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L’Opinione: L’Europa e la crisi, cambia un epoca

La crisi è problema mondiale. Un gruppo di giornalisti economici, di tutte le nazionalità, recentemente sono stati interpellati (pubblicazione del Corriere della Sera della scorsa settimana) e sono state messe assieme le loro opinioni circa la situazione economica mondiale. Più o meno all’unisono hanno spiegato che la crisi va , in primis, suddivisa: quella finanziaria da quella economica, e poi anche sociale. Chi soffre delle prime due assieme farà più fatica ad uscire da questa situazione, dove la crisi finanziaria è meno preponderante ci saranno migliori possibilità, dove è solo economica il periodo di sofferenza non dovrebbe superare i due anni, ovvero fine 2010. Il nostro Paese rientra in quest’ultima casistica, soffre di una crisi economica di rilievo, ma non sfocia nella finanziaria (come ad esempio in USA o Inghilterra). Non esiste al mondo un Paese immune dalla crisi se non i Paesi sottosviluppati. E’ la prima volta nella storia che si assiste ad una situazione così unificante in negativo a livello economico, se non durante le guerre mondiali. Ovviamente una consistente minor disponibilità genera automaticamente diversi cambiamenti, e proprio i vari cambiamenti sono (saranno) le cause della rinascita. Anche i nostri comportamenti alimentari cambiano. Così accade che ciò che era la fisionomia della Grande Distribuzione a livello Mondiale, Europeo e Nazionale sta subendo, e continuerà a subire, cambiamenti più netti rispetto a periodi di normalità; non si tratta di rivoluzioni, però nella crisi ci lasceranno “la pelle” numerose imprese di produzione, di servizi e di distribuzione, altre invero faranno la loro fortuna. Nei prossimi articoli GDONews espone una serie di situazioni esistenti nei Paesi Europei dove si troveranno delle caratteristiche comuni a tutti: da un lato il consumatore si rivolge sempre più al canale discount, dall’altro trova sempre di più una sua significativa ragione d’essere la Private Label. Queste due conseguenze sono, ovviamente, molto assimilabili come in un unico atteggiamento da parte del consumatore: il ritorno al rapporto diretto tra prodotto e consumatore medesimo, senza più mediazioni di marketing. E’ come se si chiudesse un ciclo iniziato negli anni ’60 ed esploso negli anni ’80 sino ai giorni nostri. Quel ciclo era basato sulla comunicazione, sulla pubblicità, sul bombardamento mediatico, ossia sui famosi “consigli per gli acquisti” che sino a poco tempo fa erano, almeno in Italia, molto più che consigli, erano MUST. Il prodotto unbranded era visto con estrema diffidenza dal consumatore, e per il Retailer era di conseguenza qualcosa di marginale su cui investire il giusto , cioè poco. Oggi la comunicazione, che ha un costo evidente e che è stato da sempre pagato dal consumatore, perché direttamente riversato sui costi del prodotto, non ha più la sua efficacia degli ultimi anni, ovviamente ne ha sempre molta, ma è indubbio che definitivamente è iniziato un nuovo moto, un nuovo ciclo, determinato dalla necessaria maturazione del consumatore, che si prende la responsabilità di valutare in termini qualitativi ciò che compra, come succedeva sino a quarant’anni fa. Di conseguenza il Retailer si è visto investito della responsabilità di dare certezza al suo consumatore, anzi di confermare la certezza allo Stesso, questa volta non più attraverso il rapporto qualità/prezzo dei Brand presenti nel suo assortimento, ma attraverso il prodotto Stesso. Il concetto di Store Loyalty si sta spostando verso una assimilazione con quello della Brand Loyalty, la valutazione dello Store (ad insegna X) si fa anche attraverso la valutazione che si fa dei prodotti a marchio X. E’ così interessante vedere come Mercadona in Spagna delista moltissime referenze branded per garantire al consumatore un risparmio evidente attraverso l’acquisto dei prodotti a proprio marchio, oppure come chi questo mestiere lo fa da sempre (i discount in generale) trovano finalmente il loro successo indiscusso, è sintomatica la dichiarazione delportavoce di LIDL Inghilterra Marco Ivone che ha dichiarato: “Se guardate i nostri parcheggi ora vedrete Mercedes, BMW e Audi, che non avreste mai visto 10 anni fa.”

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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