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Il 2008 sarà l’anno della rinnovata lettura delle Supercentrali con scoop clamorosi di cui proviamo a tracciare un anteprima

Per cosa verrà ricordato l’anno che sta per finire? Non è possibile concentrare un fatto specifico come elemento di spicco di un anno esageratamente caotico.

Il minimo comun denominatore continua ad essere la difficoltà del consumatore sugli acquisti di tutti i giorni, la battuta media dello scontrino è spesso in sofferenza anche se spesso ne aumenta il numero, ma senza dare la sensazione che le cose possano migliorare, piuttosto è vero il contrario. La difficoltà del consumatore si annida nella fobia di dover fare un investimento rilevante sulla spesa. I fatti economici concomitanti, le difficoltà derivanti dagli aumenti dei costi per la casa (mutui ed affitti), il costo sempre maggiore delle forniture di beni essenziali come acqua, gas, elettricità, l’aumento dei costi di carburante con i salari e il potere di acquisto che si riducono in proporzione agli aumenti, fanno sì che i tagli più netti si debbano applicare su tutto, quindi anche sui generi alimentari e non alimentari voluttuari. Gli analisti ci dicono che i prossimi due anni saranno ancora più duri, è di questi giorni la notizia che il reddito pro capire della Spagna, per la prima volta ci ha superato, ed il clima politico fa di tutto per non rasserenare i funerei presagi or ora indicati.

Il 2007 si è incendiato proprio grazie alla novità delle liberalizzazioni a partire dai farmaci. Questo è stato il casus belli tra il Cav. Caprotti e la Coop, non la miccia ma l’occasione. Un comunicato diffuso all’interno dei Supermercati Esselunga dà il via all’appassionante querelle che troverà la sua massima espressione con la pubblicazione del libro “Falce e Carrello” dello Stesso Cav. Caprotti che si pensa potrà rimanere attualissimo per diversi anni: il nostro articolo sul libro è stato tra i più commentati da Voi lettori, basti pensare che fu pubblicato il 30 Settembre con una coda di commenti che si placa solo nella seconda metà di Novembre. Voi, ma in generale tutti gli italiani, avete visto in questa vicenda la divisione a cui è soggetto il nostro Paese di questi tempi: da un lato una sinistra riconosciuta come prepotente ed affarista nascosta da una patina di gelatinoso buonismo ed impersonata, chissà poi con quanta ragione o meno, da Coop. Dall’altro lato una reazione di chi suda contro i consumi che non si esprimono da un lato e dall’altro con una morsa fiscale che tende a soffocare chi non è Cooperativa ed impersonata da un grande personaggio che “si è fatto tutto da solo”. Durante la vicenda esprimemmo una nostra personale opinione relativamente ai vantaggi dell’assetto Cooperativo che spingeva la Distribuzione a denunciare la situazione di vantaggio del leader italiano, e nonostante sia passato già un po’ di tempo la nostra opinione rimane invariata.

Un altro grande avvenimento dell’anno che stiamo per lasciarci fortunatamente alle spalle riguarda il colosso Carrefour ed è ad oggi ancora attualissimo: ovvero la vendita di 11 Ipermercati nel sud Italia oltre ai Cash. Era in un certo qual modo prevedibile tale decisione, vediamo perché: esattamente un anno fa pubblicammo un articolo dedicato ad un giovane manager dalle idee chiarissime che dal Febbraio 2005 si adoperava per invertire una tendenza del Gruppo a decrescere sia in termini di quote che di fatturati. Jose Luis Duran, tra le righe dell’articolo che pubblicammo, praticamente disse che il destino di Carrefour in Italia ed in Belgio era segnato: “Oggi Carrefour sta diventando, infatti, più selettiva riguardo ai mercati globali. Duran vuole rimanere solo nei paesi dove Carrefour si classifica tra le prime tre catene della Grande Distribuzione. Dal suo arrivo il Gruppo si è ritirato da cinque mercati esteri, tra cui il Messico e la Corea, ma su altri paesi, come il Belgio e l’Italia, sta ancora facendo fatica”. Così in Giugno Carrefour si preparò alla vendita dei suoi Ipermercati in Belgio e subito dopo toccò all’Italia.

L’uscita di Agorà da ESD è stato un altro grande argomento dell’anno, si legga tra l’altro articolo pubblicato assieme al presente relativo alla neonata Gd Plus. Ma la reale importanza di tale fatto risiede su ciò che ne conseguirà; facciamo un passo indietro: l’11 Febbraio 2007, in merito all’entrata del Gruppo Interdis in seno al Conalec, fece scalpore la notizia secondo cui uno dei fiori all’occhiello della Centrale milanese, Nuova Distribuzione, non accettava di rimanere dentro Interdis nel confluire in Conalec. Nuova Distribuzione, dopo mille voci che la davano come accasata a tutte le centrali esistenti, decise di proseguire il cammino da sola. Nuova Distribuzione, ex Supermercati Brianzoli, è un affascinante realtà della Brianza che vanta una trentina di Supermercati e di 11 ipermercati, esprime un assortimento prevalentemente orientato al food ma sensibile al non food laddove il format lo permette, sicuramente ha la qualità per decidere in autonomia il suo destino.

Da un lato è indubbio che dapprima le Centrali, poi le Supercentrali, diedero la possibilità alla folta DO italiana di affrontare l’industria con una risolutezza simile a quella applicata dai giganti Coop, Carrefour ed Auchan, per citarne alcuni. Ma il prezzo che le imprese associate dovevano pagare per ottenere tali benefici non era di poco conto: basti pensare alle cifre percentuali, sicuramente piccole ma non troppo in valore assoluto, dedicate al mantenimento delle Supercentrali ed ai suoi soci; si pensi altresì alle trattative estenuanti con l’industria che portavano spesso i funzionari delegati nelle Supercentrali a dover far gestire assortimenti impensati ad imprese associate refrattarie; si pensi per ultimo alle necessità di budget che sempre ed in ogni caso le imprese associate necessitano singolarmente per strategie autonome e dove la Supercentrale non può e non deve intervenire, ma l’industria che collabora si, e di qui le lotte per ottenere ulteriori vantaggi sopra il contratto capello. Insomma si è vissuto un equilibrato “do ut des” che alla fine ha sfiancato un po’ tutti. Negli ultimi tempi i rinnovi contrattuali con l’industria ad opera delle Stesse Supercentrali avevano preso, come sempre, il naturale corso delle migliorie minime, ottenibili talvolta anche da imprese associate e in grado di performare a sufficienza.
Qui può risiedere la novità: il 2008 può essere l’anno in cui la galassia delle Supercentrali assumerà e consoliderà nuove conformazioni, ma allo stesso tempo può essere un anno di spartiacque, ovvero un periodo dove potranno convivere realtà tra loro legate da sinergie proprie della Supercentrale con realtà che possiedono la forza ed il coraggio di riappropriarsi, talvolta per medi periodi, della loro autonomia.
Torniamo al caso ESD. Senza Agorà, ed alla luce della neonata Gd Plus, la forza della Supercentrale di Pioltello si va assottigliando nel panorama distributivo, nonostante la presenza del gioiello Esselunga. Ma c’è chi racconta che le novità sono alle porte: e se la stessa Esselunga trovasse quella forza e quel coraggio di cui prima si parlava, e decidesse di continuare il rapporto con l’industria vivendo di luce propria? Esistono voci che sono certe che ciò accada, e chissà, forse il 2008, anche noi di GDONews, lo inizieremo a raccontare partendo da questa nuova rivoluzione. Senza pensare troppo a ciò che sarà oppure ad immaginare ciò che mai si avvererà, GDONews Vi augura tanti auguri di sereno Natale e buon Anno a tutti.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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