GDO News
Nessun commento

Private Label: la quota mercato Italia sale a 15,2%

Gennaio è, ormai da anni, il mese della fiera della Marca, peraltro da due anni concomitante con il Macef di Milano. E’ una Fiera sempre più importante soprattutto per la massiccia presenza di una parte importantissima del Trade con i suoi Stand. Il motivo del successo è sicuramente dato dal fatto che la quota che la marca commerciale si sta ritagliando nelle vendite della GDO è sempre più rilevante e, nonostante una fortissima concentrazione della DO a discapito della GD (ovviamente paragonando l’Italia agli altri Paesi europei), siamo arrivati al 15,2% delle vendite nel periodo gennaio-agosto 2008. E’ un bel risultato considerando gli appena accennati presupposti e considerando che solo nell’ultimo anno l’incremento è stato interessante (nel 2007 era al 14,4%). Una delle ragioni di questa crescita è stata sicuramente la spinta inflattiva che ha caratterizzato tutto l’anno 2008 dopo anni di stagnazione soprattutto su alcune categorie importanti per la PL, ma anche per le strategie che si sono rese necessarie attraverso lo strumento della promozionalità dei prodotti a marca commerciale, allo scopo di dare una valida alternativa all’incremento, talvolta contestato, dei prodotti branded. All’inizio dello scorso anno fece scalpore in Francia la minaccia di delistamento che il gruppo Leclerc aveva avanzato contro aumenti di prezzi ad opera delle multinazionali che considerava sproporzionati. Poi, come spesso capita, non successe nulla, ma il fatto creò un casus belli. A novembre dello scorso anno fu Coop Italia, attraverso il suo Presidente Tassinari, a fare dichiarazioni alla stampa dove contestava gli aumenti imposti dalle multinazionali per -a suo dire- compensare i minori volumi e le minori performance delle industrie negli altri Paesi, sicuramente più strategici del nostro. Fu conseguenza di queste strategie anche la supposta motivazione con cui nacque la fine del rapporto tra Esselunga e la Centrale Esd, ovvero sul rinnovo Barilla (lo scriviamo con formula dubitativa non essendo stati presenti né avendo ricevuto comunicati ufficiali a sostegno di tale teoria). In ogni caso la realtà dei fatti ha rivelato che le strategie della GDO si sono spesso basate su un controllo dei prezzi dei prodotti a Private Label a bilanciamento dell’incremento dei prodotti Branded e conseguentemente per provare ad imporre al mercato prodotti in PL.

 

categoria

vendite a valore

trend 2008

% sulla categoria

verdure IV gamma

289.127

5,20%

54,40%

affettati

139.998

46,50%

24,40%

Latte UHT

126.828

23,60%

14,90%

Surgelati vegetali

124.621

10,70%

28,10%

Uova di gallina

115.699

14,50%

34,30%

Carta Igienica

111.609

6,70%

24,60%

Mozzarelle

108.321

22,80%

18,20%

Accessori Tavola usa e getta

105.438

2,70%

45,20%

Grana

94.691

18,70%

35,70%

Pasta di semola

92.031

46,30%

13,10%

totale

1.308.363

15%

28,10%

 

Nella tabella si possono vedere le prime 10 categorie della Private label ed il suo trend nell’anno 2008 sino ad Agosto. Salta all’occhio come al decimo posto ci sia la Pasta di semola, ovvero un prodotto considerato una religione per gli italiani e che ha subìto incrementi di listino spaventosi sino a settembre a causa dell’aumento della materia prima (aumento poi rientrato a dire il vero). La crescita nell’anno 2008 è stata del 46,3%, una enormità, le cui ragioni sono appunto attribuibili alla forte promozionalità ma anche (e soprattutto) alla fiducia che i consumatori hanno riposto sul Trade in una categoria così delicata. Su queste strategie si è consolidato il prodotto a marchio Coop che nel primo trimestre dello scorso anno aveva dichiarato un incremento delle vendite dei prodotti a marchio del 14% raggiungendo una quota del 25%, cioè in linea con le medie europee. Questo significa che i momenti di contrazione delle vendite, come gli attuali, si confermano come i periodi dove le nuove strategie, se ben elaborate, possono portare a successi non sperati.

Dati dell'autore:
Ha scritto 759 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su