GDO News
1 commento

Vendita libri: la Camera dispone l’abolizione dello sconto massimo. Prime critiche

La Camera dei Deputati, nonostante il parere contrario del Governo, ha promulgato un emendamento che dispone l’abolizione dell’art. 11 della legge n. 62/2001 noto come “disciplina del prezzo fisso” (che prevede l’applicazione di uno sconto massimo del 15% del prezzo di copertina nella vendita di libri al consumatore finale).
“Quasi quattro anni di sperimentazione – ha affermato Motta, Presidente dell’Associazione Italiana Editori – hanno permesso di verificare come questa legge sia molto utile per il mercato editoriale e per la diffusione del libro, nell’interesse tanto degli operatori del settore che del pubblico dei lettori, superando nei fatti le preoccupazioni dell’Autorità antitrust”.
Per il presidente dell’AIE “la libreria con questa disciplina ha interrotto quel ciclo negativo di progressiva perdita di quote di mercato che aveva invece contraddistinto gli anni novanta soprattutto nel confronto con la grande distribuzione organizzata”.
“Inoltre le librerie – aggiunge Federico Motta – si sono potute rinnovare grazie a investimenti sul layout e sulle tecnologie per una più efficiente gestione, resi possibili da un quadro competitivo più stabile. E’ però nel fatto che il regime di prezzo fisso ha funzionato come calmiere sui prezzi di copertina, la cui dinamica è stata sicuramente inferiore al tasso ufficiale di inflazione, che sta davvero la forza della disciplina, senza contare che gli elementi di flessibilità contenuti nella legge hanno consentito ai consumatori di usufruire di sconti più frequentemente che nel passato, come è stato messo in evidenza da indagini svolte durante la sperimentazione”.
Considerati questi risultati l’Associazione Italiana Editori ritiene indispensabile “che l’art. 11 della legge 62/2001 sia assolutamente ripristinato nella discussione al Senato nella sua attuale formulazione o sia considerato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel disegno di legge sull’editoria che è in discussione”. La Grande Distribuzione, dal canto suo, troverebbe l’opportunità di fagocitare anche questo mercato che presenta numeri con crescite a due zeri, anche se molto male servita dall’industria.

Dati dell'autore:
Ha scritto 516 articoli
Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

Q COMMENTO
  1. Pampurio

    Questo è uno dei pochi casi dove aumentare gli sconti e la concorrenza non farebbe il bene dei consumatori.
    Il libro è un prodotto culturale, il fattore prezzo è meno importante della qualità con cui viene distribuito e fatto “conoscere” (ovvero la qualità del pdv e del personale che lo propone).
    La GD non aggiunge MAI qualità di questo tipo ad un prodotto (non so se avete notato il crollo del livello di preparazione professionale degli addetti della GD egli ultimi 5 anni…).
    La GD è una macchina quantitativa, non qualitativa: quando tratta una famiglia di prodotti la rende più competitiva, più performante, ne aumenta la diffusione, ma non ne migliora le qualità intrinseche, semmai, alla lunga, avviene il contrario (vedi anche le polemiche sulle iniziative slow-food/eataly e sulla diffusione mass market i cibo di qualità).

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su