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Una parte della Sinistra litiga con la Coop per i fagiolini

La Coop da tempo ha sviluppato una politica rivolta al «commercio equo e solidale», ovvero all’acquisto di prodotti in disagiate parti del mondo per favorire l’economia di singole aziende (o cooperative) e quindi i dipendenti delle stesse. Il buonismo qui si associa ad un reale vantaggio economico: quello di acquistare determinati prodotti (thè, caffè, etc.) a prezzi sbalorditivi rispetto ai nostri. Ultima novità del sopraccitato commercio equo solidale è appunto un accordo per l’acquisto di fagiolini provenienti dal Burkina Faso. La cosa curiosa è che quei fagiolini, sono stati considerati da Rifondazione Comunista una vera pietra dello scandalo. Al punto da sferrare un attacco senza precedenti, a mezzo stampa, alla Coop. Questa la tesi presentata in prima pagina da Liberazione, il quotidiano del partito: l’operazione danneggia i nostri contadini, che si vedono arrivare sul mercato fagiolini a un prezzo inferiore di oltre un euro al chilo rispetto alla produzione italiana, ma anche i contadini africani, costretti a coltivarli a scapito delle produzioni locali. Come se non bastasse i vegetali arrivano in aereo, con perniciose emissioni di gas serra dai cargo che li trasportano. La Lega Coop ha ovviamente risposto in modo sarcastico a tale provocazione ma la sostanza rimane: Rifondazione nei panni dei leghisti a proteggere i nostri prodotti, la Coop oggetto di un accusa che nel mercato libero non ha senso di esistere.

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