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Consumi: il punto della situazione e le considerazioni del Codacons (dati alla mano)

Si è scritto in precedenza che il pane ha avuto un decremento del 7,3% determinato da una serie di fattori tra cui l’aumento violento del prezzo al Kg nell’anno appena trascorso.
Ed il resto del paniere che andamento ha avuto?
Secondo un’indagine svolta dalla Confederazione italiana agricoltori, (Cia), la pasta ha registrato una diminuzione delle vendite del 4,5 per cento, la frutta del 2,8 per cento e le verdure del 3,2 per cento. Sul territorio nazionale anche il vino è andato forte. In negativo però: con un calo dei consumi che ha quasi sfiorato il 9 per cento. Anche le carni, bovine (-3,8 per cento) e suine (-4,7 per cento), hanno registrato meno vendite sugli scaffali. Cifre simili a quelle già rese note nei giorni scorsi dalla Coldiretti, secondo cui il pane ha registrato un calo del 6,3 per cento e le verdure del 4,2 per cento. Un po’ meno male il vino il cui calo, secondo l’organizzazione dei coltivatori diretti, non ha raggiunto il 5 per cento.
Come commentano le associazioni dei consumatori a queste tendenze?
Secondo Carlo Rienzi, presidente del Codacons, “è scoppiato in Italia il boom dei discount. Dal punto di vista della qualità – precisa Rienzi – gli italiani non riscontrano alcuna differenza con i prodotti di marca”. “Il motivo dell’escalation dei discount nel nostro paese – prosegue Carlo Rienzi – è da ricercarsi principalmente nell’impennata dei prezzi avvenuta nei negozi tradizionali dall’introduzione dell’euro in poi. Sotto il profilo della qualità, i prodotti in vendita nei discount vengono definiti buoni dai consumatori italiani che non riscontrano grandi differenze rispetto a quelli di marca. Il risparmio è garantito da una serie di fattori – ancora Rienzi- mancanza di pubblicità ai prodotti in vendita, l’imballaggio meno voluminoso, il confezionamento minimalista, la disposizione spartana dei prodotti nei punti vendita, ecc.” Una famiglia media arriva a risparmiare fino a 50 euro sulla spesa settimanale con notevoli margini sulle bevande (65% di risparmio rispetto ai canonici supermercati), prodotti di igiene personale (60%) e prodotti per la casa (55%).Per i surgelati e i pannolini si spende il 35% in meno, mentre si ha un risparmio più contenuto sui cibi per neonati (solo il 25%); per il cibo per animali il 38%; per i cosmetici e per dolci e biscotti il 40%; per sanitari e farmaci il 45% in meno e per i prodotti del banco frigo il 30%. Stando ad una recente indagine di Altroconsumo infatti l’unico modo per risparmiare sulla spesa è quello di rivolgersi agli hard discount, che occupano i primi otto posti della classifica della convenienza. In testa troviamo Penny Market; sulle altre due postazioni del podio ci sono Eurospin e Lidl. Tra i supermercati e gli ipermercati riescono parzialmente a tenere il passo degli hard discount solamente Esselunga, Iper, Carrefour e Auchan, i cui listini sono comunque più salati di circa il 20 per cento rispetto a chi comanda la classifica.

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