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“Falce e Carrello”: il libro sulla Grande Distribuzione che semina scompiglio

In una lettera datata 1 Dicembre 2006 il Cav. Caprotti, dopo aver subito continui attacchi da parte delle Coop con le svariate metodologie, aveva dichiarato cavallerescamente ad Aldo Soldi, Presidente della Lega delle Cooperative di voler smascherarne il sistema “ [..] La verità è due anni di indecente gazzarra da Lei montata – a fini che a me son ben chiari – sulla nostra azienda e sul nostro buon nome, hanno messo in allarme ministri, professori, presidenti [..]. E noi abbiamo dovuto rispondere. La vostra capacità di mentire e di ribaltare la realtà è illimitata. A me spiace, mi spiace veramente che Lei mi costringa a fare qualcosa che non avrei mai immaginato. Rivelerò a molti ingenui, a tante persone in buona fede, chi veramente siete. Lei, Soldi, mi ci avrà costretto [..]”.
Lo ha fatto!
“Falce e Carrello” è uscito, con sottotitolo “Le mani sulla spesa degli italiani” e prefazioni di Geminello Alvi giornalista e scrittore, editorialista della testata “Il Giornale”. Il libro ha 192 pagine ed è edito da Marsilio, ovviamente tutto a spese del Cav. Caprotti. Il libro è molto interessante e scorrevole, è minuzioso di particolari, di date, di episodi che si traducono in denunce al sistema di intrecci posti in essere dalle amministrazioni cittadine di storica sponda rossa e le Coop. Viene citato il ministro Meandri, i presidenti delle Coop come Bruno Cordazzo (Coop Liguria) e Turiddu Campani (Unicoop Firenze), e tanti tantissimi sindaci di località dell’Emilia oltre, ovviamente, ai vecchi ed attuali dirigenti della Coop. Un episodio su tutti che vale la pena riportare è quello riferito disperata ricerca di arrivare all’apertura di un PdV a Bologna in Via Costa su un territorio dove erano stati riscoperti resti etruschi con l’imposizione da parte del Ministero (Ministro Meandri) di preservarli. Siamo nel Novembre 1999. Nel Febbraio del 2000 il Cav. Caprotti si arrende ed abbandona l’idea dell’apertura. Dopo soli 60 giorni l’area oggetto della scoperta viene rilevata dalla Coop Adriatica presieduta allora da Pierluigi Stefanini (oggi Unipol) e dopo alcune settimane ecco il miracolo: il soprintendente ai beni archeologici dell’Emilia Romagna comunica parere favorevole al “recupero e restauro, trasferimento e valorizzazione dei resti antichi in altra area”. Attualmente, come si sa, in Via Costa è presente un bel PdV della Coop Adriatica mentre i resti etruschi sono stati oggetto di una ricerca del Cav. Caprotti in persona lo scorso Gennaio che nel suo libro scrive “Li ho trovati abbandonati in periferia, vicino al cimitero del Certosa. Dentro un recinto con la base in cemento, soprastato da una squallida griglia zincata, stavano valorizzati, e coperti da una plastica nera in gran parte nascosta dalle erbacce [..]”
Ma nel libro si parla anche della disparità di trattamento (fiscale) che privilegia il sistema mutualistico delle Cooperative e della bontà o meno di tale legislazione.

Dati dell'autore:
Ha scritto 516 articoli
Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

30 COMMENTI
  1. Giuliano A.

    Sono felice perche’ finalmente qualcuno ha
    avuto il coraggio di denunciare l’attivita’ criminosa delle Coop.
    Spero che questo sia solo l’inizio.
    Viva Caprotti!

  2. Luca

    Ho letto il libro e sono rimasto senza parole di fronte ai molti episodi citati.
    Forse quelli più eclatanti sono quello di Genova (dove una Coop lavora con il pavimento posato da Esselunga!!!) e quello di Bologna, dove anche la Sovrintendenza Archeologica giudica i reperti in base al colore politico. Coop vergogna!!!!!!

  3. Achille

    Chi si occupa di sviluppo immobiliare nell’ambito della GDO, vive quotidianamente e sulla propria pelle, le conseguenze prodotte dall’intreccio perverso tra politica e sistema cooperativo. Quanto alla richiesta di risarcimento danni avanzata da CoopItalia in risposta alle accuse ricevute, stia tranquillo Cav Caprotti!, le Coop troveranno sicuramente qualche giudice ben allineato pronto a dare soddisfazione ai loro desiderata.

  4. marco

    finalmente qualcuno denuncia il regime comunista perchè di regime si tratta!sconvolgente le rivelazioni sul libro in questione, tra l’altro occupandomi di sviluppo nella gdo, non posso che confermare quanto riportato.

  5. bruno

    ” Aux innocents les mains pleines!”

  6. dario

    se ha le prove, che le mostri nelle sedi opportune.
    è un pò inutile parlare così e scrivere libri solo per aver fama, in questo modo si mette sullo stesso piano di tanti altri…

  7. Giuliano A.

    x dario :

    prima di dare questo tipo di risposta
    dovresti conoscere la campagna mediatica
    promossa dalla Coop nei mesi scorsi.
    Stai solo difendendo l’indifendibile.
    Il cav. Capriotti merita un monumento per
    aver avuto il coraggio di denunciare certi
    sistemi perversi.
    Caro ‘dario’ hai toppato di brutto.

  8. aldo

    Provo a fare qulche osservazione più generale se in America si critica il sistema wal-mart, sul punto suggerisco di leggere “effetto wal-Mart” non capisco perchè Coop Italia non accetti una discussione serena sul regime fiscale delle cooperative.
    Ora al di la del fatto che gli art 3 e 53 sanciscono il principio di eguaglianza anche in materia fiscale, risulta strano che un gruppo che fatturano 17 milardi di euro, voglia essere trattato come una cooperativa di consumatori di una vallata appenninica.
    Una grande società ha doveri “sociali” che ad una piccola non spettano, forse gli amministratori di Coop dovrebbero prendere coscienza di quello che sono diventati ed accettare di giocare con le stesse regole a cui giocano i competitors, e probabilmente scoprirebbero di riuscirli a batterli lo stesso.

  9. Giuliano A.

    x aldo :

    hai ragione pero’ le Coop non hanno solo aiuti fiscali ma anche politici.Senza considerare lo spazio gratuito che i mass-media (in particolare la Rai) gli danno.

  10. dario

    io non difendo nessuno. credo che Coop sappia difendersi già da sola, li reputo abbastanza grandi (come si dice!!).
    sicuramente appena avrò occasione leggerò il libro di Caprotti, in modo da documentarmi come si deve.

    in ogni caso, a Bologna esistono 3 bei supermarket Esselunga: belli e con bella roba, ma cari di brutto rispetto non solo a Coop, ma anche a ELeclerc, Conad, Carrefour e quant’altro. Un pò come la Pam del veneto.

    un pò seguo anche quello che succede, cmq i rumors di “Esselunga in vendita” ci sono da vari anni, e già da anni giravano voci di un possibile offerta di Coop.

    Poi, sinceramente, io son solo un cliente soddisfatto (non sempre), che in ogni caso va dove la roba è più conveniente.
    Ora come ora, ad esempio, frequento più i supermercati Lando o i Bennet che Coop.

    Per quanto riguarda la fiscalizzazione, non sono abbastanza informato e non sono certo in grado di sapere se è meglio una cosa rispetto ad un’altra.
    Sta di fatto che la Coop, al contrario di tutte le altre catene non coop, ha una bella differenza: è una cooperativa, promuove il sociale (libri, cultura, ausilio, ecc…) nonchè ridistribuzione ai soci di parte della spesa (minimissima percetuale) ecc…
    vengono interpellati i soci in caso di prodotti nuovi ecc…

    ora le cose son diventate grandi, molto grandi, forse hai ragione, una modifica servirebbe. chi lo sa!

    ciao

  11. Giuliano A.

    ciao Dario,

    gia’ con questo messaggio ti stai riprendendo.
    Tuttavia credo che hai una visione un po’ troppo ingenua riguardo la Coop.
    Ti faccio un ultima domanda:
    secondo te il famoso topo trovato all’interno di una confezione di surgelato
    a marchio Esselunga c’era realmente o e’ stato un caso costruito ad arte da qualcuno.
    Ti ricordo anche che per questa vicenda,
    nonostante la dirigenza Esselunga si e’ scusata con il ‘fantomatico’ consumatore finale e lo abbia rimborsato, il caso
    e’ andato sui Rai tre con le ‘fantomatiche
    vittime’.
    Riflettici profondamente e capirai.
    Ciao.

  12. roberta

    se è così conveniente il sistema fiscale di Coop, perché Esselunga non si trasforma in cooperativa? perché poi attacchi solo le coop rosse è un altro punto da sottolineare. Quelle bianche non hanno le medesime agevolazioni? O forse non sono il maggior competitor di Esselunga…

  13. aldo

    Ciao Giuliano e Dario,
    Giuliano; Esselunga, non può trasformarsi in una cooperativa; perchè una è una società di capitali in cui uno o più persone si mettono insieme con lo scopo di fare utili.
    Dentro una società una sola persona può possedere l’intero capitale/quote/azioni.
    In una cooperativa tutti i soci hanno un solo voto, indipendemente dal numero delle quote, il fine di lucro non è il fine primo della cooperativa anzi gli utili vengono messi nella riserva indivisibile, i fini sono quelli stabiliti dallo statuto della cooperativa, ed ad esempio in quelle di consumo lo scopo è quello di acquistare e rivendere ai soci ad un prezzo più basso, negli anni le coop hanno aggiunto altri programmi (biologico / equo e solidale etc)e le altre elencate da Dario.

    Dario.
    Il punto è che le cooperative e le società hanno due fini ben diversi, tutti e due legittimi, per cui è anche giusto che abbiano un regime fiscale diverso, ma quanto una cooperativa (tutte) raggiunge dimensioni da multinazionale e si muove come essa queste facilitazioni hanno ancora un senso o sono una distorsione nei confronti delle altre imprese che operano sul mercato?
    Secondo me sono una distorsione, quale potrebbe essere un punto per capire quando una coop deve essere considerata come una qualunque società e quando sostenuta e protetta perchè persegue una finalità sociale?
    Secondo me una serie di parametri fatturato / numero di dipendenti / quota di mercato in una regione.

    ciao

  14. Giuliano A.

    x Roberta,

    il tuo profondo sentimento comunista ti
    spinge a non vedere le cose come realmente stanno.Stai difendendo un’istituzione indefendibile.
    Una notizia fresca fresca di oggi, sono venuto a conscenza di un’apertura di un punto
    vendita fatto in un luogo in cui la legge non
    lo consentiva.Il punto vendita doveva
    avere dei parcheggi, ma tramite intrallazzi
    hanno fatto risultare il punto vendita
    in centro storico (pur non essendo cosi).

    x Aldo

    mi hai mandato un messaggio con
    nessuna connessione a quanto avevo scritto in precedenza (credo che la risposta era per
    Roberta)

  15. aldo

    si scusa giuliano, avevo un occhio sul computer ed uno sulla partita ed ho letto male

  16. roberta

    non varrebbe neppure la pena di rispondere a persone che così poco conoscono come gira il fumo per le licenze commerciali. Non sto difendendo nessuno, ma semplicemente sottolineo alcune contraddizioni del sistema, a cui non hai dato risposta. Per tua conoscenza: da buona comunista, faccio la spesa esclusivamente in Esselunga

  17. Giuliano A.

    X Roberta

    se fai spesa da Esselunga fai bene. Vuol dire
    che non ti puzza il soldo.
    Se leggi il settimanale ‘Oggi’ di questa settimana scoprirai che la Catena Esselunga
    e’ quella con i prezzi piu’ bassi.
    Riguardo ‘le contraddizioni del sistema’,
    infatti la Coop e’ la contraddizione del
    sistema; una contraddizione che le forze politiche dovrebbero affrontare.Quelle della
    sinistra sicuramente non lo faranno.

  18. gianluca

    Quella di caprotti e’ una battaglia contro i mulini a vento,le coop rappresentano il 3 per cento del pil nazionale e sono la 3 azienda italiana,a nessuno verrà mai in mente di cambiare la situazione,cosi’ come non ha fatto nemmeno berlusconi,per cui e’ inutile che i destroidi si agitano a fare le vittime.
    Perche’ nel libro non e’ mai citata la lombardia? e la provincia di milano dove esselunga detiene quasi il monopolio?
    Il caso ex trevitex di como non vi dice nulla?
    E’ avvenuto la stessa cosa che denuncia caprotti nel libro,pero’ a parti inverse,con la scusa dell’inquinamento si e’ negata la licenza a coop,per poi guarda caso dargliela dopo un po’ di tempo a esselunga…. sarà un caso.
    Le persone continueranno a fare la spesa nell’ipermercato sotto casa,o dove si troveranno meglio,poco importa di queste cose al consumatore e bene fa’ coop a decidere di non rispondere piu’ alle denigrazioni di caprotti.

    saluti

  19. Clara

    Ho letto il libro del Cav. Caprotti e penso che se è arrivato a denunciare il tutto è perchè dopo anni di lavoro e di ingiustizie è arrivato alla soglia di sopportazione! E’ difficile combattere contro il potere politico…Penso che il cav. non tolleri di avere come concorrenti degli incapaci che riescono a farsi valere solo perchè dietro c’è un partito che li supporta.E’ concorrenza molto sleale. Al Cav. va tutta la mia ammirazione!

  20. Informato

    Andate in Liguria e confrontate : hanno i prezzi piu’ cari d’Italia !
    Devono far margini perche’ il presidente comunista deve portare i soldi in Unipol.
    Unicoop di Firenze che e’ la vera e unica Coop con il senso del SOCIALE non vuole niente piu a che fare con le altre cooperative che del cossumatore se ne inpippano e pensano solo a fare i loro porci affari “legali”

  21. Giuliano A.

    X gianluca

    Caprotti non lotta contro i mulini a vento
    ma sta facendo il suo dovere e cioe’
    denunciare una pratica a tutti conosciuta.
    Ci lamentiamo che nel Sud Italia c’e’ omerta’
    nei confronti della mafia.Sarebbe ora (spero
    che il caso-Caprotti sia solo l’inizio) che tutti gli aiuti reciproci Coop-sinistra terminassero.
    Inoltre e’ un vergogna (per l’Italia) che
    le Coop (con le loro attivita’ semi-illecite)
    abbiamo raggiunto il 3% del pil.
    Vuol dire che in Italia per costruire una
    grande azienda occorrono forti aiuti statali.
    Questi sono concetti che andavano di moda venti anni fa.
    gianluca siamo nel 2007!

  22. Pampurio

    >> le Coop (con le loro attivita’ semi-illecite)<<

    Giuliano… secondo me , se non esageri troppo, risulti forse più credibile.

    Quanto al libro-denuncia del Cav. mi sembra una roba stile ” il rapinatore che dà del disonesto al ladro…”

    Immagino come, in Lombardia, il sig. Caprotti competa ad armi pari con tutti i suoi concorrenti. Nessun favore, nessuna dritta.

  23. Giuliano A.

    Pampurio….secondo me,non sto esagerando.
    Sicuramente sei un simpatizzante della
    Coop.
    Sarebbe opportuna che stai zitto oppure
    esprimi un giudizio serio su questo vicenda

  24. Pampurio

    Mmmhh…. più che della pseudo simpatia che m’attribuisci verso le Coop, rileggiti e analizza il livore che trasuda da ogni tuo commento.

    Io osservo la situazione con meno rabbia e più realismo: te lo ripeto, credi davvero che il Cav. (e con lui, tanti altri “scafati” imprenditori ben inseriti nel sistema italiano) non abbia mai goduto di favoritismi ad alto livello (più o meno importanti, a seconda del momento e del contesto)?

    Non m’interessano le Coop, forse non hai capito.
    Parlo del libro, testo che trovo strumentale e orientato ad obiettivi diversi dagli apparenti (non ho detto che dice il falso tout court), solo che lo trovo poco credibile se lo si presenta come un documento nato per la difesa della libera concorrenza.

    Non è un giudizio serio, è un parere.
    Che ti piaccia o no.

  25. Giuliano A.

    Invece di elogiare il coraggio di Capriotti
    di denunciare un sistema perverso.
    Ti aggrappi alle pagliuzze.
    Inoltre, si spiace smentirti, ma il mio approccio non e’ di livore e di rabbia.
    Per quanto riguarda il realismo credo che te
    ne manchi in abbondanza.
    Sicuramente sei molto simpatizzante delle
    Coop e quindi hai interesse affinche’ in questo forum venga stravolta la verita’.
    Dovresti vergognarti.
    Se sei un signore devi solamente lodare il gesto di Capriotti.

  26. juan

    Il Cav. Caprotti è certamente degno di ammirazione per la sua tenacia, ma tuttavia anche lui è un lobbista, Milano , alla faccia dell’antitrust, è da lui quasi militarmente presidiata, fa il bello e il cattivo tempo. Le Coop non sono certo un esempio di trasparenza o onesta in nessun contesto, ma non è certo Caprotti che può scagliare la prima pietra.

  27. Pampurio

    Gliuliano, io quoto in pieno Juan.
    Il suo commento è serio ed equilibrato.
    E non è certo pro-coop…

    Il mio parere non ti piace, e questo ci sta tutto, è un tuo diritto.
    Diversamente giudico la tua reazione, diciamo non proprio in linea con l’immagine che vuoi dare di difensore della giustizia, dove cerchi di screditarmi assegnandomi giudizi d’intenti tipo “stravolgere la verità (quale? la tua?) e simpatie soggettive (che ti confermo non esistono), concludi dando del “signore” solo a chi elogia Caprotti… e gli altri? Forse sono tutti TROLL ?

    Poi, alla fine di tutto sono io che dovrei vergognarmi.

    Mah…

  28. marco

    certamente caprotti ha ragione, ma io proverei a sentire l’altra campana, a sentire chi lavora in esselunga cosa ne pensa…leggiamo “l’azienda totale” di R. Curcio, e poi ne riparliamo.

  29. Giuliano A.

    Ritengo che a quanto detto sopra non ci sia
    piu’ niente da aggiungere.
    Chi ha cervello sicuramente avra’ compreso
    quello che c’e’ da capire.

  30. Acrom

    Les défis du capitalisme coopératif
    Discreto e potente, questo è il mondo delle cooperative agricole francesi, che pesa per oltre 80 miliardi di euro e impiega 150 000 lavoratori (3 / 4 degli agricoltori) divenuto il 2 più grande del mondo con marchi come Candia, Beghin dire, Douce France, Prince de Bretagne, Savéol, Loïc Raison, Nicolas Feuillatte …

    Come capire questo grande successo? Quali insegnamenti per il mondo di oggi? Queste sono le domande che soddisfano Georges Lewi e Pascal Perri per questa indagine storica ed economica, il che dimostra che il modello cooperativo offre una vera alternativa al capitalismo di oggi.

    erede sia del cristianesimo sociale che del socialismo, il movimento cooperativo, basato sulla condivisione volontaria del capitale e di un esercizio democratico del potere (un uomo, un voto), promuovere i valori della solidarietà, della responsabilità reciproca di istruzione. Nel contesto della globalizzazione, le cooperative sono caratterizzate da una forte identità locale, l’attaccamento al proprio territorio di azione e una naturale vocazione a contribuire allo sviluppo sostenibile. Così la cooperativa è un vero e proprio “atto di civiltà”, nel senso che mette l’uomo, nel cuore dell’economia.

    In questo libro accessibile e ben documentato, gli autori identificano le principali sfide che si presentano al mondo agricolo la sicurezza alimentare di una popolazione di 9 miliardi di esseri umani e il rispetto per l’ambiente. Gli agricoltori sono pronti. In seguito a questa indagine affascinante, la conclusione degli autori, esperti di fama internazionale, è in grassetto, il capitalismo sarà cooperativo oppure sarà destinato a scomparire!
    http://www.pearson.fr/livre/?GCOI=27440100518060

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