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La borse della spesa: ecologiche e disegnate da una stilista

Sainsbury ha avuto una bella idea: per ovviare al problema ecologico ed allo stesso tempo lanciare un proprio brand, ha dato la commessa ad una apprezzata stilista britannica di elaborare il disegno di uno shopper che mettesse in evidenza l’eleganza dell’oggetto ed allo stesso non perdesse l’intrinseca utilità per cui è stata realizzata. Sono le borse della stilista Anya Hindmarch con la scritta “Non sono una busta di plastica”. L’articolo è diventato subito un fenomeno in Gran Bretagna: vendute nei supermercati Sainsbury al prezzo di 5 sterline, con i proventi da destinare a un gruppo ambientalista, le borse sono state messe all’asta su Ebay e toccato cifre che superano le 200 sterline.
Mercoledì ai supermercati Sainsbury ne sono state distribuite altri 20.000 esemplari, moltissime donne in fila dalle due di notte. Insomma una borsa che ha ricevuto “un sacco” di apprezzamenti. Ma c’è un piccolo problema, il tabloid Evening Standard ha rilevato che le borse “verdi” sono realizzate in Cina con manodopera a basso costo, e che il prodotto non è né organico né “fair”. Sainsbury nega e replica, dicendo di non aver mai definito le borse organiche o del commercio equo.
Il gruppo Sainsbury ha immediatamente risposto dicendo che sono realizzate in una fabbrica che paga il lavoro il doppio rispetto al salario minimo e rispetta le leggi cinesi sul lavoro. Hindmarch dice che sono state trasportate in Gran Bretagna in nave. Resta che si tratta di un imbarazzo per la catena di supermercati che aveva lanciato le borse con proclami stravaganti circa le loro credenziali verdi ma l’idea è sicuramente degna di essere sviluppata.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

Q COMMENTO
  1. Pampurio

    Nulla di nuovo: ipocrisia e falsità elevate dal marketing ad un livello adatto ad essere recepite dal pubblico come “realtà”.
    Fino a quando i consumatori saranno disposti a fare la fila dalle due di notte per delle sportine con “firma”, ci sarà spazio per queste operazioni e lavoro per chi le progetta.

    Purtroppo siamo nella fase crescente di questi orpelli pubblicitari, fase destinata a durare, e cescere, ancora per molto.
    La vera rivoluzione avverrà quando la GDO ritornerà a fare il suo mestiere: mkt-concept no-frills e everyday low price.

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