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Gli italiani alle prese con una rinnovata fobia: il costo del carburante

Tutti: giornali, telegiornali, blog, parlano dell’indiscriminato aumento dei carburanti. Ad oggi tutte le compagnie (ad eccezione di Agip, che peraltro si era già mossa in anticipo) hanno rettificato in su i listini. Con il diesel che aggiorna ancora una volta il record toccando quota 1,279 euro/litro. E’ quanto si legge nel quotidiano Energia.It. Nel dettaglio, sugli impianti Api-IP il ”prezzo consigliato” della verde è salito a 1,369 euro/litro (+2 millesimi), mentre quello del diesel si è attestato a 1,276 euro/litro (+8 millesimi). Erg ha rialzato di 1,1 centesimi la benzina (1,367) e di 1 centesimo il gasolio (1,268). Ancora, Esso consiglia rispettivamente 1,369 euro/litro (+5 millesimi) e 1,276 euro/litro (+8 millesimi), mentre Kupit (la Q8) è intervenuta solo sul diesel, salendo a 1,269 euro/litro (+5 millesimi). GDONews.it vorrebbe spiegare la cause di queste oscillazioni del costo del greggio che porteranno la benzina Super a 1,5 € a Natale, con il Gasolio a ruota, ma non ci è possibile farlo. Non è possibile perché nemmeno gli analisti più competenti hanno le idee chiare, o quantomeno univoche. Si sa che la domanda dei Paesi del Far East è sempre crescente, ma pare che il trend non sia quello che ci si attendeva, con ripercussioni sulle previsioni di estrazione. Pare che le tensioni in alcuni Paesi del mondo, Iran sotto il pericolo di una possibile guerra ed Iraq minaccio dalla Turchia nel Nord (zona altamente produttiva di greggio), determinino preoccupazioni e quindi aumenti “preventivi”. Pare che la domanda degli Stati Uniti e dell’Europa siano decrescenti rispetto alle previsioni, insomma il mondo globalizzato fa intuire una serie di minacce non facilmente comprensibili che determinano un aumento dei prezzi alla pompa, questi si, molto comprensibili. Solo 5 anni fa su 10 auto vendute 4 erano a Gasolio, oggi sono 6. Questo, ovviamente, perché trovandoci con le tasche semivuote, facciamo in modo di tagliare il tagliabile. Ma anche il vantaggio di avere un auto a gasolio sembra svanito, il suo costo è sempre più vicino a quello della Super. Il rialzo del prezzo del petrolio, arrivato alla soglia di 100 dollari al barile, costerà alle famiglie italiane 390 euro. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, le ricadute del rincaro dell’oro nero sulle tasche degli italiani saranno pesanti, pari a 120 euro per i carburanti, 40 euro per il riscaldamento, 40 euro per le bollette del gas e della luce e 90 euro per i costi di trasporto, per un esborso totale di 390 euro all’anno. Da un indagine statistica recentissima emerge che il 70% degli automobilisti conosce perfettamente (al centesimo) il costo del carburante. Questa è una novità, infatti sino a gennaio era l’esatto opposto. La fobia si sta facendo dominante, i media ci allarmano e noi, già allarmati di nostro, recepiamo questi allarmi con enfasi straordinaria. La cosa curiosa è che gli ambiti dove il Governo sta adoperandosi per liberalizzare, a vantaggio talvolta della Grande Distribuzione, sono prevalentemente due: farmaci e carburanti. Ma in questo secondo ambito la pressione degli italiani è alle stelle: recepire un vantaggio competitivo sull’acquisto dei carburanti è più immediato rispetto a quello dei farmaci. Lo sa bene Auchan che laddove ha attuato sinergie tra carburanti e alimentari, ha visto crescere i fatturati dei PdV mediamente del 5%. Il 5% oggi, vedasi l’articolo dedicato alle vendite flash del IV bimestre, è un enormità.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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