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Esselunga: Tesco sta definendo l’acquisto

Il problema è soprattutto economico ma non solo. Tesco ha un deciso interesse ad acquistare il retailer italiano per una serie di ragioni: mettere le mani sul mercato “latino” ed intervenire nel processo conoscitivo di questo stereotipo di consumatore, con logiche differenti sia dal paese di provenienza, sia dall’est Europa, ubicazione dove il colosso anglosassone è già leader. E’ un ottima occasione per entrare nel vivo della sfida con Carrefour ed Auchan, entrando da un punto di vista del mercato privilegiato: un gruppo che ha il quinto posto in Europa come redditività per metro lineare (nrd: il primo posto è proprio di Tesco con 30 mila euro per metro lineare). Poi esistono motivazioni di concetto: in termini di marketing acquisire un gruppo che ha sviluppato come nessun altro in Italia un concetto di private label ben definito e con logiche di marketing centratissime è un grande vantaggio per Tesco. Il retailer inglese infatti rappresenta il massimo della capacità di sviluppare la propria store loyalty in rapporto agli assortimenti offerti al consumatore. Esistono, infatti, diverse fasce di private label nel loro concetto, il brand Tesco è in grado di recepire meglio di ogni altro le differenti esigenze del consumatore inglese, è un vero e proprio brand in termini di prodotto, oltre che di store. Così il connubio con Esselunga, che nel food ha fatto altrettanto, sembra ottimale.
Il prezzo è uno scoglio non da poco. Pare che la somma sia tra i 3 ed i 4 miliardi di euro, con la parte immobiliare esclusa (si ricorderà qualche mese fa la cessione della parte immobiliare di Esselunga). Caprotti vuole vendere, oramai ci sono pochi dubbi al riguardo, nonostante abbia recentemente smentito le trattative con il gruppo inglese. Tesco vuole comprare perchè occasioni come questa ne capitano poche, si tratta di vedere come andrà a finire nel prossimo anno; il 2007 appare agli occhi dei più decisivo per le sorti di Esselunga.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

Q COMMENTO
  1. MC

    Mi chiedo se ci sarà mai in Italia un vero passaggio generazionale tra coloro che hanno fondato l’azienda e i loro figli;
    Sembra che da un lato i genitori-padroni non abbiano fiducia nei figli e viceversa (non nel caso Esselunga..) i figli siano già “sazi” e non intendono cimentarsi come hanno fatto i loro padri nelle sfide del nuovo millennio…finiremo tutti in mano straniera tra qualche decennio???

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