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Economia: in timida crescita i fatturati della Grande Distribuzione

Continua in salita il fatturato relativo alle vendite in Grande Distribuzione. Nel 4° bimestre (Giugno-Luglio) 2006 le vendite sono aumentate del 1,6% anche se a fronte di una crescita dei listini sul pari anno del 2% ed a fronte dell’aumento degli storse rispetto all’anno precedente che hanno registrato un +5,4%. Quindi a mercato omogeneo il dato è molto deludente (-3,8%) ma le strategie di implementazione di rete stanno portando il beneficio necessario per superare la crisi. Tutto ciò emerge dalla pubblicazione consuetudinaria di Unioncamere “Vendite Flash” dedicata al monitoraggio bimestrale del giro d’affari della Grande Distribuzione Italiana. Nel dettaglio le risultanze sono le seguenti: il confezionato (drogheria alimentare, bevande, freddo, fresco, cura degli animali, cura della casa e cura della persona) rimane stabile con un incremento pari a quello ottenuto dei rinnovi di listino, ad eccezione del freddo, ovvero del 2%. Bisogna rilevare che nei precedenti bimestri dell’anno in corso l’incremento era limitato all’1,5%, quindi il segnale è timidamente positivo. I prodotti alimentari, invero, crescono del 2,2% mentre la drogheria alimentare cresce del 4%. I settori in crisi sono, nel dettaglio all’interno del confezionato, il fresco, la cura degli animali e soprattutto il freddo. Chiudono il quadro i reparti della cura della casa e cura della persona. Per il primo prosegue il trend di accelerazione dell’indice del costo della spesa in atto dall’inizio dell’anno, che ha portato la dinamica a raggiungere ritmi di incremento di poco inferiori al 3%. Differente l’andamento dell’indice degli articoli per la cura della persona, che si è stabilizzato su tassi di crescita decisamente inferiori alla media del LCC (allo 0.4%), in linea con i ritmi che caratterizzavano il reparto a inizio anno. In termini di territorio i dati che sono stati riscontrati sono i seguenti: il Mezzogiorno evidenzia le performance migliori in termini di crescita, mentre quelle settentrionali hanno registrato il maggiore recupero rispetto al bimestre precedente. La Campania risulta la regione dove la ripresa del ciclo è più intensa. La variazione tendenziale del bimestre è infatti del 7.2%, in accelerazione rispetto al tasso già buono della prima parte dell’anno. La regione è tra l’altro quella con la crescita del fatturato più elevata per le merceologie del LCC, al 6.6% tendenziale. Ottimo anche il risultato del reparto altro non alimentare (+10.5%). Tra le regioni meridionali in evidenza anche i risultati della Calabria, con un fatturato in crescita del 6.4%, trainato dall’elevato tasso di variazione dei reparti tessile e abbigliamento, bazar ed elettrodomestici (+16.3%). Buone le performance anche per Puglia e Sardegna che crescono rispettivamente del 4.7% e 3.7% tendenziale. Per la Sardegna si conferma l’inversione di rotta rispetto al tasso di crescita negativo della prima parte dell’anno. Meno brillante la dinamica della Sicilia, pari al 2.8%. Al Centro il Lazio registra il risultato più significativo, (+5.4%), seguito dall’Umbria (+4.6%). Chiudono il quadro dell’area centrale le Marche e la Toscana, che si attestano su ritmi di crescita del 3% tendenziale circa. Tra le regioni settentrionali, il Trentino Alto Adige spicca per un marcata accelerazione rispetto al primo semestre, passando da tassi di variazione del 2.8% al 6.3% del IV bimestre. L’Emilia Romagna segue il Trentino, con una crescita del 4.4%. Le altre regioni settentrionali mostrano tassi di incremento meno brillanti: la Lombardia detiene il primato della variazione più bassa (+1.6%). Quest’ultima, insieme al Piemonte, registra ancora tassi di crescita negativi del fatturato relativo alle altre merceologie non alimentari, in netta contrapposizione con la generalizzata tendenza al recupero nel resto delle regioni italiane. Chiaramente il risultato ponderato fa si che la crescita sia meno sensibile delle aspettative data la sofferenza della regione più importante: la Lombardia.

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