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Parafarmacie: qual è il vero business?

Si parlava tanto della paura che poteva destare la parafarmacia all’interno della GDO, invece l’effetto più profondo si è avuto nell’apertura di parafarmacie fuori dai contesti della GDO. Infatti il boom delle aperture ha riguardato molto di più le parafarmacie che i corner della grande distribuzione. Le parafarmacie prevalgono al Sud, con il 41%, mentre i corner sono per il 70% al Nord. Sul fronte dei prezzi, i maggiori sconti si hanno nei corner della grande distribuzione, dove il prezzo medio dei farmaci è di 5,04 euro, che sale a 6,3 nelle farmacie tradizionali. In rapporto agli sconti, la grande distribuzione pratica circa il 20% di riduzione mentre gli altri canali il 10%. Stabile, invece, il numero delle confezioni di farmaci per auto-cura venduti annualmente. Gli italiani tendono ad acquistare medicinali contro i disturbi respiratori in farmacia, quelli per la cura dei dolori e delle malattie dell’apparato digerente soprattutto nei corner aperti nei grandi ipermercati, mentre i prodotti dermatologici sono più venduti nelle parafarmacie.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

81 COMMENTI
  1. Leonardo Marchitto

    Le scrivo riferendomi ai dati presentati oggi dall’Anifa che annualmente presenta “L’osservatorio sull’automedicazione 2008”.
    Quello che emerge è che a soli due anni il “fuori farmacia” si è già conquistato già il 5,5 % del mercato con un piccolo sorpasso delle parafarmacie indipendenti (oggi: 3,2% nel 2007 1,4%) rispetto ai corner salute della GDO (oggi 2,3% 2007: 2,1%) sorpasso fisiologico se si considera che il numero delle prime è notevolemente superiore ai corner GDO.
    Altra indicazione è che ormai il paventato “consumismo farmaceutico” paventato da alcuni settori contrari alla riforma Bersani non c’è stato, sintomo che la stessa ha colpito nel segno: i prezzi sono diminuiti, le persone dopo le prime curiosità si sono fidate, l’affidabilità del servizio è stata garantita. Non è irrazionale dire che forse quella dei farmaci senza ricetta fuori dalla farmacia ( e direi io con il farmacista) è una di quelle che ha funzionato.
    Quello che servirebbe ora è rafforzare il “canale parafarmacie” (indipendenti e corner) per farlo crescere e diventare un competitor valido verso quello tradizionale delle farmacie.
    Quindi diciamo così, dopo i primi entusiasmi e le tendenze positive ( incremento di quote di mercato) occorre analizzare le linee di fondo per consolidare tale canale con giovamento di tutti: aziende farmaceutiche, GDO, parafarmacie.
    Per fare questo però occorre capire che cosa vuole il cliente, e in questo caso una ricerca condotta dal Censis nel 2007, cioè qualche tempo dopo la riforma Bersani, è sicuramente utile, vediamo i dati significativi
    a) il 61 % dei cittadini intervistati ritiene che vendere farmaci OTC in luoghi diversi dalle farmacie sia una scelta condivisibile;
    b) l’81% degli intervistati sostiene che gli OTC non devono essere venduti senza che vi sia un farmacista capace di dare i consigli adeguati
    c) oltre il 60% degli intervistati pensa che nei canali alternativi (parafarmacie/corner) debba essere garantita un’offerta di prodotti simile a quella delle farmacie
    d) il farmaco non può essere assimilato ad altri prodotti di mass-market
    In base a tali risultati le azioni più adeguate per sostenere il nuovo canale dovrebbero essere:
    1)occorre aumentare il numero di specialità farmaceutiche vendibili nelle parafarmacie/corner. (risposta alle esigenze dei punti ai punti a,c)
    A tale proposito il tentativo di concedere la fascia C ( presente nella terza lenzuolata Bersani) è fallito perché in Italia, nell’attuale situazione di interessi cristallizzati, rompere il legame ricetta – farmacia è poco fattibile. Mentre è più realistico seguire quello che l’ANIFA propone ormai da molti anni e che ormai è maturo (come dimostrava l’emendamento Banti alla terza lenzuolata) effettuare lo switch di farmaci che all’estero (UK,Olanda,Svezia,Francia ec….) sono già venduti senza ricetta altrimenti bisognerebbe dimostrare che britannici, olandesi e francesi hanno una fisiologia diversa dagli italiani.

    2)riorganizzare e qualificare sempre più le parafarmacie e i corner secondo quello che richiedono i clienti (risposta alle esigenze dei punti ai punti b,d)
    Domandiamoci: la liberalizzazione Bersani avrebbe avuto successo ( ci sono dati che lo dimostrano) se nei punti vendita non fosse stato presente il farmacista? Direi di no.
    Per questo motivo tale presenza dovrà essere garantita in futuro, se si vuole far crescere il canale alternativo a livelli europei ( es.in Olanda circa il 70 % dei farmaci senza ricetta è venduto in canali alternativi alle farmacie). facendolo diventare così sempre più remunerativo.
    Ovviamente, come chiedono alcuni settori della distribuzione con logiche differenti dalle parafarmacie indipendenti, nei corner la presenza potrà essere rimodulata nella modalità (farmacista supervisore invece che farmacista a presenza continuata) ma non va sperperato il vantaggio competitivo che la presenza del laureato in farmacia ha per lo sviluppo del canale parafarmacie. Quali vantaggi?
    a) garanzia che l’operazione di switch di specialità ora a ricetta continui e vengano resi disponibili in futuro maggiori specialità come OTC
    b) ancoraggio dei farmaci SOP (a libera vendita ma non pubblicizzabili al pubblico) ai corner/parafarmacie. Senza farmacista, le aziende sarebbero tentate di richiedere una distribuzione selettiva solo a punti vendita con i laureati. La stessa considerazione va fatta per le aziende con brand più noti. Si tenga contro infine che in molti casi la classificazione come SOP è una sorta di anticamera per molti futuri OTC
    c) perdita del mercato dei prodotti omeopatici (ancora limitato, ma con grosso potenziale come per tutti i “metodi di cura dolci” ) dato che, per le particolarità di tale terapia, non sono presenti i fogli illustrativi in tali prodotti e quindi il farmacista offre sicuramente un apporto determinante per l’uso corretto e l’acquisto del prodotto.

    E’chiaro quindi che le proposte di eliminazione del farmacista dai punti vendita in questione (ministro Sacconi e alcuni sottosegretari di stato, recenti proposte dei titolari di farmacia, alcuni settori della GDO) risulterebbero una vera “polpetta avvelenata” per il canale parafarmacia/corner a fronte del guadagno immediato (riduzione di costi del personale) si perde in prospettiva “la ciccia” dell’allargamento dei farmaci vendibili nel canale, con un progressivo inaridimento di un settore promettente e di un cambiamento reale nella distribuzione del farmaco
    Questo ha dato in questi anni un reale beneficio (sconti, servizi) ai clienti ai clienti, cioè quello che conta realmente per lo sviluppo di un’azienda commerciale a dispetto degli interessi consolidati e alla poca voglia di essere competitivi.

    Leonardo Marchitto
    FEF Marche
    ParfaramaciaMarche

  2. massimo di padova

    Sono d’accordo con il Dottore Marchitto.Senza i farmacisti come poteva decollare il settore del farmaco da banco nei mass market?Dove sono le competenze?Solo con i farmacisti e con il loro consiglio la GDO puo’ avere quei risultati molto buoni ma possibili di ulteriori miglioramenti (misurazione della pressione-gia’ si fa’ negli Auchan-,pesata con consigli su una corretta alimentazione,omeopatia e fitoterapia,erboristeria).Siamo solo all’inizio e gia’ il fatto che i titolari di farmacia siano d’accordo sull’eliminazione del farmacista dal corner dovrebbe metter una pulce nell’orecchio ai maneger della GDO,non vi sembra?

  3. Leonardo Marchitto

    I produttori di farmaci(ANIFA):“medico e farmacista utili per la diffusione della cultura dell’automedicazione”

    “…..Il medico, sempre più consapevole del proprio ruolo professionale, e il farmacista, impegnato a sviluppare un servizio ad alto valore aggiunto, restano, a nostro avviso, i punti di riferimento privilegiati per la dispensazione dei farmaci e, in questo senso, il nuovo scenario rappresenta un’occasione da cogliere per rilanciare quello spirito di collaborazione indispensabile per l’implementazione di un nuovo approccio al farmaco senza obbligo di prescrizione…..”.

    Con questa affermazione presente nel comunicato stampa relativo alla presentazione dell’Osservatorio 2008 sull’ automedicazione i produttori di medicinali da banco dicono la loro in modo autorevole e chiaro.

    La centralità dei professionisti (medici e farmacisti) quali figure cardine per la consulenza nell’uso dei medicinali senza ricetta risulta in questo modo ribadita ancora una volta da recenti ricerche.
    E’significativa l’indicazione del professionista e non del luogo dove avviene la consulenza (non si parla di farmacia ne di studio medico infatti) chiaro sintomo che una visione moderna del mercato farmaceutico nell’ OTC necessita di figure esperte per un reale successo.

    Tale considerazione è avvalorata da un altro dato che emerge dalla ricerca effettuata e cioè “Più del 70 % del pubblico italiano è interessato ad accrescere il proprio bagaglio informativo con finalità chiaramente orientate a incrementare la propria competenza nella gestione dell’automedicazione…”
    Ora domandiamoci quale può esssere il luogo elettivo oltre dove è possibile incrementare questo bagaglio informativo che chiede il pubblico?
    Ovvio: un negozio specializzato nella vendita di farmaci senza ricetta e cioè le parafarmacie e i corner GDO.

    E’ chiaro che le affermazioni dell’ANIFA prima citate aprono di fatto alla richiesta di distribuzione più o meno selettiva di SOP e OTC solo ai punti vendita con personale esperto (il farmacista).
    Chi lavora nel campo farmaceutico (gli industriali del farmaco ad esempio) sa perfettamente che questo mercato non è esattamente come quello alimentare…..non si potrà mai indurre un consumismo di farmaci…l’istinto personale lo impedisce.
    Forse si potranno buttare farmaci che non si pagano…ma quelli che si pagano sicuramente no.
    Per questo paradossalmente la gente pretende di sapere di più sull’ OTC (dato che in parte protagonista nella scelta rispetto al farmaco da prescrizione dove tutto è delegato al medico…….” tanto ci pensa lui…”
    LA GDO è consapevole di ciò?

    Che senso ha, se non quello del bieco interesse immediato e spiccio, eliminare il farmacista dalle parafarmacie/corner GDO?

    Leonardo Marchitto
    FEF Marche ParafarmaciaMarche

  4. angela monaco

    Anche io sono una parafarmacista perche’da circa due mesi ho aperto una parafarmacia in provincia di Caserta e quindi condivido pienamente quanto scritto dal collega Marchitto.La nostra situazione e’veramente tragica e ridicola e spero proprio che ci sia data presto la possibilita’ di dispensare la fascia c.L’unione fa la forza contattatemi per qualsiasi tipo di iniziativa.

  5. pia ferraioli

    sono una ex farmacista perchè da quando un anno fa ho aperto una parafarmacia in provincia di napoli sono una parafarmacista visto che non sono piu in grado di spedire una ricetta bianca.Ha ragione la dottoressa Angela Monaco l’unione fa la forza e noi dobbiamo unirci e lottare perchè ormai siamo una realta ma per molti e sopratutto per lo stato noi siamo invisibili tranne quando si tratta di pagare ENPAF
    tasse ecc

  6. ADELE

    e’ SEMPLICEMENTE RIDICOLO E SCANDALOSO QUELLO CHE STA SUCCEDENDO, IL TUTTO A DANNO DEI GIOVANI FARMACISTI E PER TUTELARE LE CASTE DELLE FARMACIE E DELLA GDO.

    OK ORGANIZZIAMOCI PER PROTESTARE IN MODO FORTE PRESSO QUESTE LOBBY E CHI LE RAPPRESENTA.

  7. Leonardo Marchitto

    Sacconi il liberista sfrenato: ministro del lavoro che vuole far licenziare i giovani farmacisti dei supermercati e parafarmacie .

    Il ministro del walfare (cioè della salute e del lavoro) Sacconi continua a dimostrare di essere un politico tutto particolare, dopo essere stato molto criticato per la norma che crea difficoltà ai lavoratori precari continua con gaffes strambe anche nel mondo farmaceutico. Dopo essere intervenuto al Senato selle linee generali di politica sanitaria e confermato il ruolo del farmacista nella sanità italiana ha commentato alla stampa “sui farmaci da banco piu’ che un passo indietro potrebbe esserci un passo avanti, per esempio serve proprio il farmacista?”

    La leggerezza dell’affermazione mostra l’assoluta mancanza di conoscenza del settore farmaceutico in Italia.

    Il ministro probabilmente non sa che la Carta del Farmaco http://www.cartadelfarmaco.it (sottoscritta da docenti universitari presidenti di ordini professionali ed autorità scientifiche che operano a contatto anche del suo ministero) al punto 4 del decalogo riporta:

    IV (il farmaco)….è un prodotto ad altissima specificità composto da due parti inscindibili: quella sostanziale, rappresentata dal principio attivo in esso contenuto; quella formale, altrettanto necessaria, costituita dal complesso di informazioni, indicazioni, avvertenze e consigli per l’impiego forniti dalle aziende che lo producono, dalle autorità sanitarie che lo autorizzano, dai medici che lo prescrivono e dai farmacisti che lo dispensano. ”

    Forse per lui i medicinali senza ricetta(OTC/SOP) sono prodotti da mettere su uno scaffale e basta o caramelle da assumere quando sembra opportuno al cliente senza un consiglio….

    Ma se sul campo della sanità il ministro deraglia è sul settore lavoro del suo complesso ministero che va fuori di ogni regola, se si mette in dubbio la necessità del farmacista nei supermercati e parafarmacie chi andrà a dire ai circa mille giovani farmacisti che con la legge Bersani hanno trovato lavoro nei supermercati che è il ministro del lavoro stesso che stà tramando per farli licenziare?

    Ma i giovani farmacisti dei supermercati sono carne da macello la offrire all’accordo scellerato Federfarma-Coop per l’eliminazione del farmacista nei supermercati?

    Ah a proposito…ma la Coop non era una cooperativa di sinistra e il ministro Sacconi non ha passate esperienze socialiste?

  8. Maria Rita Villivà

    Sono una FARMACISTA da quasi 30 anni , e non perchè da qualche mese ho aperto una parafarmacia, mi considero una Parafarmacista, spero che al più presto ci permettano di vendere i farmaci di fascia C ; nella mia zona le richieste sono moltissime ( e ci sono due sole farmacie e pure distanti),( a volte in farmacia le ricette neanche le chiedono!).Non sarebbe il caso di fare una raccolta di firme dei pazienti?Dopo tutti gli incartamenti che abbiamo dovuto presentare per poter aprire l’esercizio di vicinato….mi pare che siamo super controllati da ASL, Ministero della salute,Nas, Comune, Regione , organi di polizia municipale ,tracciabilità del farmaco ecc…:senza Codice Univoco non posssiamo nè fare ordine nè vendere farmaci. Io non credo che alcuni tiolari di farmacia siano più in grado di me nel dispensare i farmaci di qualunque classe….. e poi mi è venuto un dubbio , chi possiede un dispensario farmaceutico dispensa solo sop e otc ?mah!

  9. lollo

    Il presente governo come nella sua precedente esperienza si mostra per quello che è…..un agglomerato di lobby che, sotto il manto del libero mercato, altro non fa se non proteggere i propri scandalosi , insostenibili e anacronistici interessi.
    Spiace davvero che il Presidente Berlusconi(a cui mi rivolgo con vera stima)
    siail rappresentante di maggior rilievo in una simile deprecabile situazione e spiace che una certa area del pdl , da sempre tronfia nel proclamarsi sociale ,faccia uscire certe proposte di legge……..
    A chi giova? SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A FEDERFARMA!!!
    Certo l’appoggio scellerato delle coop non è di poco conto, ma per esperienza indiretta e diretta posso dire che la gdo italiana non gode del beneficio della lungimiranza.
    Se la legge passa i risultati saranno ovvi:
    centinaia di giovani farmacisti a casa
    vallo atlantico intorno alle farmacie tradizionali
    crollo dei corner in fatturato in tempi medio-brevi
    esercizi di vicinato con l’acqua alla gola (a proposito ma nessuno ha ancora fatto una richiesta di costituzionalità per l’ENPAF piena fatta pagare a questi poveri diavoli titolari di parafarmacia?)
    Io lavoro nella gdo come farmacista,il mio stipendio medio si aggira sui 1400-1500 euro mensili(anche di più spesso)
    ottimi risultati lavorativi, tempo indeterminato, vita ritrovata dopo le pessime esperienze in farmacie classiche,
    rapporto con i pazienti eccellente, stima reciproca.
    Grazie Sacconi, mi mancavano i 1200 mensili a full-time, il fiato sul collo di titolari che il codice deontologico lo usano come carta riciclata per i fax,mi mancavano gli straordinari non pagati(il nuovo contratto nazionale ne mette un tot “forfettari”),mi mancavano i corsi ecm obbligatori a mio proprio carico (Sirchia, Sirchia…….),mi mancavano i permessi ferie scelti dal titolare, mi mancava il fatto di non essere padrone del mio proprio destino dopo averpagato migliaia di euro in studi ed essermi laureato brillantemente,mentre certi somari sono in viaggio perenne alle Maldive perchè il “papyè titolare da 24 generazioni, mi
    mancavano le sparate sul libero mercato e le levate di scudi a favore di VAMPIRI che stanno cannibalizzando un Paese che per capacità del singolo e presenza di cervelli pensanti potrebbe essere un faro dell’Umanità,mi mancava il buio del Medioevo, splendivo periodo di corveè e feudi,mi mancavano le torme di ragazzi neolaureati con un ampio ventaglio di scelte lavorative(“commesso” in farmacia o “rappresentante”)ed uno splendido futuro alle proprie spalle,ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, che bellezza……
    MA CARE LE MIE FACCE DA KAFKA IO QUI LO GRIDO E QUI LO GIURO:
    piuttosto che tornare a fare quella vita da schiavo butterò la mia laurea e il mio esame di stato nel water e mi darò a fare altro….il mondo è grande,la mente di alcuni(molti)troppo angusta:è la tragedia dell’essere umano……
    Cari colleghi che avete con forza e passione aderito a questa vera eversione che è stata la liberalizzazzione lasciate stare referendum(tanto il 99% del popolo neanche sa di cosa sista parlando), lasciate perdere lettere a politici o istituzioni(non hanno tempo e tanti neanche volontà), non esultate se la ue abolirà la pianta organica (cosa inutile e pericolosissima), non invocate il rirorno della sinistra , poichè la cara Livia Turco è stata il nostro vero fardello (se quella era riformista io sono il Mao della rivoluzione culturale).
    Cambiare tutto affinchè nulla cambi, vero Sacconi?vero Gasparri?
    Non cambiare nulla perchè dopo il ’68 tutto deve restare cristallizzato per nostalgia o incapacità vero Livia? vero Bertinotti?vero Sinistra delle mie…….?
    Non credo che un simile obbrobbrio economico e sociale verrà approvato, tuttavia il fatto che sia stato presentato è già un notevole segnale di decadenza (nel senso nietschiano del termine)
    Al termine di questo lungo sfogo vorrei rivolgere una sola domanda al Presidente Berlusconi:
    Se ai tempi per difendere la R.A.I. monopolista le avessero fatto una legge del genere e non avesse avuto dalla sua un notevole sostegno popolare lei adesso dove sarebbe?
    cordiali saluti

  10. angela monaco

    Sono d’accordo con la collega Villiva’,raccogliamo le firme dei nostri clienti,per chiedere la dispensazione dei farmaci di fascia c.Organizziamo una petizione popolare,contattiamo un notaio e sensibilizziamo l’opinione pubblica.Leonardo pensi che sia possibile avviare cio’?hiaramente senza tralasciare le altre iniziative che tu stai portando avanti.

  11. Leonardo Marchitto

    Farmaci senza farmacista, pdl Gasparri-Tomassini: “supermonopolio” per farmacie, iperliberismo per i farmacisti rurali, caos per la distribuzione intermedia. Passaggio dai farmaci senza ricetta ai “farmaci da drogheria” (……pigliate tre pastiglie… pigliate tutta a scatola …siente a mme …)”

    In fondo c’era d’aspettarselo se il ministro della Salute e Walfare Sacconi dice che “ non vede la necessità della presenza del farmacista nella distribuzione dei farmaci da banco” (alla faccia di quelli che studiano e insegnano nelle facoltà di Farmacia) qualcuno doveva pur tramutare in progetto di legge questa idea diciamo così “strana”.

    L’accoppiata è composta da due senatori del PDL Gasparri e Tomassini (presidente della commissione Sanità Senato) che hanno presentato il pdl “ disposizioni…normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell’esercizio farmaceutico ” n° 863 del 1° luglio 2008.

    Si tratta di 9 articoli, molto sibillini in pieno stile prima repubblica e forse frutto di accordi sottobanco tra GDO e Federfarma, con il silenzio complice della FOFI.

    Gli articoli sono tutti indirizzati a:

    1. rafforzare il monopolio delle farmacie sui farmaci, presidi e prodotti sanitari

    2. eliminare lentamente le parafarmacie, permettendo la vendita di farmaci senza ricetta anche in assenza del farmacista e di conseguenza mettere in difficoltà le farmacie rurali che sarebbero le più vulnerabili all’attacco di tabaccherie, spacci alimentari, bar, edicole……..

    Ma vediamo nello specifico quali sono gli strumenti ipotizzati per l’attuazione di questo obiettivo.

    1) Rafforzamento del monopolio delle farmacie su farmaci e prodotti sanitari

    L’articolo 1 comma 1 parla chiaro “ …..la distribuzione sul territorio delle specialità medicinali è riservata alle farmacie aperte al pubblico……” cioè si ribadisce il monopolio tranne per i farmaci SOP e OTC (si veda il punto 2 successivo)

    Il comma 2 dello stesso articolo crea la prima parte del “supermonopolio” per le farmacie e cioè “…la distribuzione dei presidi medico- chirurgici, prodotti sanitari, alimenti speciali e di ogni altro prodotto parafarmaceutico…. (che non hanno bisogno di ricetta medica in quanto non farmaci , per giustificarne l’erogazione da parte del SSN ..ndr) …. è riservata in via preferenziale alle farmacie……”

    Ma perché? Quale è l’esigenza “sanitaria” di questo ulteriore supermonopolio?

    Perchè non porre sullo stesso piano anche gli altri esercizi commerciali e parafarmacie da convenzionare con il SSN, come hanno già fatto per i prodotti per celiaci le regioni Campania, Emilia-Romagna, Friuli ed Umbria ?

    Vediamo la seconda parte del “supermonopolio”

    L’articolo 1 comma 11 punto a) dice “ ..il numero delle farmacie è stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 4000 abitanti………….nei centri abitati con popolazione residente superiore al 100.000 il numero delle autorizzazioni può essere aumentato del 10 %……….le regioni possono emanare norme che prevedano, per il 10 % delle farmacie istituite in deroga ai criteri di revisione ordinaria…….…il collocamento delle farmacie all’interno di grandi strutture commerciali con superfice di vendita superiore ai 10000 metri quadrati o con affluenza media superiore alle 5000 unità giornaliere…….”

    Considerazioni:

    a) norme farraginose quelle proposte, che ritoccano solo di poco la pianta organica in vigore (una farmacia ogni 5000 per comuni fino a 12.500 abitanti, per il resto una farmacia ogni 4000 abitanti) generano burocrazie regionali e una montagna di ricorsi, sospensive….. tanto che sono frequenti le sanatorie e il blocco ormai sistematico delle procedure di concorso per nuove farmacie………proprio quello che serve per garantire nei fatti il supermonopolio.

    b) la frammentarietà delle norme proposte continua con la parte finale del comma 11 punto a)… vediamo in pratica come funzionerebbe il meccanismo aggiuntivo del 10 % di farmacie suppletive da aprire anche nei centri commerciali con superficie superiore a 10000 metri quadri.

    Dal sito http://www.federdistribuzione.it che raggruppa le maggiori aziende della GDO si apprende che al 2007 in Italia sono presenti circa 112 ipermercati (con superficie superiore a 8000 metri quadri) quindi di cosa si parla? Praticamente di nulla…………… è una norma che non ha attinenza con la realtà delle cose, puro esercizio teorico, fumo negli occhi da esibire come concessioni “liberali” ai non esperti di settore farmaceutico e “far finta di cambiare tutto per non cambiare nulla”……

    Anche se si volesse indicare in 8000 metri quadri il limite per l’istituzione di nuove farmacie nei centri commerciali…si tratterebbe alla fine di istituire farmacie (dopo trafila di leggi e delibere regionali) in una parte dei 112 ipermercati …( forse 20- 30 farmacie negli iper in tutta Italia !)

    Come e chi definisce un “…affluenza media superiore alle 5000 unità giornaliere….” in un ipermercato? Lo misurano i funzionari delle ASL?

    Continuiamo con la descrizione della terza parte del supermonopolio: il rafforzamento del criterio geografico della distribuzione territoriale a favore delle farmacie già aperte.

    L’articolo 1 comma 11 punto b) dice “…. .la distanza minima da soglia a soglia misurata tra la via pedonale più breve tra le farmacie di uno stesso comune non può essere inferiore a 500 metri………nei centri con popolazione residente superiore ai 100.000 abitanti può essere ridotta sino a 300 metri……” (attualmente il limite è fissato a 200 metri o a 3000 metri se la farmacia è stata aperta con il criterio della distanza)…..

    Una precisione maniacale, che a confronto i legislatori Bizantini erano dei campioni di liberalismo e semplicità……

    2) eliminare lentamente le parafarmacie e creare difficoltà ai farmacisti rurali, permettendo la vendita di farmaci senza ricetta anche in assenza del farmacista.

    L’articolo 1 comma 5 recita “…….per i farmaci non soggetti a prescrizione medica attualmente suddivisi in farmaci da banco (OTC) e farmaci senza obbligo di prescrizione (SOP) è prevista una ulteriore categoria che comprenda i farmaci previsti dal comma 6…….”

    Il comma 6 indica sostanzialmente le modalità con cui va definita la lista di questi fantomatici farmaci del comma 6 appunto (i farmaci da drogheria?)

    Il comma 6 continua “ ……possono essere venduti……….senza obbligo della presenza di un farmacista……”

    Un articolato iperliberista, senza senso, che ad un’analisi attenta determinerebbe nei fatti:

    a) il lento declino economico delle parafarmacie ma soprattutto l’erosione dei fatturati delle farmacie rurali già in difficoltà e più sensibili alla concorrenza di tabaccai (accoppiata farmaci-sigarette), edicole, spacci alimentari e bar (accoppiata farmaci-alcool, Happy hours “Alkaseltzer”? )

    b) grosse difficoltà, anzi caos totale, per la distribuzione intermedia dei medicinali, che si è appena riorganizzata per la distribuzione capillare e quotidiana a farmacie e parafarmacie e che dovrebbe servire, pena un probabile ricorso antitrust, anche la miriade di nuovi punti vendita prima citati. Una stima? I tabaccai in Italia sono circa 48000 (fonte FIT Federazione Italiana Tabaccai, http://www.tabaccai.it ) se si considera un 10 % dei negozi siamo già a 4800 potenziali punti vendita……se si sommano anche % minime ricavate per edicole, spacci alimentari e i bar……….ci sono i numeri per far collassare da un giorno all’altro la distribuzione intermedia dei farmaci che invece tende ad una semplificazione e standardizzazione massima.

    c) ultimo, ma non meno importante, acquisti di prodotti senza indicazioni e consigli di esperti per l’uso di farmaci, si consideri che nei farmaci da banco sono presenti prodotti a base di cortisonici, antibiotici, antimicotici, antivirali, spasmolitici, anestetici locali, prodotti per bambini e lattanti……cosa potranno rispondere i futuri venditori dei “farmaci da drogheria” ad una richiesta di modalità di assunzione dei farmaci che vendono?

    Forse risponderanno imitando Renato Carosone “…..pigliate ‘na pastiglia siente a mme …..,pigliate due pastiglie, pigliate tre pastiglie… pigliate tutta a scatola …siente a mme …..”

    Leonardo Marchitto

  12. BETTY

    Ciao, anche io sono una parafarmacista del Nord che lavora in un corner…Ho avuto io stessa la visita in negozio della “concorrenza” che indispettita mi ha detto “Ma che sconti fate? li facciamo più noi in farmacia che voi qui…”…l’uccellino in gabbia muore dalla rabbia…
    Più guadagnano i titolari e più farebbero qualsiaSI cosa per guadagnare sempre di più….basta solo vedere che vita e che stipendio danno ai loro dipendenti in farmacia per capire di che razza sono….
    Uniamoci contro questa casta di prepotenti!!!

  13. Paolo Greco

    E’ possibile reperire un elenco di contatti o un indirizzario dei circa 290 corner GDO presenti in Italia?

    Se si, come?

  14. angela monaco

    Leonardo(e tutti i colleghi interessati all argomento) leggi l’articolo di Italia Oggi,fallo conoscere a tutti e mobilitiamoci subito,perchè la situazione è MOLTO GRAVE é PREOCCUPANTE.

  15. angela monaco

    A tutti colleghi oggi sulla pagina iniziale di Virgilio e’ riportata l’iniziativa di legge proposta al senato.Attenzione vogliono ridurre ulteriormente la fetta di farmaci vendibili in parafarmacia questi significa una sola cosa:Dobbiamo chiudere.Dobbiamo al piu’presto Mobilitarci.Non facciamo passare la cosa sotto silenzio.Contattiamo le associazioni di consumatori e tutti quelli che ci possono aiutare.Fatemi sapere.

  16. M.Rita

    una informatrice mi ha dfetto che nei prossimi giorni a Roma davanti al ministero della sanità , ci sarà una manifestazione di farmacisti proprietari ,soci e dipendenti delle parafarmacie, ne sapete qualcosa?

  17. M.Rita

    una informatrice mi ha detto che nei prossimi giorni a Roma davanti al ministero della sanità , ci sarà una manifestazione di farmacisti proprietari ,soci e dipendenti delle parafarmacie, ne sapete qualcosa?

  18. angela monaco

    Un collega che fa parte dell ‘anpi mi ha detto che la manifestazione del 17 settembre a Roma e’ inutile perche’ non e’ in questo giorno che si discute di cio’ che ci interessa.E’importante la raccolta delle firme che entro fine mese dovranno essere spedite all’Anpi.Per scaricare il modulo bisogna andare sul sito:www.anpinet.com

  19. marghy

    certo che i farmacisti delle farmacie fra non molto si rivolgeranno pure al Papa per far si che le parafarmacie chiudano i battenti! I nostri politici farebbero bene a controllare tutte le farmacie , come si svolge il lavoro, quante volte vengono richieste le ricette laddove è necessario, quanti magazzinieri svolgono il compito dei farmacisti ecc..ecc.Chiedete loro se farebbero a meno delle convenzioni…..di corsa lo farebbero (visto dopo quanto tempo riprendono i soldi). I nostri politici si preoccupassero di far funzionare ASL e Ospedali, dove c’è veramente da piangere…………………….

  20. M.Rita

    Ma il disegno di legge 863, non fa riferimento alle parafarmacie, ,dice:che la distribuzionedelle specialità medicinali è riservata alle farmacie ……e che nel comma 5 saranno disponibili nei supermercati solo i farmaci non soggetti a prescrizione medica in confezione tale da poter essere venduta da chiunque (un po’ come era prima della legge Bersani) comunque speriamo che riflettano bene , le Parafarmacie sono gestite da professionisti farmacisti(cosa me l’hanno chiesto a fare nel modulo di richiesta per l’apertura , dove e come tengo i farmaci in parafarmacia? se poi ……

  21. enrico

    ma vi rendete conto…..parafarmacie no,
    …………………. farmaci ai supermercati no,
    ……..e poi si vendono i DISTRIBUTORI AUTOMATICI PER FARMACI
    e’ veramente ridicolo…………..,Ministro cosa ne pensa?

  22. lorenza

    se passa il disegno di legge ci cancelliamo dall’Ordine e dall’Enpaf , tanto a che servirebbe continuare a rimanerci scritti ? mettiano i distributori automatici per quei simil-farmaci e ci dedichiamo ad altre cose…….

  23. mattia

    se passa il disegno di legge ci cancelliamo dall’Ordine e dall’Enpaf , tanto a che servirebbe continuare a rimanerci scritti ? mettiano i distributori automatici per quei simil-farmaci e ci dedichiamo ad altre cose.

  24. lollo

    ma perchè , visto che dobbiamo protestare non lo facciamo per bene?
    perchè non richiediamo una raccolta firme parallela perun referendum (questo si he avrebbe seguito…) per l’aqolizione degli ordini professsionali?

  25. m.Rita

    esiste una locandina da esporre:Parafarmacie a rischio chiusura, con una firma aiutaci a non chiudere !!!!
    e dei moduli per la raccolta firme con un foglio dove è specificato a cosa servono; credo dall’ANPI si possa scaricare; mi hanno detto che occorono circa 1 milione di firme, se ci attiviamo tutti ce la possiamo fare; ma non so entro quando è possibile fare quasta raccolta. So che poi vanno inviate all’ANPI anche tramite fax.Fateci sapere cosa sapete in proposito .grazie.

  26. angela monaco

    A me e’ stato detto che le firme all’ANPI vanno inviate entro fine mese.Come ha detto M.Rita dobbiamo mobilitarci tutti ed essere compatti.

  27. m.Rita

    noi stiamo racc0gliendo le firme.
    come mai tv, giornali ecc ecc, non ne parlano?
    i grossisti , i rapèpresentanti delle varie aziende non ne sanno proprio niente, se le cose cele raccontiamo solo tra di noi , che cosa ce le raccontiamo a fare?

  28. Leonardo Marchitto

    Liberalizzazioni e parafarmacie: iradicali cambiano politica e appoggiano il ddl corporativo Gasparri Tomassini
    Lettera inviata a:
    Gentile Segretario e On e Senatori eletti del Partito Radicale in Parlamento,

    IL MNLF e la FEF nota che, i Radicali hanno cambiato politica, e i motivi li spiego in basso.
    La liberalizzazione in tema di farmaci da banco ( che ha fatto nascere le 2500 parafarmacie e con consistenti sconti sui medicinali fino al 30 %) è forse una delle poche liberalizzazioni che rimane ancora intatta, dopo che quella tassisti, della class action e altre sono state imbrigliate dal Governo in carica.

    Ancora per poco però, perche Gasparri –Tomassini del PDL in un ddl (disposizioni…normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell’esercizio farmaceutico ” n° 863 del 1° luglio 2008. vedi allegato) propongono in commissione Sanità Senato una norma che in breve vuole:
    1. rafforzare il monopolio delle farmacie sui farmaci, presidi e prodotti sanitari aumentando il numero dei farmaci di loro esclusività
    2. distruggere la concorrenza delle parafarmacie, permettendo la vendita di farmaci senza ricetta anche in assenza del farmacista che ( insieme alle farmacie rurali) sarebbero le più vulnerabili all’attacco di tabaccherie (accoppiata farmaci e fumo), spacci alimentari, bar (accoppiata farmaci ed alcool), edicole……..e contestualmente
    3) favorire il licenziamento dei circa 2500 farmacisti dipendenti della GDO che sommati alla chiusura delle parafaramcie indipendenti porterebbe la cifra degli “esuberi” a 5000 unità
    Ma la cosa più sorprendente è che, mentre Bersani e Bubbico in comunicati stampa e in TV ( dibattito a Ballarò trà Bersani-Gasparri) si sono dimostrati contro questo disegno iperliberista e corporativo La Senatrice Poretti ( vicina all’ADUC, eletta nel PD ma radicale e presente in commissione sanità senato) ha intenzione di appoggiare il ddl Gasparri-Tomassini…distruggendo il lavoro fatto da D’Elia.
    La stessa senatrice presenterebbe contestualemnte ( pannicello caldo) un progetto di legge che preveda la possibilità per le parafaramacie di vendere tutti i medicinali ….(cosa auspicabile, perché noi siamo per la libera professione) ma che nell’attuale situazione politica e di composizione della commissione Senato dove al PDL mancano uno o due voti per far approvare il progetto, risulta essere una mazzata reale per la sopravvivenza delle parafarmacie.
    Infatti sarà facile per il PDL( con l’aiuto dei Radicali) far passare il progetto Gasparri e poi bocciare sonoramente il secondo progetto( che non ha maggioranza) della Sen Poretti stessa.
    In bereve la Poretti rischia di essere il cavallo di troia per cui il PDL( appoggiato dai titolari di farmacia e con il silenzio colpevole della FOFI) vuole far approvare l’eliminazione delle parafarmacie in Italia
    Per questo vi chiedo di cambiare politica seguire la politica che D’Elia, Zamparutti e latri radicali hanno avuto fino a poco tempo fa.

    Dott. Leonardo Marchitto
    FEF – MNLF
    http//parafarmacianews.wordpress.com

    Dichiarazioni Poretti:dal sito ADUC 23-9-08 riportato anche da agenzie stampa

    Dopo il successo che la vendita di farmaci senza ricette sta avendo nelle parafarmacie e la sperimentazione sul campo, e’ evidente che per vendere questo tipo di medicinali la presenza del farmacista e’ inutile oltre che un ostacolo ai diritti dei consumatori. La diffusione dei farmaci da banco e’ limitata proprio per quei farmaci di piu’ frequente uso: perche’ non poter acquistare un farmaco a base di ibuprofene (contro il mal di testa) in una stazione di servizio lungo l’autostrada, che sicuramente non si attrezzera’ mai con un farmacista per avere un angolo con questi prodotti? In questo senso va parte del disegno di legge presentato dal sen. Maurizio Gasparri, che trova il nostro appoggio visto che si riferisce anche ad una proposta di legge che, nella passata legislatura, con la nostra collaborazione era stata presentato dal deputato Donatella Poretti e altri (1) e che in questi giorni ripresenteremo.
    La cosa importante, pero’, e’ non fermarsi a questi aggiustamenti della “rivoluzione Bersani” della scorsa legislatura, ma andare oltre, interpretando quelle che sono le esigenze dei consumatori, sempre piu’ consapevoli dopo questi primi anni di rodaggio del superamento del monopolio delle farmacie.
    Per questo, sempre con la sen. Donatella Poretti, stiamo preparando un disegno di legge che prevede la vendita di farmaci con ricetta anche nelle parafarmacie. Non si capisce perche’ la presenza di un farmacista non debba essere sufficiente a garantire l’erogazione di un prodotto con prescrizione; forse un farmacista e’ piu’ affidabile quando e’ in farmacia e non quando e’ in un altro tipo di presidio sanitario?
    Due provvedimenti che riteniamo importanti: se da un lato servono a rompere il monopolio delle farmacie su alcuni prodotti senza levare nulla alla professionalita’ dei farmacisti, dall’altro garantiscono la piu’ ampia apertura di un mercato ancora nella fase della puberta’ e, per questo, non ancora scrostato di tutti gli impedimenti che favoriscono qualita’, economicita’ e scelta dei consumatori.

    bonino_e@posta.senato.it
    perduca_m@posta.senato.it
    poretti_d@posta.senato.it
    bernardini_r@camera.it
    beltrandi_m@camera.it
    farinacoscioni_m@camera.it
    mecacci_m@camera.it
    turco_mrz@camera.it
    zamparutti_e@camera.it

  29. Michele

    Ritengo che le salute sia affare serio e liberalizzando il settore si rischia e si incentiva, come avviene già ora in molte parafarmacie, la vendita di medicinali anche a chi non ne ha bisogno.

    Le parafarmacie sono pericolose per la salute dei cittadini poichè create e sviluppate secondo principi imprenditoriali! e non principi di pubblica utlilità, in cui la priorità è la salute dei cittadini e non la speculazione su essi a fine di trarne profitto.

    La grande distribuzione e queste botteghe chiamate parafarmacie incentivano con pubblicità l’acquisto di medicinali, ciò è assolutamente deleterio per la salute dei poveri malcapitati, consigliati in base a logiche di profitto e non di principi medici (ed etici).

    Il tutto determina anche una ricaduta negativa sulla spesa sanitaria nazionale poichè determina un aumento delle patologie dovute all’abuso di medicinali, il che detto in parole povere per chi non riesce ad avere visione ampia del problema significa che le tasse ci verranno ulteriormente aumentete se non arginiamo o meglio eliminiamo quasta strotura creatasi con la legge Bersani, fatta per servilismo nei confrondi delle coperative ed ipermercati rossi, grandi finanziatori (o erano tangenti mascherate??).

    cittadino della strada

  30. m.Rita

    Michele , ma tu che lavoro fai?
    Lo sai che un farmacista è sempre un farmacista, e i farmaci li conosce molto molto bene (Molto meglio di molti medici in circolazione), e se non servono …non si vendono, a noi i rappresentanti non ci offrono proprio niente per vendere i loro prodotti..( in Farmacia succede .lo stesso ? )
    Prova a leggere il giuramento del farmacista e il suo codice deontoligico ; prova a fare un giro negli studi medici e negli ospedali ( se non prescrivono niente i pazienti dicono che non sono bravi). Quali sono i farmaci deleteri per la salute del cittadino ? ah ! visto che ci siamo , dato che sono deleteri perchè darli in mano a chi non conosce neanche la differenza tra un antinfiammatorio e un antidolorifico ( e poi se un farmaco è delerio in confezione da 10 compresse , lo è anche in confezione da 1 compressa, niente vieta che ne acquisti 10 scatole) ( ma poi a chi conviene produrre delle micro confezioni?)per non parlare di altro… ma fammi il piacere!

  31. Marco

    Fuggire dalle mafie che dominano tutto in Italia,andare a lavorare all’estero…unica cosa sensata da fare

  32. ELY

    La prossima settimana si terranno a Roma le elezioni per il rinnovo dei vertici dell’Ordine dei Farmacisti. Quelli in carica si sono affrettati ad inviarci delle comunicazioni; tra le altre cose Essi dicono : “Ci piacerebbe molto se il clima di costruttiva dialettica ormai instauratosi nella comunità professionale continuasse e si rafforzasse , perchè molto resta ancora da fare per riaffermare la centralità del ruolo dell’Ordine NELLA DIFESA DELLA PROFESSIONE DI FARMACISTA IN TUTTE LE SUE ARTICOLAZIONI (mi chiedo anche quelle dei farmacisti titolari, soci e dipendenti delle Parafarmacie?,; se si allora perchè non si alleano con noi contro il disegno della legge Gasparri-863 ? )Poi aggiunge ancora..Proprio per questo motivo abbiamo ritenuto doveroso, prima ancora che opportuno ripresentarci alle prossime elezioni con una LISTA RAPPRESENTATIVA DI TUTTE LE COMPONENTI DELLA PROFESSIONE ( mi chiedo :nella lista c’è qualche rappresentante delle Parafarmacie ? ) La lettera dice ancora : C’è un LAVORO DA PORTARE AVANTI e ci sono NUOVI TRAGUARDI DA RAGGIUNGERE e siamo convinti di poterlo fare, aperti com’è nostra abitudibne all’ascolto di tutte le istanze dei Colleghi e ad ogni loro contributo , nella convinzione che IL RUOLO E LA FUNZIONE PROFESSIONALE DEL FARMACISTA, OVUNQUE ESERCITATO, MERITI OGNI SFORZO PERCHE’ ABBIA LA MIGLIORE TUTELA POSSIBILE.
    A me piacerebbe sapere cosa ne pensano il Presidente , i suoi Consiglieri e gli altri che si candidano del disegno di legge 863; Trasformeremo le nostre Parafarmacie in STARTERFARMACIE ? Se chiudiamo , andiamo a casa,saremo costretti a cancellarci dall’Ordine e dall’ENPAF.
    Conoscendo la sensibilità e la disponibiltà del Presidente , qualcuno si è preso la briga di andarci a parlare , o le lamentele ce le facciamo tra noi?
    Se non ci tutela il nostro Ordine , chi può farlo?

  33. Enrico

    Carta del Farmaco
    Chiedi consiglio al tuo farmacista

    Cinque domande da rivolgere sempre al tuo farmacista
    per usare al meglio i farmaci

    A quasi tutti capita, prima o poi, di dover prendere una compressa, magari per combattere un sintomo che può apparire banale. Non facciamolo a cuor leggero: il farmaco non è mai un prodotto neutro ed è bene assumerlo con prudenza: un semplice antistaminico preso per combattere i fastidiosi sintomi di un’allergia, ad esempio, può provocare stati di pesante sonnolenza che, se dovessimo metterci in viaggio guidando una macchina, ci esporrebbero a gravi rischi. Bisogna stare attenti soprattutto quando si segue già una terapia con altri farmaci, come spesso accade agli anziani e ai malati cronici: le medicine, come le persone, possono anche non andare d’accordo tra loro e le conseguenze di un’eventuale interazione possono talvolta essere gravi o fatali.
    Ecco perché, quando acquistiamo un farmaco, dobbiamo sempre preoccuparci di rivolgere qualche semplice ma importante domanda al nostro farmacista: lui sarà lieto di rispondere, perché questo è il senso della sua professione, e noi potremo assumere più tranquillamente il nostro farmaco, impiegandolo al meglio e senza rischi. E, magari, risparmiando anche qualcosa.
    Come, quando e per quanto tempo devo prendere questa medicina?

    Questo farmaco può dare luogo a interazioni pericolose se assunto con altri farmaci o con particolari alimenti?

    Questo farmaco ha effetti collaterali conosciuti? E quali?

    Come devo conservare questo farmaco? Per quanto tempo è utilizzabile, una volta aperta la confezione?

    Ci sono equivalenti generici che corrispondono a questa specialità medicinale?
    Questo è quel che suggerisce la Federazione Ordini Farmacisti
    ed è rivolto a tutte quelle persone che pensano che il Farmacista sappia rispondere solo in Farmacia

  34. angela monaco

    Colleghi non so se avete letto l’intervista a Gasparri sul SOLE 24 ore di due giorni fa.Il caro GASPARRI ha fatto marcia indietro dichiarando cio’:non ho mai pensato di toccare le parafarmacie che potranno continuare a vendere tutto cio’ che hanno,le confezioni starter si venderanno solo dove il farmacista e’ assente ad esempio sulle autostrade,quindi tutto il putiferio che si e’ scatenato e’dovuto ad una errata inerpretazione della sua proposta….dice lui.Se cio’e’vero pur avendo vinto la prima partita non dobbiamo fermarci assolutamente.Ilnostro obbiettivo piu’ grande resta la FASCIA C,continuiamo con le iniziative di protesta.

  35. M. Rita

    Continuiamo la raccolta firme?
    Quelle che racolto le ho inviate all’ANPI via fax

  36. Enrico

    Le Farmacie hanno anche il monopolio sui contenitori per i farmaci scaduti; oggi ne ho fatto richiesta, e mi è stato risposto dall’AMA che :No, alle Parafarmacie NO !Ma perchè ? chi ha le farmacie lontane , o se per motivi loro non ci vogliono andare, perchè se li devono portare a spasso ? e poi magari li buttano nel primo cassonetto che trovano, altro che differenziazione. Qui mi sa che la differenziazione la fanno con noi!

  37. angela

    Gela: farmacie e parafarmacie alleate contro la legge sul riordino del settore. 05/10/2008 @ 9.34

    (Corriere di Gela – 4 ottobre). All’indomani della polemica che aveva schierato i farmacisti di tutta Italia contro la nascente realtà della parafarmacia, un nuovo disegno legge firmato Pdl minaccia ora l’esistenza delle 2000 parafarmacie presenti nel nostro Paese. Si tratta di una proposta che, approdata in Senato a inizio luglio nell’ambito di un più ampio provvedimento per il riordino del servizio farmaceutico, pare aver raccolto il consenso del capogruppo Pdl Maurizio Gasparri e di Antonio Tomassini di Forza Italia. La cosiddetta legge “ammazza parafarmacie” prevede l’elaborazione di un elenco di medicinali, non soggetti all’obbligo di vendita dietro presentazione di ricetta medica, i quali per tipo di principio attivo, dose unitaria, caratteristiche posologiche e forma farmaceutica, possono essere venduti al di fuori delle farmacie e senza obbligo della presenza di un farmacista. In altri termini, ai tradizionali farmaci non soggetti a prescrizione medica, attualmente suddivisi in farmaci da banco (Otc) e farmaci senza obbligo di ricetta (Sop), l’Agenzia italiana del farmaco andrebbe ad aggiungere una nuova categoria di medicinali della quale non potrebbero comunque far parte i farmaci che richiedono particolari condizioni di conservazione o che abbiano validità inferiore a diciotto mesi.
    Gli esercizi commerciali che volessero mettere in vendita solo la classe di medicinali che può fare a meno del camice al bancone dovranno esporli in aree distinte dalle altre merci ed escluderli da qualunque forma di promozione, concorso a premio, carta “sconto” o “fedeltà”. Il risultato? Solo le strutture commerciali che manterranno in servizio il farmacista per tutto l’orario d’apertura potranno fregiarsi del titolo e dell’insegna “parafarmacia”.
    A Gela si può contare sulla presenza di diciannove farmacie (una ogni 4000 abitanti), mentre le parafarmacie di recente apertura sono tre. Dal momento che abbiamo raccolto le opinioni degli interessati, possiamo affermare che in città, di fronte alla comune minaccia della legge Tomassini-Gasparri, farmacie e parafarmacie accantonano gli antichi rancori e dissentono con voce unanime. I titolari delle farmacie gelesi, in particolare, parlano di svalutazione del farmaco legata alla facoltativa presenza del professionista. Se la competenza è opzionale, dicono, allora viene meno anche l’attenzione con cui il paziente dovrebbe assumere il farmaco. “Condivido la scelta di impiegare almeno un farmacista all’interno delle parafarmacie – ha affermato Leonardo Bordonaro, titolare di una farmacia del centro cittadino – ma non posso accettare che venga stilata un’apposita lista di medicinali da vendere senza l’ausilio di un professionista. Se favoriamo la liberalizzazione anche nell’esercizio farmaceutico – ha continuato il dott. Bordonaro – compromettiamo il nostro diritto alla salute”. Dello stesso pensiero si è dichiarata Adriana Di Silvestre, giovane farmacista impiegata in una parafarmacia della periferia di Gela: “Sono contraria al monopolio delle farmacie – ci ha spiegato la dott.ssa Di Silvestre – ma è inammissibile che medicinali che vanno utilizzati con cautela siano messi in commercio come se fossero dei prodotti senza controindicazioni. La parafarmacia – ha aggiunto la dott.ssa Di Silvestre – è una realtà che va difesa e mantenuta non solo per il servizio che offre al cittadino ma anche perché dà a molti giovani professionisti, che per vari motivi non possono aprire una vera farmacia, l’opportunità di trovare comunque un buon impiego”. La parafarmacia, quindi, non è un negozio qualsiasi ma piuttosto un luogo in cui il cittadino può confrontarsi con un esperto che lo orienti anche nell’acquisto di una semplice aspirina. “ E’ evidente – ha sottolineato Daniela Patti, professionista che lavora presso un’altra parafarmacia della città – che questa legge, se approvata, non agevolerà il singolo laureato ma le cooperative, come se l’assistenza di un farmacista non contasse più nulla.
    Ogni giorno – ha proseguito la dott.ssa Patti – mi imbatto in clienti che senza la mia guida combinerebbero autentici disastri ”. Le critiche più dure, però, arrivano dai farmacisti freschi di laurea timorosi che la legge Tomassini-Gasparri possa vanificare i loro sacrifici. “Trovo davvero ingiusto – ha detto Fortunato Vella, giovane farmacista gelese – che dopo un impegnativo corso di laurea, il tirocinio, l’abilitazione e l’iscrizione all’albo, un professionista in erba debba confrontarsi con un provvedimento che vuole l’elaborazione di un nuovo elenco di medicinali vendibili dal primo arrivato. Non esistono – ha concluso il dott. Vella – farmaci di serie A e serie B, tutti possono fare miracoli o provocare grossi danni ”. La salute del cittadino e il rispetto del camice sono, insomma, i temi al centro della questione sulla quale è intervenuto anche il dott. Giuseppe Santisi, vicepresidente dell’Ordine Provinciale dei Farmacisti e titolare di una farmacia di Gela. “In qualità di farmacista – ha dichiarato il dott. Santisi – sono assolutamente contrario a questo disegno di legge che vìola i miei principi etici e professionali ma soprattutto mortifica le nuove generazioni di farmacisti. Il cittadino – ha continuato il dott. Santisi – ha il dovere, e non solo il diritto, di relazionarsi al farmaco dietro le indicazioni di una figura professionale in grado di scongiurare spiacevoli incidenti legati, talvolta, ad un’errata interpretazione del foglietto illustrativo”. Il disegno di legge incriminato e non ancora approvato presenta, però, anche norme che se entrassero in vigore faciliterebbero l’apertura delle nuove farmacie e le procedure transitorie per l’espletamento (o il completamento) dei concorsi per l’assegnazione delle sedi farmaceutiche vacanti. Tra le altre novità previste dal provvedimento, l’incremento del 10 % del quorum fisso di una farmacia ogni 4mila abitanti, la trasformazione di tutti i dispensari in presìdi nel giro di un anno e l’apertura di presìdi affidati alla farmacia più vicina per frazioni e quartieri decentrati con meno di 1.200 abitanti. Inutile sottolineare che qualora la legge “ammazza parafarmacie” venisse approvata al cittadino non resterebbe che la facoltà di scegliere.

  38. angela

    dimenticavo l’articolo sopra è tratto da ANPI NEWS

  39. Leonardo Marchitto

    Parafarmacie: il 56 % degli italiani vuole il farmacista, la FEF e MNLF: “riforma Bersani utile ai cittadini, occorre una riforma con più farmacista, no al modello iperliberista”

    Parafarmacie: il 56 % degli italiani vuole il farmacista, occorre una riforma con “più farmacista” per una migliore automedicazione
    Testo comunicato
    Una recente indagine condotta dal Censis su di un panel di 1.000 persone ha evidenziato che per il 56% degli italiani è necessaria la presenza di un farmacista all’interno del punto vendita. Quello che emerge dalla ricerca Censis è quindi perfettamente in linea con quello che le associazioni di Parafarmacie FEF in testa e il MNLF (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti) dicono da molto tempo.
    La riforma Bersani è il giusto compromesso tra le liberalizzazioni, che hanno portato ad una diminuzione dei prezzi dei farmaci da banco ,aumento dell’occupazione per i giovani farmacisti, e la sicurezza rappresentata dalla presenza del farmacista.
    Occorre quindi bloccare il ddl scellerato Gasparri-Tomassini che riduce drasticamente la lista degli OTC /SOP vendibili nelle parafarmacie –esercizi commerciali, ( riportando in farmacia il grosso degli otc) che elimina il farmacista ponendo le basi per il ritorno del monopolio e dei prezzi bloccati delle farmacie.

    Anche la GDO dovrà rendersi conto che questa proposta è una polpetta avvelenata che nel giro di poco tempo, vuole farla fuori dal settore dispensazione dei medicinali.
    Perdendo il farmacista, i supermercati perdono il principale perno su cui qualificare i propri punti vendita.
    Il ddl Gasparri–Tomassini propone un patto a danno delle parafarmacie e a scapito dei consumatori che avranno a disposizione pochi farmaci da banco e solo in confezioni starter cioè con poche unità posologiche. Il rischio è un aumento reale dei costi dei medicinali.

    Quello che succederà nei fatti sarà:

    1) meno possibilità di scelta per il paziente, cioè meno principi terapeutici disponibili nelle parafarmacie ( a rischio chiusura), e nei supermercati
    2) aumenti di costi per unità posologica, maggior costo relativo al packaging previsto per le confezioni OTC starter. A tale fatto si aggiungerebbe la risposta organizzativa/produttiva delle aziende (diversi packaging, linee produttive nuove ecc…) cioè tutti costi che si scaricheranno poi sui cittadini.
    3)un periodo di carenza di prodotti dovuto alla riorganizzazione aziendale dato che produrre medicinali è un operazione relativamente complessa.

    Una GDO lungimirante lascerebbe perdere le sirene interessate al cassetto immediato e punterebbe all’aumento dei fatturati con il delisting di un certo numero di specialità attualmente a ricetta secondo quanto avviene già nel resto dell’Europa e che molti titolari di farmacia concedono già adesso senza ricetta instillando in molti cittadini la convinzione che molti medicinali siano da banco o comunque ottenibili comunque se si pagano.

    Domandiamoci è questa la “sicurezza” offerta dal sistema farmacia?
    Dopo due anni di riforma Bersani ci sono stati casi di consumismo farmaceutico, come paventava qualcuno interessato a non cambiare nulla?

    Quindi pare che il modello italiano sia preferito rispetto a quello inglese dove i medicinali sono presenti a scaffale e a libero servizio, con il farmacista relegato in un cantuccio a gestire la farmacia e a “spedire” qualche ricetta.
    Che il modello italiano sia preferito lo evidenziava anche uno studio Nielsen per il quale il 78% dei cittadini intervistati non era disponibile a rinunciare al consiglio di un professionista per trovare la soluzione migliore al proprio problema di salute, indipendentemente dal canale d’acquisto

    E’ evidente quindi che l’orientamento prevalente è per un sistema di distribuzione del farmaco e dei prodotti salutari che dia ai due canali orientamenti diversi:

    1) la farmacia più orientata come centro di distribuzione di medicinali (tutte le tipologie) SSN, OTC/SOP ,delisting, parafarmaco, erboristeria ecc…ma sopratutto erogatrice di servizi vari per i pazienti come prenotazioni , analisi ecc…..
    2) la parafarmacia più orientata ai farmaci OTC, SOP, MSF ( “medicinali solo farmacista” provenienti dal delisting), omeopatia, erboristeria, fitoterapia e prodotti sanitari (tutti presenti anche in farmacia)

    Si potrebbe proporre un delisting legato al “consiglio terapeutico” del farmacista individuando, al contrario del ddl Gasparri-Tomassini, non una lista “senza farmacista” ma una lista “con il farmacista” una categoria di medicinali di derivazione prescrittiva che chiede “più professionalità”, il contrario di quanto propone il ddl Gasparri/Tomassini.

    Un’ipotesi già adottata in Regno Unito, Nuova Zelanda e Australia ove questo tipo di medicinali esistono e sono denominati farmaci “P-Only”, “solo farmacia” in UK o “solo farmacista” in NZ e AU, denominazioni equivalente in quanto in quei paesi ogni laureato e abilitato può aprire una farmacia.

    Accettando i MSF si attuerebbe una deregulation moderata dalla professionalità, che porterebbe avanti un principio importante per il farmacista, essere partecipe, per un certo numero di molecole, del processo di assunzione del medicinale: un bene particolare che nessuna legge potrà mai trasformare in bene di consumo.

    Un sistema moderno che è lontano da quello del ddl Gasparri-Tomassini / Federfarma cioè proporre anche in Italia il peggio dell’esperienza anglosassone cioè la GSL (general sales list) ovvero i farmaci vendibili ovunque e senza farmacista, cosa che in Italia i cittadini non vogliono ma è artificialmente sponsorizzata dagli interessi consolidati.
    E’ questa la via iperliberista che si vuole perseguire in Italia?
    Occorre dino no, al “copia e incolla” e sì alla rielaborazione originale italiana di modelli di dispensazione del farmaco più moderni.

    Dott. Leonardo Marchitto presidente FEF Marche
    MNLF (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)

  40. m.rita

    dott. Marchitto, secondo lei , quali iniziative dobbiamo intraprrendere?
    Ogni volta che qualcuno viene nella mia parafarmacia e mi chiede un farmaco ,per il quale occorre la ricetta ripetibile, e io rispondo loro ,che non posso richiederla e venderla , mi guerdano come se parlassi in aramaico , e poi dicono( tutti ma proprio tutti) : ” ma in farmacia la ricetta non me l’hanno mai chiesta (e sappiamo tutti che è vero! e che sono scemi ? si perdono una vendita!).
    Altri dicono ,che vuol dire parafarmacia , che vendete? ( eppure noi siamo molto forniti di sop e otc, ecc)
    Perchè non mandiamo gli inviati di striscia la notizia ad acquistare nelle varie farmacie una tachipirina 1000 in compresse? , la gentalin beta in crema? l’efferalgan 500 in compresse? e così vediamo quante volte viene richiesta la ricetta!Facciamoli venire anche nelle nostre parafarmacie , ne avremmo da raccontargliene !
    Tutti noi abbiamo lavorato in farmacia e lo sappiamo bene come funziona !
    Certo è che dobbiamo darci una mossa

  41. angela monaco

    MariaRita io ho chiamato Striscia la Notizia gia’due mesi fa invitandoli afare un servizio su di noi ma fino ad oggi non ho avuto risposta .Chissa’ se chiamando piu’ persone non si riesca ad avere piu’ interesse alla nostra situazione.

  42. m.rita

    Ciao
    grazie per il messaggio che ci hai cortesemente inviato.

    Tutte le lettere indirizzate a Striscia vengono lette con attenzione, ma il
    loro enorme numero non ci consente di rispondere a ciascuno personalmente.

    Se ci sarà possibile, ci metteremo in contatto con te. In ogni caso ti
    ringraziamo per esserti rivolto a noi.

    La Redazione di Striscia.
    Questo è quello che mi ha risposto striscia.Se scriviamo tutti si rendono conto che i nostri non sono problemi da poco.
    Presidenti di FEF e ANPI siete favorevoli a questa iniziativa?o avete altre proposte?

  43. angela monaco

    Colleghi sul sito farmacia libera ci invitano a raccogliere firme per ottenere la nascita della farmacia non convenzionata.Abbiamo tempo fino al 11gennaio 2009.Mobilitiamoci per ottenere questo importantissimo riconoscimento.

  44. angela monaco

    Colleghi ieri sera nella trasmissione Anno Zero di Santoro hanno finalmente dato voce ad un collega che ha parlato della nostra condizione di farmacisti di serie B.Penso che sia importante oltre che raccogliere le firme anche continuare a scrivere ai giornali e alle trasmissioni televisive.Oggi scrivero’una lettera di ringraziamento alla redazione di Anno Zero a cui ho scritto due volte.Non ci fermiamo.

  45. m.rita

    A tutti i colleghi proprietari /soci e dipendenti di parafarmacie, stiamo raccogliendo le firme per poter trasformare le parafarmacie in farmacie non convenzionate ( non aiutiamo solo le balene) andate su “farmacia libera”o ANPI e scaricate i moduli; affrettatevi non c’è molto tempo.Di firme ne servono parecchie, stiamo già a buon punto.
    Buon lavoro

  46. m.rita

    non pensate che la pubblicità della PIC artsana sui quotidiani per radio e tv , la quale spinge ad acquistare i loro prodotti ” in FARMACIA” sia depenalizzante per le parafarmacie ? Oppure Artsana non vende alle parafarmacie ?

  47. m.rita

    Per tutti i miei colleghi FARMACISTI, auguro per questo Natale
    TUTTO e NIENTE :
    - TUTTO ciò che vi rende felici,
    - NIENTE che vi faccia soffrire
    Auguro un pensiero felice per tutto l’anno che verrà…..per conservare quello che di bello abbiamo avuto e per non smettere mai di sognare.
    BUON NATALE

  48. angela monaco

    Anche io colleghi voglio augurarvi un Natale sereno e felice insieme alle vostre famiglie e un anno nuovo pieno di novita’positive.BUON NATALE.

  49. m.rita

    A Roma in questi ultimi anni DILAGANO i “DECENTRAMENTI”
    si fugge dal centro per andare ………laddove ci sono le Parafarmacie
    E’ un escamotage per non fare i concorsi?
    E’ mai possibile che ci siano tante ( circa 10 lo scorso anno e altrettanti quest’anno) Farmacie con decremento di cassetto ?Ma che …. a meno che non incassano 10 e spendono 100.000……………
    Se le nuove piante organiche richiedono nuove Farmacie, che facessero i concorsi , se i pretendenti decentratori vogliono spostarsi , partecipassero ai concorsi ,e se sono bravi magari vincono e si DECENTRANO; ma così non lo trovo “PROFESSIONALE” ;e che ci vuole a dimostrare che non incassi ?
    Poi se non incassi davvero, è proprio perchè non ci sanno proprio fare.
    La mia nuova vicina “Decentrata , mi ha circondato di cartelli con l’indicazione della Farmacia, ha fatto volantinaggio per farsi pubblicità ( il volantino lo hanno portato pure a me !)
    Se sei bravo ,gentile, efficiente, dai alla gente tempo , professionalità ed esperienza, la voce circola e vale più di miliardi di volantini.

  50. angela

    Cari colleghi ho appena letto sul sito Farmacia Libera,che e’ stato eletto il nuovo presidente della FOFI:Andrea Mandelli,di anni 46,che per decenni ha operato nelle file della FENAGIFAR.Il neo presidente ha fatto una dichiarazione che penso sia molto importante per noi:ha dichiarato infatti che per il futuro della farmacia,BISOGNA DIFENDERE LA CENTRALITA’DELLA DISPENSAZIONE in QUALSIASI LUOGO ESSA VENGA FATTA.Cosa ne pensate? Chiedo anche al dottore MARCHITTO.

  51. m.rita

    Sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul sito web della Regione Lazio sarà pubblcato il provvedimento ,secondo il quale anche le parafarmacie possono erogare i prodotti senza glutine in convenzione con le ASL.
    E’ un piccolo passetto avanti….
    Chi ne sa qualcosa di più?

  52. angela

    Colleghi voglio informarvi riguardo una dichiarazione fatta da Gasparri sull’Economy del 5 marzo 2009.Le sue testuali parole:io non mi sottoporrei ad un intervento di chirurgia da parte di un paramedico, e non mi farei costruire una casa da un paraingegnere,percio’ non vedo perche’ dovrei acquistare medicinali veri in una parafarmacia.E’ offensivo e umiliante per noi .Cosa ne pensate?

  53. m.rita

    io non mi umilio per niente , perchè sono una FARMACISTA laureata da quasi 30 anni , abilitata dalla stessa data e se non viene ad acquistare i farmaci in PARAFARMACIA , me ne farò una ragione; d’altro canto la per alcune patologie incurabili quali l’IGNORANZA non esistono farmaci neanche in Farmacia; sbagliare nel dire le cose è umano, ma perseverare…….

  54. m.rita

    …..e poi che facoltà è quella di Parafarmacia dalle quali si laureano o si paralaureano i parafarmacisti?
    e cos’ì via para ingegneri, paraarchitetti ecc. ( figure che non esistono) . Mentre invece esisono i Paramedici che non sono laureati in paramedicina , ma in scienze infermieristiche ,( anche se alcuni di loro sono molto più bravi di alcuni medici, ma quella è un’altra storia).

  55. m.stella spasari

    ogni mercoledi’ ormai da gennaio 2009 a fronte di grossi sacrifici sono presente a Roma insieme a tanti nostri colleghi a manifestare davanti al senato!!invece di parlare in chat conosciamoci e facciamo numero .Io da sola ho avuto contatti diretti con Casini ,Bersani ,Andria ,Mannino,senza essere nessuno soltanto con un po’di sfacciataggine!!abbiamo ottenuto tavoli d’incontro con Tommassinie quant’altro!!datevi una smossa!!solo se facciamo numero possiamo sperare in qualcosa

  56. benito

    mi togliete una curiosita’ ma la tachipirina si puo’ vendere nella parafamacie?

  57. m.rita

    Gb verso medici-farmacisti
    Scritto da Administrator
    mercoledì, 25 marzo 2009 15:03
    (pharmakronos)Il contenuto di un piano del Governo già approvato dai ministeri interessati Ambulatori dei medici di famiglia britannici come le farmacie. I camici bianchi potrebbero vendere ai loro assistiti, per profitto, medicinali senza obbligo di ricetta. Lo prevede un piano del Governo, secondo quanto anticipa il quotidiano ‘Daily Telegraph’, venuto in possesso di una bozza del progetto. Secondo il giornale, il piano avrebbe già ricevuto l’ok di tutti i ministeri interessati. All’interno di un più generale progetto di revisione delle regole che governano il sistema delle farmacie e il servizio sanitario nazionale (Nhs), il dicastero della Salute ha dunque intenzione di permettere ai medici di famiglia di vendere i farmaci Otc, guadagnandoci come fa il farmacista. Nella aree rurali, in cui il canale delle farmacie è poco presente, circa 5 mila camici bianchi possono già dare agli assistiti – 3 milioni di persone nelle zone interessate – medicinali con obbligo di ricetta e incassare l’importo, a volte notevole. Ma in nessun caso, finora, possono ‘vendere’ gli Otc, a garanzia che la decisione di dare un farmaco piuttosto che un altro sia basata esclusivamente su fattori clinici. L’esecutivo spiega che il cambio di regole a cui si sta lavorando, sarà a esclusivo vantaggio dei pazienti. E non punta certo a far arricchire i dottori. Obiettivo del Governo è anche quello di ridurre, in questo modo, il ricorso a farmaci a carico del Nhs e far risparmiare le casse dello Stato. L’opposizione ha già bocciato il progetto, come ovviamente le farmacie. Un portavoce del ministero della Salute fa sapere che una decisione definitiva verrà presa entro l’anno.
    Commento di Farmacialibera: In UK già da anni i farmaci cosidetti OTC possono essere venduti nei Drugstore senza l’obbligo della presenza del farmacista , questa proposta di legge rappresenterebbe quindi l’evoluzione naturale di un sistema nel quale il Binomio farmaco-farmacista è stato spezzato. Questa Proposta dovrebbe quanto meno far riflettere i sostenitori della vendita dell OTC senza la presenza obbligatoria del farmacista.Federico II nelle sue Constitutiones Regni Siciliae, promulgate tra il 1230 e il 1240, separò l’attività del medico da quella del farmacista ordinando che il medico non contragga società coi farmacisti, né che tenga una bottega di farmaci di sua proprietà, ma se il farmacista non fosse più necessario?

    Tratto da farmacia libera.
    Commento …….l’abuso di professione ?
    ……..per il resto senza parole…………..

  58. lia

    SANITA’: FAZIO, PARAFARMACIA E’ CURIOSA TERZA VIA ALL’ITALIANA

    (ASCA) – Roma, 22 apr – ”La parafarmacia e’ una curiosa terza via all’italiana”. Lo ha dichiarato il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, intervenuto a ”24 Mattino” su Radio 24 per rispondere all’appello lanciato dai titolari delle parafarmacie al presidente del Consiglio Berlusconi.

    ”Nessuno vuole togliere o creare privilegi – ha detto Fazio, – anzi la decisione del governo precedente di distribuire i farmaci da banco fuori dalla farmacia e’ stata molto opportuna, ma il disegno di legge Gasparri-Tomassini vuole solo razionalizzare l’offerta dei farmaci. Ci devono essere sia le farmacie sia la grande distribuzione. La curiosita’ e’ questa terza via, queste parafarmacie. Cos’e’ questa terza via? Spesso e’ un modo per trasformare sottobanco la parafarmacia in farmacia. Sono sistemi all’italiana che non servono a nessuno”.

    ”Per razionalizzare – ha proseguito Fazio – abbiamo creato un tavolo comune al ministero ma le parafarmacie sono restie a mettersi in discussione. Anzi mi risulta che da quando abbiamo istituito il tavolo si aprono 3-4 parafarmacie al giorno tutte ad opera di farmacisti che sperano di aprire una seconda farmacia. Non so se sia vero, sono notizie che mi sono arrivate, sono cose all’italiana ridicole. Insomma, non vorrei avere strutture che servono come porta d’ingresso surrettizia per diventare farmacie”.

    Fazio ha anche criticato il termine: ”Che vuol dire parafarmacia, e’ qualcosa quantomeno di curioso. Ma il tema e’ che nessuno vede il motivo di mantenere tre vie. Nessuno vuole vietare la distribuzione nella grande distribuzione. Le parafarmacie potrebbero a mio avviso diventare farmacie oppure grande distribuzione”.

    Il sottosegretario poi ha annunciato che il governo ha allo studio provvedimenti per incentivare l’uso dei medicinali generici: ”Come governo ci dobbiamo impegnare all’uso dei farmaci generici su cui siamo fanalino di coda – ha detto – per ridurre i costi della farmaceutica. Stiamo studiando un modo per convincere i medici a prescrivere piu’ medicinali generici”.

    commento personale :praticamente dovremmo fare i dipendenti a vita, anche di chi non ne capisce niente , e ti obbliga a vendere ciò che ha acquistato meglio,anche se farebbe più al caso qualcos’altro , ma ne abbiamo un pezzo solo.
    Perchè è la parafarmacia , e non la grande distribuzione la terza via?forse perchè non abbiamo grandi capitali e quel pochissimo che avevamo lo abbiamo investito in un sogno… di libertà?

  59. angela

    Colleghi ho appena saputo che l’efferalgan 500 e’ diventato un sop.Speriamo di continuare……

  60. Leonardo Marchitto

    Sentenza UE-farmacie: il farmacista è una garanzia sempre e ovunque svolga la sua professione lo chiedono 84% degli italiani.

    La recente sentenza UE sulle farmacie ribadisce che i singoli stati membri possono autonomamente con la propria legislazione determinare che la proprietà e la gestione di una farmacia debba essere riconducibile ad un farmacista o società di farmacisti.
    E’ quello che accade per l’Europa latina dove le legislazioni dei singoli stati e con sfumature diverse determinano in aggiunta un criterio di popolazione e di distanza per attivare nuove licenze di farmacia.In Europa del nord (Germania) vige solo l’obbligo della proprietà a farmacisti mentre nel Regno Unito possono essere titolari di farmacie non farmacisti o società che non siano riconducibili ad un farmacista, non esiste inoltre un criterio di distanza o di popolazione per aprire nuove farmacie.
    Crediamo che sia giusto rimettere al centro la figura del farmacista nella gestione e proprietà delle stesse farmacie e che questo esalti ancora di più la figura di un professionista del farmaco non si capisce quindi il perchè c’è qualcuno, che con la pretesa di riformare il servizio farmaceutico, (vedi ddl Tomassini o emendamento Saltamartini) lo vuole rimuovere dalle parafarmacie le quali vendendo solo farmaci senza ricetta ne avrebbero ancora più bisogno come del resto chiedono la maggioranza degli italiani.
    Pensiamo che l’importanza ed il fondamentale ruolo del farmacista nella distribuzione dei medicinali sia una garanzia ovunque sia in farmacia che nelle parafarmacie indipendenti o legate alla GDO.
    Per cui delle due una: o si fanno chiacchiere per difendere occulti interessi corporativi o si vuole riformare seriamente la distribuzione dei farmaci (e dei prodotti salutari) nel nostro paese, secondo noi le farmacie (anche come polodi servizi sanitari) e le parafaramacie più orientate all’OTC/SOP, fitoterapici, integratori e omeopatia sono e sarebbero una grosso vantaggio per il nostro paese.
    La sola presenza del farmacista in parafarmacia sarebbe anche una riforma indiretta del settore fitoterapico e dell’erboristeria con una qualificazione della vendita di tali prodotti che stanno assumendo nel mercato italiano ed europeo sempre più importanza.
    Siamo convinti che senza il farmacista le parafarmacie non sarebbero mai decollate nel nostro paese, è di questo che qualcuno ha paura?
    Per questo le si vuole mutilare riducendo fortemente i farmaci che possono vendere ed eliminando la presenza del farmacista?
    E’ di questi colleghi che i proprietari di farmacia hanno timore? Di altri laureati ed abilitati come loro? La paura genera un comportamento irrazionale e meschino…..Una paura da accettare persino gli che alcuni OTC vengano venduti senza la presenza del farmacista, all’americana quindi, questa è la realtà che non si dice e che non è raccontata bene anche da chi delle liberalizzazioni (non liberismo) dovrebbe essere l’alfiere cioè l’attuale minoranza politica.
    Ai politici di maggiranza invece diciamo di guardare alla realtà oggettiva dei fatti e non solo agli interessi di una parte che poi alla lunga logora la politica di chi la fa senza pudori. Quale realtà?
    La realtà degli utenti-consumatori che in un recentissimo sondaggio “Automedicazione cosa ne pensano gli Italiani” dell’ Eurisko effettuato per l’ANIFA (industriali OTC) indica che l’84% degli intervistati ritiene molto o abbastanza necessaria la presenza di un esperto al quale chiedere consiglio sul medicinale più adatto alla cura del sintomo, la posologia, le eventuali controindicazioni e le possibili interazioni con altri prodotti”.
    Andando in dettaglio è riconosciuta l’importanza della presenza del farmacista nei luoghi in cui vengono venduti i prodotti per l’automedicazione: che sia una farmacia, una parafarmacia o un corner all’interno di un supermercato.
    Il governo e la maggioranza devono decidere: o si fanno leggi che corrispondono a bisogni reali dei cittadini o si creano in fumosi laboratori sotteranei delle leggi artificiali “ad categoriam” , svelando la tendenza corporativa di chi ha una bassa propensione alla democrazia economica ma si riempie la bocca della parola libertà.
    Leonardo Marchitto
    FEF Marche
    parafarmacianews@alice.it

  61. rita

    Io farei una bella proposta ,interessante:
    visto che la Farmacia è una concessione governativa, perchè gli eredi dei farmacisti possono ereditarla?
    metterei a concorso tutte quelle sedi di farmacia , nei casi un cui il vecchio titolare , non può più esercitare ( finito il mandato , finiti i giochi);se i figli o gli eredi vogliono continuare facciano un concorso;
    così come eviterei i decentranìmenti…se si vogliono spostare; non dovrebbero dimostrare di non incassare denaro…, ma dovrebbero fare un concorso come tutti gli altri che non hano avuto la fortuna di avere almeno un genitore proprietario di Farmacia,( se non entrambi) . Che ne pensate?

  62. angela

    Della serie:Ma che ci siamo laureati a fare? ?Colleghi non so se siete a conoscenza della lettera inviata a Gasparri e Tommasini da parte di un gruppo di ex ISF.Questi in pratica chiedono la possibilita’ per gli isf di aprire e gestire una parafarmacia anche senza la laurea,perche’ dicono che dopo molti anni di lavoro hanno acquisito conoscenze farmacologiche tali da poter vendere farmaci.Non aggiungo altro.

  63. angela

    Colleghi dalle notizie che leggo sul sito di Farmacia libera,capisco che l’obiettivo e’ quello di scindere il binomio farmaco -farmacista perche’ tutti potranno vendere otc e sop.La laurea servira’ solo a coloro che hanno una farmacia dato che saranno gli unici a poter vendere i farmaci.A questo punto io non paghero’ piu’ l’ ordine professionale dato che il mio vicino tabaccaio potra’ vendere liberamente e senza laurea i sop e gli otc.Cosa ne pensate?

  64. m.rita

    sono perfettamente d’accodo con te,magari lo facessimo tutti !

  65. lory

    che fine hanno fatto i decreti tomassini-gasparri e saltamartini?chi ne sa qualcosa?

  66. angela

    Colleghi ho appena saputo che anche il Brufen 440 mg da 10 compresse e’ sop. Ancora una piccola goccia nel mare ma cio’ ci spinge ulteriormente a non mollare e a non abbatterci.Teniamo duro il tempo ci dara’ ragione ,Cosa pensate?

  67. lory

    i miei soci (2) vorrebbero mollare, io mi vorreri spostare più vicino a casa, ( la parafarmacia è a 30 km da casa mia)cerco 1 socio che abbia voglia di lavorare
    e andare avanti, si potrebbe anche fare mezza giornata a testa.Abito a roma vicino alla metropolitana

  68. rita

    ma io non capisco una cosa, i nostri politici ci sono o ci fanno?
    dal sole 24 ore leggo che vogliono abolire il termine “Parafarmacia” perchè POTREBBE creare confusione…
    non ho parole; ma che si credono che la gente è tutta ignorante come qualcuno di loro?
    che termine dovremmo usare?
    ah! forse sarebbe meglio che tornassimo a fare gli sguatteri dei titolare di FARMACIA, che loro si che se ne intendono!
    La croce verde , no! solo per le farmacie, azzurra per i veterinari, rossa i podologi …e a noi che portamo una doppia croce, che colore è destinato?
    Non sarebbe molto meglio impiegare il tempo in cose più serie , come controllare bene e fare in modo che i vari farmaci non abbiano nomi simili? quello sì che può portare a garvi conseguenze.
    E’ ovvio che se la presenza del farmacista non sarà più obbligatoria, ci cancelleremo dall’ordine e dall’enpaf,
    ( ma visto che bene o male ci hanno obbligato a farlo non dovremmo aspettare i 65 anni per avere la pensione ce la dovrebbero dare immediatamente!)

  69. henry

    Perchè non togliere alle farmacie la possibilità di vendere:
    scarpe -zoccoli -plantari- occhiali-cosmetici- carrozzine ecc. cioè tutto ciò che esula dall’essere FARMACO ?
    Cominciamo tutti a fare solo ciò che è strettamente correlato all’attività ,e così forse lavoriamo e campiamo tutti.
    Se va avanti così anche i viaggi vacanze si troveranno solo in farmacia.
    Un FARMACISTA arrabbiato.

  70. rita

    dal sole 24 ore
    Governo: Da oggi vietata la denominazione PARAFARMACIA 28/07/2009 @ 11.34

    Oggi 28 luglio 2009 inizia l’opera di demolizione delle parafarmacie.
    Il Governo, nel Consiglio dei Ministri di oggi, approverà un Decreto Legislativo che oltre a regolamentare il campo di applicazione delle farmacie, toglierà la possibilità di dare il nome parafarmacia ai nostri esercizi e riserva la croce verde alle sole farmacie. Insomma il primo passo sulla strada della chiusura delle 3.000 parafarmacie. Vedrete che il prossimo passo sarà quello di toglierci il farmacista e di conseguenza i farmaci, oppure come molti paventano definiranno una nuova lista di prodotti che, per posologia-quantità-confezione, saranno declassati dalla classificazione di farmaci e magari ricompresi tra gli integratori, di conseguenza potranno togliere la presenza del farmacista e salvare lo sbandierato binomio farmaco=farmacista.
    In un caso o nell’altro, come direbbe lo scrittore: “La fine è nota”.
    Cosa importa a Berlusconi, Sacconi, Fazio se 3.000 piccole imprese dovranno chiudere i battenti, se investimenti per 600 milioni di euro andranno in fumo e 6.500 persone non avranno più un lavoro. Al Governo interessa che le farmacie e i loro titolari potranno ingrossare i loro fatturati.
    Un ultima considerazione. Ai farmacisti titolari di parafarmacia che negli ultimi mesi si sono lasciati lusingare da false promesse di trasformazione in farmacia, diciamo loro che quello che oggi subiamo è il risultato di una operazione di delegittimazione dei nostri esercizi operata da mascalzoni che sui giornali hanno definito le parafarmacie inutili.
    Oggi sappiamo a chi dobbiamo dire Grazie!!!
    Questo è ciò che stava scritto sul giornale……
    Che dire……solo in Italia si può fare confusione tra farmacia e parafarmacia?, che gli italiani sono più scemi del resto degli europei,(in Europa le parafarmacie esistono da tanto tempo e nessuno si confonde).
    Ma non sarebbe più opportuno andare a rivedere i nomi dei vari Farmaci ,ce ne sono molti che hanno nomi simili, e la sola differenza di una vocale può portare a commettere un errore; altro che differenza tra Parafarmacia e Farmacia, ma fatemi il piacere…..
    In tutta Europa si chiamano così , noi in Italia , come dovremmo chiamarle?
    Ah! ma forse il problema è risolvibile… tutti a casa e …
    Secondo me l’ultimo problema è quello della croce:
    -verde -farmacia; azzurra -veterinari; rossa-podologi; e noi?….. ma noi ne portiamo 2: una sul camice e una sulle spalle……che fare?

  71. angela

    Colleghi vorrei un’informazione.E’ vero che per poter vendere integratori e,omogenizzati ,pappine ecc ecc anche noi laureati in farmacia dobbiamo obbligatoriamente seguire il corso REC? Alcuni mi dicono di si altri no perche’ pare che per noi ci sia una legge particolare grazie alla quale siamo esonerati.Potete darmi informazioni dettagliate a proposito? Grazie

  72. rita

    Per Angela, non devi fare nessun corso, devi produrre una dichiarazione del titolare di una faramacia nella quale hai lavorato 0 2 0 5 anni ( chiedi esattamente il numero di anni)nella quale sia scritto che anche tu di solito vendevi quasti prodotti; poi per poterli vendere( ma vale anche per le caramelle ecc;) devi attuare l’autocontrollo con la metodologia H.A.C.C.P, secondo quanto previsto dalla vigente normativa al fine di garantire la salubrità di alimenti e bevande.E poi se fosse come dici tu , quando sono venuti per l’ispezione di ASL e DIA alimentare te lo avrebbero detto . Facci sapere

  73. angela

    Colleghi ieri sera ho visto per la prima volta sulle reti SKY una pubblicita’ a favore delle parafarmacie.Purtroppo l’ho vista quasi verso la fine ed un po’distrattamente.Sivede un farmacista che consegna un farmaco da banco ad una signora e le dice in che modo assumerlo.Poi si sente:il farmaco da banco e’ un farmaco e quindi deve essere dispensato da un farmacista ,le parole non sono proprio queste ma il senso e’ questo.Alla fine compare pubblicita’ a cura …non so se dell’ANIFA o di altri.Qualcuno l’ha vista?

  74. rita

    quella pubblicità l’ho vista anche su altri canali , tipo reti mediaset.
    Importante : nureflex sciroppo bb è SOP;… e vai un altro che si agggiunge alla lista !

  75. rita

    ho appena letto l’intervista che il sen.Tomassini presidente commissione igiene e sanità del senato , ha rilasciato a Libero e pubblicato su federfarma.ne estrapolo qualcosa e magari riflettiamo insieme…
    -lui dice che nessuno dei firmatari del disegno di legge contro le parafarmacie hanno mai parlato di chiusura o limitazione delle parafarmacie ( dico io : e quello che ha scritto Saltamartini? ,lo ha letto o stava in vacanza?)
    -dice ancora che la liberalizzazione del mercato , in realtà non si è concretizzato in un abbassamento dei prezzi ed in un aumento dei posti di lavoro( dico io: ma questo signore vive in Italia? non legge i risultati delle indagini di mercato? non sa che ci sono ad oggi più di 3000 parafarmacie, dove lavorano almeno altrettanti FARMACISTI ?)
    -Secondo lui i propugnatori delle liberalizzazioni stile Bersani sono partiti dal falso concetto che le farmacie avessero margini enormi sui prodotti da banco ( chiedo io : quando mai lui ha trattato con le ditte? ma se ce lo dicono chiaro e tondo che se alle spalle abbiamouna farmacia le condizioni sono molto diverse?Ma lui ,lo sa che proposte ci vengono fatte? il pagamento in contrassegno è il minimo, qualcuno mi ha chiesto il pagamento anticipato, qualcun altro addirittura un pagamento anticipato di minimo 2000,oo euro
    ( come se fosse una carta prepagata)e poi spenderli per acquistare la merce che serve….altro che stesse condizioni!)
    -Il sen. Tomassini dice che la maggioranza degli italiani vuole che le farmacie siano sicure e protette proprio per la garanzia rappresentata dalla presenza di un farmacista (dico io: anche le PARAFARMACIE lo sono, tant’è vero che senza il FARMACISTA non si può aprire!la maggior parte di noi non ha magazzinieri perchè non possiamo permettercelo e quindi non li abbiamo neanche per distribuire i farmaci come accade in più di qualche farmacia)
    - aggiunge ancora :da più di 4 legislazioni il nostro obiettivo è che il farmaco, “quello di alta qualità”, necessariamente somministrato su prescrizione debba rimanere all’interno di una farmacia ,il cui direttore abbia specifici requisiti di professionalità( qui potrei fare un pontificale..innanzi tutto che significa farmaco di alta qualità? ma dove ha visto che tutti e dico proprio tutti richiedono le ricette?non lo fanno o perdono la vendita , anche perchè magari quello appresso non la chiede e si è guadagnato i soldi e fidelizzato il cliente ; e poi quali sono gli “SPECFICI REQUISITI DI PROFESSIONALITA’” che io , per esempio ,non ho: sono laureata, abilitata e alle spalle ho quasi 30 anni di lavoro in Farmacia..forse di requisiti ne abbiamo molti più di qualche giovane titolare che rispetto a me ha un vagone di euro e si è potutio permettere di comprare una farmacia!
    -alle fine consiglia: non serve fare appelli al Presidente del Consiglio o della Camera dei Deputati , che hanno cose più importanti e rilevanti di carattere generale di cui occuparsi( io penso che i nostri Presidenti ce lo debbano , anche perchè se occupano quella carica è perchè forse quacuno di noi li ha votati; e poi, in DEMOCRAZIA il popolo non è sovrano?)
    Forse questo è ciò che ci meritiamo!

  76. angela

    Rita non so se l’intervista di Tommasini a cui ti riferisci sia quella in cui lui afferma anche cio’: il governo ha avocato a se la responsabilita’ di definire un progetto di legge di riordino del sistema di distribuzione del farmaco annullando di fatto tutte le varie proposte, il Parlamento avra’ solo il compito di approvarlo.Io penso che cio’ significa la fine di ogni speranza per noi.

  77. angela

    Colleghi e’ appena passato l’agente della ditta aesculapius che mi ha detto che a giorni il loro prodotto Naprius,naprossene, passera’ a sop.

  78. franz

    non vi esaltate troppo poichè molti prodotti saranno declassificati da otc a parafarmaci con distribuzione massificata e svilimento della nostra figura (con conseguente prezzo bloccato da parte delle ditte produttrici…nn essendo farmaco nessuno ha pensato a dare una sbirciata a questa pratica tutta italiana e scorretissima del “prezzo imposto”…..)
    l’esempio del be-total forse è troppo lontano, ma c’è anche il polase (e vorrei sapere l’AIFA cosa sta pasticciando in merito)la citrosodina,forse lo shoum e forse numerosi vitaminici e colliri……giustissimo dico,tuttavia finchè la distribuzione era solo per le farmacie guai solo a pensarlo….adesso che l’esclusiva non c’è più…….intanto goccia a goccia ci concedono qualche molecola e dopo 6 mesi al massimo il prezzo al dettaglio, che non esiste più solo per qualche buon tempone, si
    maggiora almeno del 10%….bene,bene.
    Se continuiamo così saremo sempre più strozzati non soltanto noi farmacisti ma soprattutto i consumatori\pazienti

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