La lobby delle Farmacie era alla riscossa, la minaccia della perdita di un fatturato consistente era alle porte; dichiarazioni di guerra e possibili ripercussioni erano all’ordine del giorno. Proclami di rivoluzioni in atto arrivavano, da parte degli operatori della Gdo, davanti alla possibilità di gestire anche il business delle parafarmacie; insomma molto rumore circondò l’argomento sino all’entrata in vigore della legge. Si era detto tutto il possibile ed il conoscibile ,il settore si era analizzato in lungo ed in largo, le differenti modalità di applicazione nel resto d’Europa, i progetti degli operatori italiani erano da tempo pronti al via. Di tutto quel vociare, agli inizi del 2009 le conclusioni che si possono trarre sono le seguenti: i progetti della Gdo si sono arenati molto velocemente, lo sviluppo pianificato dei corner salute si è congelato, i fatturati suppostamente erodibili alle farmacie non ci sono stati nella pratica dei fatti, i progetti di Private Label sulla categoria tanto decantati hanno trovato applicazione in un solo prodotto della Coop (la famosa aspirina Coop) e nulla di più, i prezzi si sono abbassati nei corner degli Iper senza influenzare più di tanto il mercato. Cosa è successo? Ciò che era prevedibile, cioè che i costi di personale previsti per l’applicazione del progetto non sono sostenibili dai fatturati ottenibili dai corner. Infatti IRI ci dice che le vendite dei farmaci senza obbligo di ricetta nell’anno 2008 sono state effettuate al 95,5% dalle farmacie tradizionali, la Gdo occupa solo lo spazio dell’1,7% a volume ed il 2,2% a valore. Insomma un fiasco totale che sino ad oggi è imputabile probabilmente ai limiti che la vecchia legislazione aveva previsto per dare un colpo al cerchio (della Gdo) e l’altro alla grossa botte (delle farmacie), ossia dall’obbligo del presidio del farmacista. La nuova legislazione, invece che portare a compimento ciò che un mercato normale avrebbe previsto, ovvero la progressiva abolizione del presidio ed il conseguente passaggio dei farmaci dai corner ai banchi, come succede nella “sottosviluppata“ Inghilterra, si è preoccupata di tutelare ancora di più le rigide regole lobbistiche e fare un bel passo indietro. Nel dettaglio il ddl Gasparri/Tommassini n° 863 del 2008 prevede che “la distribuzione sul territorio delle specialità medicinali è riservata alle farmacie aperte al pubblico, come quelle dei presidi medico-chirurgici, prodotti sanitari, alimenti speciali e di ogni altro prodotto parafarmaceutico va riservata in via preferenziale alle farmacie” inoltre “il numero delle farmacie è stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 4000 abitanti. Nei centri abitati con popolazione residente superiore a 100.000, il numero delle autorizzazioni può essere aumentato del 10%”. Stranamente il ddl presenta anche una parte che stabilisce la possibilità della creazione di una nuova categoria di farmaci vendibili “senza obbligo di presenza di un farmacista”. Insomma ancora una volta il caos. In mezzo a tutto questo baillame di decreti e false partenze, il dott. Santaniello, responsabile di Coop Salute, davanti alla domanda su che cosa farà alla luce del ddl appena emesso, dichiara “ [..] continuiamo a muoverci secondo il dettami del ddl Bersani. E poi continuiamo a lavorare allo sviluppo del prodotto a marchio: abbiamo in lancio una seconda referenza, dopo l’aspirina, entro fine anno.”


Autore Autore:
Dott. Andrea Meneghini