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Unioncamere : negativi i dati di novembre e dicembre 2008

I dati le vendite nei supermercati e negli ipermercati confermano il calo dei consumi anche alimentari. Secondo l’indagine bimestrale novembre-dicembre 2008 effettuata da Unioncamere, sulla grande distribuzione organizzata, gli acquisti nei punti vendita sono scesi dell’0,2%, anche se i fatturati, complessivamente, hanno fatto registrare un aumento del 3,5 per cento. Frutto, però, spiegano, unicamente dell’aumento dei prezzi dei prodotti (+3,7% rispetto allo stesso periodo 2007). Insomma, il tradizionale incremento delle spese di fine anno non è riuscito a dare vigore alle vendite di iper e supermercati, penalizzate, soprattutto, dall’incertezza sui tempi della ripresa economica che fa tenere chiuso il portafoglio della spesa alle famiglie italiane o, quanto meno, aperto, ma in modo molto oculato.
Tuttavia, secondo il rapporto Unioncamere, i fatturati reggono, anche se non mancano eccezioni, specie al Sud. Sardegna (-0,3%), Basilicata e Calabria (entrambe, –2%), fanno registrare i risultati peggiori. A differenza, invece, della Campania, che segnala il tasso di incremento del fatturato più elevato nel bimestre (pari al 5.3 per cento). Nel complesso, i risultati migliori li fa registrare il Trentino Alto Adige (6,2%), mentre le altre regioni del Nord-Est mostrano tassi di incremento inferiori. Nel Veneto, per esempio, l’andamento tendenziale è pari all’1,8%, mentre in Emilia Romagna arriva al 2,6 per cento. La Lombardia, poi, è la regione che registra la minor crescita dell’aggregato complessivo (+1,6%) del Nord-Ovest. Ma oltre alle performance, più o meno positive, degli esercizi commerciali una buona notizia per i consumatori c’è. L’aumento dei prezzi registrato nell’ultimo bimestre 2008 (+3,7%) è inferiore di un punto rispetto al valore registrato nel bimestre precedente (+4,7 per cento). A diminuire, soprattutto, i prezzi nei reparti alimentari (da +5.2% a +4.1 per cento). Anche se la drogheria mostra, ancora una volta, l’incremento più elevato, superiore al 6 per cento. Colpa, principalmente, degli aumenti dei prezzi della pasta di semola (+26,6%), degli oli di semi (+24,3%), delle barrette di cioccolato (+7,7%) e dei biscotti (+7,3 per cento). Non mancano, però, prodotti che registrano variazioni negative anche se, spesso, tale performance è più legata alle promozioni commerciali del periodo natalizio che a cali di prezzo veri e propri. In diminuzione, poi, anche i prodotti freschi, con un rallentamento dei prezzi che fa segnare, a fine 2008, +2,1%, rispetto al +4% di settembre-ottobre 2008. In particolare, il costo di prodotti come burro e latte, fra i più rappresentativi del gruppo e che per primi avevano segnato variazioni in aumento, registrano delle diminuzioni (rispettivamente del -3,5% e 0,9 per cento). La crescita dei prezzi delle bevande si mantiene, invece, sopra il 3% tendenziale, con la vetta toccata dal vino comune italiano, che sale oltre il 9 per cento.

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