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Farmaci di fascia C: si alla vendita nella Grande Distribuzione

Si sapeva che prima o poi la Grande Distribuzione avrebbe fatto il pieno dell’offerta sui Farmaci. Non si sapeva quando, di sicuro non in tempi così brevi. L’art. 2 del Ddl Bersani (quello della lenzuolata, per capirci) grazie ad un emendamento presentato dal deputato radicale Sergio D’Elia prevede infatti la possibilità, per le parafarmacie (quindi anche quelle presenti anche all’interno delle aree di vendita degli Ipermercati) di vendere i farmaci con obbligo di ricetta (farmaci di fascia C con obbligo di ricetta). Qui, in effetti, il pericolo di danno procurato alle Farmacie del Paese esiste in maniera più decisa rispetto al provvedimento dello scorso anno, tanto che Federfarma minaccia, come ritorsione al tradimento del governo, di sospendere la convenzione con il Servizio sanitario nazionale.
Ciò comporta che dal 19 novembre i cittadini italiani saranno costretti a pagare di tasca propria tutti i farmaci rimborsati dal SSN per i quali potranno ottenere il rimborso solo successivamente rivolgendosi alle Asl. Lo ha annunciato Giorgio Siri, presidente di Federfarma, associazione di categoria che rappresenta 17mila farmacie private. Siri, durante una conferenza stampa a Roma, ha precisato che l’iniziativa è stata già decisa dal consiglio di presidenza di Federfarma e che il 15 novembre l’assemblea deciderà modalità e termini della protesta.

Inserito da | 11 novembre 2007.
Categorie: Economia e mercato, Farmaci.
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6 Risposte a Farmaci di fascia C: si alla vendita nella Grande Distribuzione

  1. SALVATORE Rispondi

    17 febbraio 2008 at 13:29

    Noi farmacisti siamo gli unici professionisti a non poter esercitare la libera professione in regime non convenzionato.
    Vedremo se la Corte Costituzionale ristabilirà questo diritto fondamentale.

  2. aldo Rispondi

    23 febbraio 2008 at 11:42

    Salvatore, mi dici quale altre libere professioni sono in regime convenzionato? Non credi che i “diritti” di una categoria debbano essere valutati non in assoluto ma in relazione con quelli di altri, ad esempio con il diritto della libera iniziativa economica o a quella della concorrenza?

  3. SALVATORE Rispondi

    8 marzo 2008 at 16:31

    ALDO, MA DOVE VIVI? I MEDICI POSSONO ESERCITARE LA LIBERA PROFESSIONE NON CONVENZIONATA, POSSONO APRIRE CLINICHE PRIVATE NON CONVENZIONATE, NON SONO FORSE LIBERI PROFESSIONISTI?
    IL MEDICO CONVENZIONATO RESTITUISCE “I LIBRETTI” AL SSN AL RAGGIUNGIMENTO DEI 65 ANNI E GLI STESSI VENGONO ASSEGNATI A CHI STA IN GRADUATORIA, NON AI FIGLI NE’ VENGONO VENDUTI COME LE FARMACIE.
    E PER FINIRE UN LAUREATO CON 110 E LODE DEVE ANDARE A CHIEDERE DI LAVORARE PER ESERCITARE LA PROFESSIONE PER CUI SI E’ ABILITATO A CHI SI E’ COMPRATA LA “LICENZA”, O CHI L’HA EREDITATA ,COMPRESA LA LAUREA ANCHE A 50 ANNI CON TUTTI 18!
    MA LA VOGLIAMO FINIRE CON QUESTA SCHIFEZZA TUTTA ITALIANA?

  4. aldo Rispondi

    9 marzo 2008 at 09:14

    A parte i toni, il maiuscolo significa urlare, la frase dove vivi, la potresti evitare anche perchè io ti ho posto la domanda con educazione; e per quello che ne sai potrei saperne più di te.
    Peraltro non avendo letto quello che ho scritto, non mi hai risposto, la mia domanda era: mi dici quale altre libere professioni sono in regime convenzionato? la risposta era nessun altra, anche se non è proprio vero perchè anche i notai lo sono così come i medici, come dici giustamente quando si ritirano le convenzioni vengono riassegnate per concorso o per graduatoria.
    si la vogliamo finire, infatti il mio intervento era tutto a favore delle liberizzazioni.

  5. marco Rispondi

    3 aprile 2008 at 19:38

    Penso che bisogna mettere da parte la rabbia prima di esprimere un ragionamento sul tema…A mio avviso non possiamo fare finta che non esista una realtà storica: noi viviamo in un luogo di questa terra nel 2008 e non siamo arrivati qui per caso,voglio dire che se per 100 anni in Italia quasi nessuno aveva mai seriamente condannato il Sistema, l’assetto farmaceutico, forse a quasi tutti andava bene così. Io sono un responsabile di un’ Associazione di categoria che si batte per permettere più diritti ai farmacisti non titolari, però Salvatore deve capire che anche il Servizio in convenzione ha una sua ragione di esistere in modo “robusto”: sappiamo benissimo che gestire la mutua è redditizio ma comporta anche notevoli investimenti e di lungo periodo… Battiamoci per poter effettuare più servizi, per ampliare la platea dei farmaci vendibili senza ricetta, per essere riconosciuti come Farmacisti, anche senza dover arrivare necessariamente alla farmacia non convenzionata. Se e quando la società sarà matura arriveremo anche a ciò, ma io sono stanco di fare battaglie non capite od impossibili!

  6. peppe Rispondi

    3 dicembre 2008 at 18:32

    credo che dare la possibilità alle parafarmacie di vendere tutti i farmaci compresi quelli nella fascia c, sia molto importante. es. io vivo in una cittadina della campania, doveè stata aperta una parafarmacia nel mio quartiere, ma purtroppo dobbiamo spostarci quotidianamente, per acquistare quei farmaci in prescrizione.
    quindi mi chiedo, perchè non autorizzare anche le parafarmacie ?

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