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Le strategie del gruppo Conad-Leclerc spiegate dal Dott. Gianmarco Galigani direttore non food del gruppo

Italia Distribuzione è un vecchio ricordo all’interno del gruppo Conad. Oggi la situazione del gruppo è completamente differente, ha stretto una proficua alleanza commerciale con il colosso francese Leclerc e sta facendo un notevole sviluppo sulla propria rete di Ipermercati. Il non food è l’area strategica in termini di prospettiva presente e futura ed i manager del gruppo hanno le idee assai chiare. “In Conad – precisa Galigani , direttore non food di Conad – catena dalla forte connotazione in area food, comincia a maturare la cultura di trattare le categorie non alimentari e progressivamente l’impegno profuso negli ipermercati viene trasferito anche nelle superfici più piccole. Anzi, i supermercati da 1.500 a 2.500 mq troveranno sempre maggiore caratterizzazione nel mondo del non alimentare”. In effetti in una recente nostra intervista anche il dott. Savoldi di Conad Centro Nord aveva affermato che il suo gruppo, dai forti connotati assortimentali rivolti al food, era in una nuova fase strategica tutta rivolta all’implementazione di assortimenti di pertinenza del non food. Il dott. Galigani ha spiegato bene l’atteggiamento che il gruppo assume in tale frangente quando ha dichiarato “Nel non alimentare – prosegue Galigani – prevale il ruolo della distribuzione rispetto a quello dell’industria. Non capita cioè, come invece è ricorrente nel food, che le multinazionali di riferimento impongano in un certo senso l’assortimento, sulla scia degli investimenti di marketing e di comunicazione effettuati. Nel non food le forti campagne realizzate in funzione della stagionalità, come nel caso del back to school, del giardinaggio, dell’arredo giardino, nel giocattolo sono fortemente caratterizzate dal know how della catena e dalla professionalità delle persone coinvolte nei progetti. Nelle campagne realizzate in questi settori la catena ha la possibilità di esprimere qualcosa di più di un semplice taglio prezzo, attraverso iniziative di marketing, lo studio di criteri espositivi appropriati, la realizzazione di operazioni ad hoc”. Il direttore non food, autentico traghettatore di questo momento fondamentale per la storia di Conad, ha le idee molto chiare sulle peculiarità e conseguenti operatività da compiere in ogni categoria del suo ambito merceologico. A partire dalla gestione degli spazi negli ipermercati, in Italia ancora sacrificati rispetto alle esperienze d’oltralpe, ma raddoppiati rispetto a pochi anni fa: attualmente in Conalec il non food il tali format ha un incidenza sul fatturato che va da un minimo del 28% sino ad arrivare ad un incidenza del 45% su superfici importanti. “Negli ipermercati – continua Galigani – ci sono gli spazi fisici per esprimersi teatralizzando e dando emozioni. Ogni catena ha la possibilità di caratterizzarsi in un settore specifico, come per esempio la scuola, i giocattoli o l’arredo giardino”. La gestione degli spazi deve essere specifica, pertanto è necessario uno studio profondo su tutte le categorie dove alcune, ad esempio, vanno ridimensionate. “Nell’abbigliamento – spiega Galigani – conviene disinvestire a meno che non si voglia creare un vero e proprio brand con tutto ciò che consegue, così come ha fatto Carrefour o anche Wal Mart e Sainsbury. Per quanto ci riguarda non ci interessa per il momento investire in una linea a marchio di abbigliamento esterno, dove ci limitiamo a un assortimento di base”. Il tessile infatti, considerato l’intero giro d’affari dell’area non food incide circa il 6-9%, contro il 15-18% sviluppato dall’area bazar (casalingo e brico). L’elettronica di consumo incide, invero l’11-13% del fatturato non food. Oggi, nell’ambito del non food della Grande Distribuzione, questa è un area di fondamentale importanza, ed il dott. Galigani riassume bene la storicità del momento. “Sostanzialmente è vero, ammette Marco Galigani: l’elettronica sembra destinata a ricoprire una fetta sensibile nel giro d’affari della Gdo, il cui core business restano, comunque, il grocery e il fresco. Cio’ nonostante resta innegabile l’ attenzione ,anche se diversa da insegna a insegna, allo sviluppo di queste nuove merceologie”. Relativamente ad alcune nicchie (leggi cartucce per stampanti) anche il gruppo Conalec, come altri gruppi del resto, ha l’intenzione di destinare una parte del fatturato alla marca commerciale. Ed è proprio la marca commerciale l’aspetto dominante nelle politiche del non food del gruppo Conalec dove, entro la fine del 2007, le gondole delle loro strutture saranno ricche di offerte non food in private label, ad iniziare dalla creazione di una fascia posizionata sul “best price” prevalentemente rivolta alla convenienza per arrivare parallelamente ad un intenso sviluppo della gamma a marchio d’insegna. “Con il brand di fantasia – spiega Galigani – introdurremo le merceologie di più largo consumo. Nell’elettronica per esempio, i cd e i dvd vergini, nei casalinghi il pentolame, nell’intimo linee basic uomo donna e bambino, nel brico gli elettroutensili. L’obiettivo è realizzare circa 200-250 prodotti di primo prezzo, trasversali su tutte le categorie. Con il marchio Conad, a partire dal prossimo anno, prevediamo invece di sviluppare una gamma con 700-800 referenze, selezionate sempre tra i prodotti ad alta vendibilità”.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

5 COMMENTI
  1. Antonio

    Salve
    sono uno studente della facoltà di economia di Pisa che sta preparando la tesi sulle diverse strategie adottate dalla conad per lo sviluppo dei prodotti di marca commerciale conad.
    Gentilmente vi chiedo se fosse possibile avere delle informazione su tali strategie (prezzi, assortimenti,penetrazione della marca in nuovi mercati ecc) per una migliore trattazione dell’argomento.
    Sicuro di una vostra risposta vi ringrazio in anticipo.

    Antonio

  2. Dott. Andrea Meneghini
    Dott. Meneghini

    Gentile Studente,
    siamo spiacenti ma non siamo in possesso delle informazioni richieste, ma se qualcuno dei nostri lettori che fa parte del gruppo e vuole rispondere e dare un contributo alla tesi del nostro studente lo può fare inviando direttamente una mail cliccando sul nome dello Studente.

  3. Alessandro

    Buongiorno, sono uno studente universitario che sta preparando una tesi sulla grande distribuzione organizzata, e vorrei chiedere a voi se possibile avere, se non è gia presente una articolo che ne parli, un pò di informazioni sulla storia della grande distribuzione. Certo di una vostra risposta vi ringrazio e saluto…

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