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Il Latte e la GDO: spunti di un convegno

A Cuneo, dai più definita come la roccaforte dello slow food, il consorzio per la tutela del latte crudo e la Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo hanno organizzato un convegno il cui tema principale ha riguardato la creazione di un legame diretto fra produzione e consumo alimentare, abbreviando la filiera della grande distribuzione e senza danneggiare la qualità del prodotto. Il problema che si pone mette a confronto, dunque filiera e non filiera: gdo e slow food. La questione latte, così come posta dal convegno, è importante ed è seguita con grande attenzione dagli esperti di settore perchè investe aspetti più generali che si contrappongono alle “politiche“ della grande distribuzione e pongono il consumatore su un piano ancor più privilegiato di quanto non lo sia stato in passato. Aspetti che ,come si sa, si riferiscono, da una parte, alla diminuzione del potere di acquisto del consumatore e dall’altra alla conseguente necessità del marketing della grande distribuzione di mutare le strategie di mercato per adeguarle ad una economia reale. Il prezzo dunque, non il marchio, diviene elemento di discriminazione primaria da parte del consumatore, che, in questa fase pone, ancora, un occhio di riguardo alla qualità e al tempo di acquisto; in sostanza è ancora in grado di scegliere. C’è da credere,a questo punto, che non tanto sul prezzo e sulla qualità si giocheranno i futuri delle due parti, qualità e prezzo sono oltretutto istituzionalmente tutelati , ma sulla fidelity. La domanda che ne consegue è: quam prodest? Quanto giova?

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