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Omniscom: La famiglia Tosolini vende

Il gruppo alto atesino Omniscom pare sia stato ceduto. In Selex questo presidio era utile a livello geografico, meno in termini strategici sui piani marketing. In ogni caso la catena consta di 17 Pdv “A&O” e “Famila” di dimensioni medie nei territori che vanno da nord di Verona sino al confine. Chi comprerebbe questi PdV? Nemmeno a domandarlo: Aspiag. Il gruppo Despar, che sta crescendo di cifre consistenti, dopo l’importante acquisizione dei “Pellicano” si impegna ad un ulteriore sforzo economico. La sua quota nel nord est si farà ancora più significativa.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

4 COMMENTI
  1. Carallo

    Secondo me l’acquisizione di Omniscom da parte di Aspiag sarà immediatamente bloccata dall’Antitrust. Aspiag in provincia di Bolzano ha già una quota superiore al 50%! Con i negozi di Omniscom andrebbe oltre il 60%, con Poli e Dao (Conad) a seguire con il 7 % circa del mercato a testa…

    In ogni caso due note su Omniscom: ha solo negozi a Bolzano ed è stata la prima azienda ad aprire un Famila in Italia.

  2. Informato

    I punti vendita piu’ rilevanti sono stati acquistati da Seven , alcuni minori da Aspiag ( non poteva essere diversamente perche’altrimenti interveniva l’antitrust nei confronti di Aspiag ).
    E comunque Aspiag non e’ proprio cosi entusiasta dell’acquisizione dei punti vendita Pellicano anzi……

  3. bene informato

    leggo i commenti su Omniscom che riportano alcune informazioni che vorrei correggere:
    1) il primo Famila venne inaugurato a bolzano in Via galvani nel 1984 non da Omniscom ma dal Consorzio Maxi della famiglia Podini; successivamente alla cessione della società al gruppo Aspiag avvenuta nel 1989 il Famila di Via Galvani e quello di Via Roma a Merano, inaugurato qualche anno dopo, si trasformarono in Eurospar; L’eurospar di Via roma a Merano lo scorso anno 2008 è stato trasformato in Interspar.
    2) l’operazione di cessione della Società Omniscom al Gruppo Aspiag che ha avuto come partner il Gruppo Poli di Trento è avvenuta a seguito delle sopravvenute difficoltà del Gruppo Tosolini nel mondo dell’ edilizia e dalla necessità di azzerare le perdite che Omniscom aveva accumulato nel corso degli ultimi 10 anni, a causa anche di sfortunate acquisizioni e errori strategici di valutazione dei mercati.
    Qualche esempio: acquisizione di 12 piccoli market a marchio Meinl dei quali ad oggi solo uno è rimasto aperto;l’ex standa di Bolzano la cui area non food è stata gestita da Omniscom con il marchio Omnis con perdite enormi; la dissaventura Omnis di Merano, Bressanone e Trento aperte e chiuse nel giro di qualche anno; il grave errore di aprire un Famila a Brunico solo per dare fastidio ad Aspiag.

    La strategia di Aspiag in questo contesto è chiara: ha messo le mani e l’opzione sui due costruendi Famila di Merano che dovrebbero vedere la luce nel 2010 e sul costruendo Famila di Laives(Bz).
    Ma è proprio il Famila di Brunico, a detta dei bene informati, la chiave di lettura di questo affare; poichè non vi sono licenze commerciali disponibili sul mercato, ed avendo l’Interspar di Brunico problemi con le superfici di vendita, ecco che il famila di brunico dei tosolini con la sua licenza …che verrà sicuramnte spostata diventerà utile per sistemare definitivamente la superficie dell’Interspar.

    3) il Gruppo Poli chiamato da Aspiag come partner,coglie un importante successo di affermazione sul territorio della provincia di Bolzano solo marginalmente occupato ad oggi con 6 strutture di vendita a marchio Poli.
    L’impossibilità di Aspiag di prendersi tutta la torta di omniscom (antitrust) ha consentito al gruppo Poli di aggiungere con i Pv acquisiti circa 40 milioni di euro al suo fatturato.

  4. michele riglione

    Sono un ex dipendente famila , e ho visto come chi non posso fare nomi ha ridotto la NOSTRA azienda. Investimenti assurdi , i pochi soldi che circolavano venivano sialacquati in operazioni ridicole e intascati dai soliti furbi , con la scusa della qualità pensavano di tenere prezzi impossibili .La clientela è presto scomparsa , e la cosa più ridicola e che obbligavano noi dipendenti a corsi per migliorare il rapporto con il cliente .
    La colpa di tutto però non può essere forse solo attribuita alla incompetenza dei nostri ex DIRIGENTI , la Provincia deve prendersi le sue responsabilità. Se non fosse per l’aniti trast avrebbe consegnato tutto il mercato del settore alimentare all’ASPIAG ,che è solo un piccola catena DESPAR.
    Sappiamo tutti le dimensioni di queto colosso degli alimentari , e dicerto una piccola azienda come l’OMNISCOM non sarebbe mai potuta essere concorrenziale. Mi sono chiesto perchè la Provincia non permetta , anche l’ingresso di grandi catene Italiane , come la COOP o l’AUCHAN per fare degli esempi.Questa non concorrenza permette al DESPAR catena TEDESCA di fare il suo SPORCO GIOCO , mettere i prezzi che vuole, che qui in Provincia di Bolzano hanno raggiunto la vetta dell’Europa intera. Tutti soldi che in qualche modo escono dall’Italia , ma se la Provincia lo permette , vuole dire che forse questi soldi passano anche per di là.

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