Due interviste, una al Corriere della Sera e l’altra a Il Giornale, per presentare la nuova sinergia di marketing del Gruppo Finiper con la DR Motor Company relativa alla vendita in ESCLUSIVA del modello DR5, un SUV che potrà essere acquistato ad un prezzo scontatissimo negli Ipermercati ad insegna IPER. Era la prima volta che un altro grande imprenditore della Distribuzione italiana, assieme al Cav. Caprotti, si lasciava intervistare dai giornali per raccontare la sua versione dell’attuale situazione economica del Paese, delle Coop, e soprattutto del futuro del suo Gruppo. Proprio quest’ultimo argomento era quello che più appassiona da anni gli operatori della distribuzione, soprattutto dopo che Carrefour, dieci anni fa, si guadagnò un accordo, siglato con il Gruppo Promodes poi assorbito, che porta attualmente il Gruppo francese a vantare un opzione di acquisto sul 31% del capitale Finiper (soggetta a condizioni sospensive che sono di sua assoluta gestione). Il Corriere della Sera parla di un futuro del gruppo Finiper in mano appunto ai francesi ma leggendo bene così non è dato che a domanda diretta segue risposta diretta “finchè io vivo, il controllo di Finiper non sarà in vendita”. Vero è che il patron Brunelli giovane non è, ma chi lo conosce parla di lui come di una persona estremamente energica e con la volontà di intraprendere nuovi business con l’ardore e la passione di un fanciullo saggio. Brunelli, parlando di possibili arrivi di colossi stranieri in Italia, ammonisce che conquistare il mercato nostrano è difficile, il consumatore italiano fa estrema attenzione a ciò che acquista, basti per tutti l’esperienza di Ikea che acquista due terzi delle proprie forniture proprio in Italia. Ma perché gli italiani non vanno all’estero? Patron Brunelli risponde che è già abbastanza difficile avere i permessi in Italia a partire dalle decennali pratiche urbanistiche perché dalla terra nasca una struttura commerciale. Spiega che esistono situazioni di attesa che perdurano da ben venticinque anni come il caso che li vede coinvolti a Bertinoro in Romagna. Inevitabile, quindi, iniziare a parlare delle Coop: è vero che vengono favorite? “E’ una realtà che viviamo ogni giorno” risponde. A Il Giornale aggiunge sul tema: “Le Coop devono rendersi conto che sono loro i veri capitalisti. Hanno così tanto contante che non sanno dove metterlo. Ma non è più tempo di essere capitalisti prepotenti. Noi ed Esselunga soffriamo perché non possiamo gestire liberamente il nostro sviluppo: certi poteri sono nelle loro mani. Per avviare un’attività a Rimini ho dovuto lottare tenacemente”. Sull’attuale situazione economica Patron Brunelli spiega: “L’Europa è in crisi e le vendite scendono per tutti [..] C’è una fortissima crisi dei consumi. Si è abbassata la propensione all’acquisto”, laddove possibile si cerca di abbassare i prezzi, ma la situazione, spiega, è durissima e lo sarà soprattutto per i prossimi due anni. In 50 anni di attività non ha mai tenuto una conferenza stampa o rilasciato interviste : “ho sempre vissuto nel mio mondo dedicandomi alla passione per le cose d’arte; ecco perché i miei ipermercati si distinguono per l’estetica”.


Autore Autore:
Dott. Andrea Meneghini