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Coop ed i Distretti: burrasca o solo cambiamenti?

Anni or sono, quando sono nati i distretti che univano le cooperative territorialmente limitrofe, fu una vera rivoluzione. Il Distretto Adriatico si unì in un batter d’occhio ed iniziò subito a lavorare con organizzazione ed una certa organicità, d’altronde per anni avevano tenuto tutto bloccato per preparare bene quel progetto. Il Distretto Nord Ovest, che nacque a ruota fu più problematico: le cooperative erano davvero eterogenee (molti si ricorderanno la forza della Coop Liguria nel suo territorio agli inizi degli anni 2000 rispetto ad una Coop Lombardia assediata dalla GD o da una Novacoop). Si dovettero fare gli uffici nuovi, insomma ci fu uno start up un pò più problematico. L’ultimo, e questo fu davvero un parto, fu quello Tirrenico. Dopo pochi anni dalla fine della realizzazione completa del progetto dei Distretti, pare inizi a scricchiolare laddove iniziò per primo. Infatti rumors intorno alla centrale Adriatica ce ne sono diversi; chiariamo subito che di rumors si tratta e nulla più. Di fatto la gestione del canale Super distinta dal canale Iper non esiste più. Oggi l’organizzazione è di tipo verticistico ad imbuto, un po’ come Carrefour, o ancor più Auchan. E fin qui nulla da eccepire, una evoluzione nella direzione della GD suddivisa per format. Ma di fatto gli altri distretti operano diversamente. Però segnali preoccupanti iniziano ad arrivare dalla Coop Estense; Cooperative di dimensioni ottimali, non immensa come Adriatica, ma molto dinamica e molto performante nel proprio field operativo, anche in Puglia si sta avendo una inversione di tendenza, dinamica ed ambiziosa, la Coop Estense la soffrendo la convivenza nel Distretto. Si parla di voci, i fornitori si confrontano, alcuni sono chiamati direttamente da Coop Estense per accordi “locali”. Qualcosa sembra stia succedendo. E’ come se la nuova organizzazione, rivolta nella direzione di una giusta evoluzione logica nell’ambito di un gruppo GD multi-format, sia necessaria per rinfrescare nel modo più opportuno un unione che altrimenti potrebbe scricchiolare di più. I lettori hanno sentori?

3 COMMENTI
  1. aldo

    Direi che il pezzo potrebbe chiamarsi parenti serpenti, il problema della coop, così come del mondo cooperativo in generale è quello del sovrapporsi di due realtà una “industriale” ed una “politica”. non sempre le decisioni che hanno un senso nel primo campo possono averlo nel secondo.
    E’ noto che i distretti, ma anche gli stessi accorpamenti nel mondo produttivo, hanno sempre trovato opposizione nel fatto che andavano a distruggere le nicchie locali di potere.
    Tornando al tema dell’articolo, sono anni che la Puglia rivendica una sua specificità sia per le promozioni che per gli assortimenti, ed il fenonmeno sembra allargarsi.
    il secondo motivo di crisi del distretto è quello per cui è nato, il distretto nasce con l’idea quello di unificare politiche promozionali e di assortimento nei confronti dei fornitori al fine di spuntare migliori condizioni.
    questa idea si è infranta con il fatto che questo lavoro richiede molta sensibilità ed intelligenza per plasmare le iniziative sul territorio.
    Infatti queste è una delle ragioni del fallimento dei distributori francesi al sud, tornando a coop facciamo qualche esempio:
    Il distretto si trova schiacciato dall’alto dagli accordi e dagli assortimenti di coop italia e dal basso dalle esigenze di localismo delle coop socie, basta farsi un giro in qualche iper di estense, per domandarsi se l’offerta è effettivamente centrata, che senso hanno gli x metri di lambrusco o sangiovese in Puglia? lo stesso vale per le altre merceologie.
    il secondo tema si lega con il primo quando le scelte industriali vengono rimesse in discussione a livello politico, cosa voglio dire; voglio dire che in privato molti buyer o category si lamentano del fatto che molte idee o piani vengono prima approvati dalle direzioni commerciali e poi modificati per ragioni di politica intracooperativa, nei fatti svalutando il potere ed il peso del distretto nei confronti della periferia, che ha imparato a fare deragliare le iniziative del distretto giocando la propria partita ad un altro livello.

  2. Paolo

    sembra ufficiale la dismissione del reparto chimica del consorzio nordovest ( super + iper) con conseguente centralizzazione a Bologna.
    Nuova configurazione degli assetti operativi dei category che ad oggi non hanno trovato ancora una risposta sul loro futuro.

  3. aldo

    mi sembra una decisione logica, visto che la chimica ha poco o nessun localismo, ha invece molta marca e pl.
    una gestione centralizzata mi sembra più efficiente

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