesse, nella fattispecie Henkel Italia, Unilever Italia Holding, Colgate-Palmolive, Procter& Gamble,Italia, Procter&Gamble Holding e Procter&Gamble, Oreal Italia, Sara Lee Hensebol@Betty Case Italy.
Le conclusioni si renderanno note per il 12 giugno 2009. Tutto ha avuto inizio da un esposto ricevuto dall’Autorità e notificato durante ispezioni effettuate con le Unità Speciali della Guardia di Finanza, nelle quali si doveva verificare se tali Imprese ” abbiano posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza, attraverso uno scambio di informazioni e il coordinamento dei prezzi di vendita”
Sotto inchiesta le riunioni che si tenevano presso Centromarca nel periodo gennaio2005-2007, nel corso delle quali, così è scritto nella segnalazione di denuncia, “sarebbero state scambiate informazioni riguardanti gli aumenti di prezzo programmati, lo stato delle negoziazioni con i distributori, le indicazioni generali di sconti e bonus concessi a quest’ultimi, nonché le conseguenze previste per eventuali nuovi ingressi sul mercato”.
Ciò che aggrava la posizione del cartello è il fatto che all’Antitrust risulterebbe che le stesse società sarebbero “intervenute congiuntamente, attraverso l’associazione di categoria, nei confronti dei distributori per ottenere un incremento generalizzato dei prezzi di rivendita applicati al pubblico”.
Si ricorda che il fatturato del comparto nazionale nell’anno 2006, quello posto sotto osservazione, ha raggiunto gli 8 miliardi di euro, comprese le esportazioni, con un incremento annuo del 2,9% rispetto al 2005. Un’altra inchiesta su scala internazionale con gli stessi obiettivi di indagine.
Ad aggravare ancora di più la posizione del “supposto” cartello è il fatto che in Germania lo scorso anno sempre l’Antitrust del Paese tedesco ha già condannato alcune delle multinazionali coinvolte in Italia per le stesse ragioni.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

3 COMMENTI
  1. cullen

    sai che scoperta!!!!
    perchè non diciamo che ogni comparto commerciale è coperto da lacci e lacciuoli dei cartelli….altro che libero mercato.
    poi mi dovrebbero spiegare che utilità può avere uncartello…mah!

  2. Marco

    Neanche io sono stupito, le aziende di ogni settore merceologico, anche al di fuori dei fast moving consumer goods, si impegnano per fare cartello… le assicurazioni, la telefonia mobile, per citare due esempi.

    E dopo la pasta, ora si indaga sulle industrie della cosmesi… cullen, ti chiedi quale sia l’utilità di avere un cartello? A parte limitare la concorrenza e “controllare” il mercato agendo su prezzi e distribuzione, non penso ci sia altro… e meno male! E’ già abbastanza così…

    Speriamo che prendano provvedimenti al più presto.

  3. Giuliano

    La vero problema e’ quello del petrolio….

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