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Parafarmacie: ecco i dati dell’ANIFA

Sta lentamente aumentando – sia in termini nominali che di peso di mercato – il canale di vendita alternativo alle farmacie per farmaci senza obbligo di ricetta, quello costituito dalle cosiddette ‘parafarmacie’ e dai ‘corner’ nei supermercati. Lo rende noto l’ Associazione Nazionale dell’ Industria Farmaceutica dell’Automedicazione (ANIFA). Secondo i dati riportati nell’ultimo bollettino ANIFA, dall’ entrata in vigore del decreto Bersani, che ha liberalizzato la vendita dei farmaci da banco e di quelli senza obbligo di prescrizione, ad oggi sono 1898 i nuovi punti vendita in Italia: 1736 parafarmacie e 162 corner della grande distribuzione organizzata (GDO). Questi nuovi punti vendita hanno realizzato nel corso del 2007 circa il 3,4% delle vendite delle specialita’ senza obbligo di ricetta (1,4% le parafarmacie e 2% i corner, nonostante questi ultimi siano oltre 10 volte meno numerosi delle parafarmacie), mentre il restante 96,5% delle vendite (in unita’) e’ rimasto appannaggio delle 17.224 farmacie. Negli ultimi tre mesi dell’ anno, pero’ – fa notare l’ ANIFA – il peso delle farmacie si riduce al 95,2%, mentre quello delle parafarmacie e dei corner sale al 4,8% (rispettivamente 2,3 e 2,5%). ‘Complessivamente – conclude l’ANIFA – il mercato dei farmaci ‘non prescription’ e’ cresciuto (a volumi) del 4,6% e il contributo delle farmacie tradizionali a questo trend e’ stato pari all’1,4%’.

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3 COMMENTI
  1. Leonardo Marchitto

    Questi dati mostrano che la riforma Bersani (cioè liberalizzazione dei punti vendita ma con la presenza del farmacista) è la stada giusta occorre solo del tempo per consolidare il risultato.
    Al contrario la recente (5 giugno 2008) proposta del Ministro del Welfare (no alla facia C, cioè ricetta bianca, alle parafarmacie/corner) ma si alla vendita dei faramaci da baco senza il farmacista rischia di essere per il settore “ GDO e parafarmacie” una polpetta avvelenata e cioè:
    1) ripropone una vecchia proposta dei titolari di farmacia: vendita senza farmacista di una limitata lista di farmaci da banco pur di evitare l’uscita di tutti gli OTC e SOP fuori della farmacia
    2) renderebbe poco appetibile per le aziende con i brand più importanti (che costano molto in pubblicità) la vendita in uno scaffale di supermercato del loro prodotti
    3) E’ molto probabile che i SOP (a libera vendita ma che non possono essere pubblicizzati) escano di fatto dal circuito GDO/parafarmacie
    4) Contestualmente al punto 3) blocco dell’operazione di “delisting” (eliminazione dell’obbligo di ricetta per alcuni farmaci attualmente a prescrizione ) già decisa al Senato nella scorsa legislatura.
    5) Legato al punto 4) riduzione della fonte di nuovi farmaci/redditività dei punti vendita a fronte di un guadagno immediato (mancanza del farmacista)

    In sintesi, Il mercato dei farmaci (anche se da banco) è sempre un mercato particolare, le persone si aspettano sempre un consiglio ( lo fanno anche per gli integratori e cosmetici particolari) e sarebbe un suicidio di marketing non sfruttare la competenza del farmacista in tal senso.
    Forse la presenza continua del farmacista sul punto vendita può essere opportunamente rimodulata secondo particolari esigenze aziendali, ma la sua mancanza rischia di essere la Caporetto di una reale liberalizzazione del settore dei farmaci da banco in Italia.

  2. Leonardo Marchitto

    Corner GDO senza farmacista:ma i grossi brand OTC sarebbero tranquilli?

    Vorrei completare le argomentazioni relative al rischio che correrebbero i corner farma della GDO se accordandosi con Federfarma (con la benedizione del ministro del Walfare) eliminassero completamente la presenza del farmacista.

    In un mio commento precedente indicavo che ” 2) renderebbe poco appetibile per le aziende con i brand più importanti (che costano molto in pubblicità) la vendita in uno scaffale di supermercato del loro prodotti”
    Chi tra i grossi brand degli OTC è disposto a correre il rischio di leggere sui giornali “…..ricoverato in ospedale per una intossicazione causata dopo ingestione di 4 compresse di XXXX preso nello scaffale del del supermercato ….” credo che nessun brand manager ha intenzione di leggere tale titolo o articolo su di un qualsiasi giornale o sito web relativo ad un brand che gestisce: l’uso sbagliato di un prodotto rischia di screditare il marchio anche ingiustamente…ma è così purtroppo. (i riferimenti a marchi americani e inglesi sono presenti nella letteratura internazionele)
    Molte aziende di OTC sarebbero tentate da una distribuzione selettiva solo su punti vendita con personale qualificato è per evitare questo rischio (alla GDO e aziende di OTC) che la presenza del farmacista nel corner conviene alla GDO.
    Domandiamoci questo e rispondiamo onestamente: il decollo dei corner e delle parafarmacie ci sarebbe potuto essere se non ci fosse stato il farmacista? Io dico di no.
    Ripeto tutto può essere adattato e aggiornato in base ad esigenze aziendali ma la presenza del farmacista supervisore conviene economicamente a tutti aziende punti vendita e pubblico.

  3. Paolo Greco

    E’ possibile reperire un elenco di contatti o un indirizzario dei circa 290 corner GDO presenti in Italia?

    Se si, come?

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