Nella prima parte dell’anno la crescita si era attestata, nella media, all’1,4%. Il IV bimestre da un risultato ancora migliore, ovvero del 1,8%, ma resta terribilmente basso rispetto a ciò che dovrebbe essere il risultato del lavoro di sviluppo che in generale tutta la GDO italiana sta operando per migliorare la situazione critica. Relativamente ai prezzi Unioncamere dichiara che il ritmo di crescita si attesta sul +1,3%. Ma, sia chiaro, il dato positivo è l’esclusiva risultanza delle nuove aperture, nonostante si assista ad un ridimensionamento delle perdite del mercato omogeneo, attestandosi ad un -3,9%. Analizzando, invero, il venduto per categoria, si nota che nel bimestre in questione (Luglio-Agosto) il reparto scatolame (drogheria alimentare, cura casa e persona) subisce un generale decremento del -1,3% contro un inflazione del +1,5%. I Freschi aumentano invece del 2% così come le bevande che allontanano spettri di crisi ventilati ad inizio anno quando il trend era partito con segno negativo. Il territorio rileva invece situazioni statistiche singolari: il Nord-Est ed il Sud vedono incrementi di risultati (nel Sud la crescita del mercato è spesso dovuta ad importanti nuove aperture di insegne leader) con rispettivamente un +3,8% ed un 4,5% (Sud). Nel Nord Ovest si avverte un momento di stabilizzazione e nel Centro il dato si assesta su un 2,5% dove però, nel suo interno, risalta il dato delle Marche a crescita zero.


Autore Autore:
Dott. Andrea Meneghini