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Furti: aumenta l’incidenza nella GDO Europea

Lamette da barba e cartucce d’inchiostro per stampanti i prodotti più rubati. Poi cosmetici, vini e superalcolici. Ma a crescere di più nell’ultimo anno sono soprattutto i furti di capi d’abbigliamento e prodotti alimentari freschi, come se rincari e crisi avessero aumentato la tentazione di non pagare prodotti di prima necessità. Il danno per negozi e grande distribuzione italiani è di 3 miliardi di euro, più 4% in un anno, secondo i dati della società leader della sicurezza antitaccheggio riportati dal Sole 24 ore. Siamo a metà classifica della spesa disonesta in Europa. Francia, Belgio e Lussemburgo sono i tre paesi dove si ruba di più. Germania, Austria e Svizzera quelli dove si ruba meno.
I professionisti agiscono in modo organizzato, fanno visita soprattutto ai centri commerciali puntando a lusso e tecnologia da rivendere al 30% del valore. Gli occasionali – che rubano cosmetici, biancheria intima e alcolici – sono per la maggior parte donne di età compresa tra i 30 e i 45 anni. Tra gli occasionali c’è anche chi ruba per necessità. Maldestri e consapevoli del gesto immorale, rubano la merce meno costosa. I trucchi adottati per il furto vanno dal cambio di confezione al salto della cassa non presidiata. Ma ci sono anche casi di bande specializzate nel clonare i codici di sicurezza per renderli innocui e quelli di dipendenti infedeli complici dei ladri.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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