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Lampade a Basso Consumo: il business è reale

Una normativa europea prevede l’eliminazione entro il 2012 delle lampade ad incandescenza a favore di soluzioni di illuminazione a basso consumo energetico. Oltre al risparmio energetico nelle abitazioni, si potranno ottenere notevoli risparmi anche negli edifici commerciali e nell’illuminazione urbana. Il mercato italiano è in ritardo rispetto ad altri Paesi nel mondo, e questo inficia anche le politiche di prezzi che si vanno ad applicare. Esselunga di questi tempi, ma anche Coop e Carrefour fanno sovente iniziative rivolte a rendere il prezzo delle lampade a basso consumo molto abbordabile per incentivare l’acquisto, ma soprattutto il riacquisto fuori da momenti promozionali.
Le lampadine a risparmio energetico consumano un quinto dell’energia elettrica di una lampadina tradizionale e durano 10 volte di più, sino a 10.000 ore. “Utilizzando lampadine di questo tipo si possono recuperare sino a 10 euro l’anno per punto luce” spiega Sergio Tonfi, corporate communication manager di Philips Italia.
Quello delle lampadine a risparmio energetico è un business in forte crescita per Esselunga che ne ha progressivamente ampliato l’assortimento inserendo tutte le novità disponibili sul mercato. “Il numero di articoli è cresciuto del 30%, con l’acquisizione del 65% in più di clienti -afferma Roberta Viviani, direttore acquisti non food di Esselunga-. Solo nell’ultimo anno abbiamo venduto il 22% in più di lampadine a risparmio energetico registrando un calo dell’11% nella vendita di quelle ad incandescenza”.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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